Il pensiero di Nietzsche


Sulla scia di Schopenhauer anche Nietzsche pensa che la vita non abbia un senso pre-ordinato e sia irrazionalità, dolore, casualità, distruzione e SOLO L’ARTE PUO’ OFFRIRE ALL’INDIVIDUO LA CAPACITA’ E LA FORZA DI FAR FRONTE ALLA VITA “DICENSO SI ALLA VITA STESSA”. Nella nascita della tragedia, Nietzsche fa vedere la civiltà greca sia pervasa da un senso TRAGICO che è accettazione ebbra della vita, coraggio dinanzi al fato, esaltazione dei valori vitali àl’arte tragica è un coraggioso e sublime dire di sì alla vita. Nietzsche individuo il segreto del mondo greco nello SPIRITO DI DIONISO che è l’immagine della forza istintiva e della salute, è ebbrezza creativa e passione sensuale, simbolo dell’umanità in pieno accordo con la natura. Accanto al dionisiaco lo sviluppo dell’arte greca è legato all’APOLLINEO che è visione di sogno, significazione, rappresentazione, ordine, bellezza. L’arte dionisiaca della musica e l’arte figurativa di apollo vanno di pari passo e dal loro connubio nasce l’opera d’arte per eccellenza (sia dionisiaca e che apollinea) che è LA TRAGEDIA ATTICA. àpurtroppo poi Euripide ha cercato di eliminare l’elemento dionisiaco in favore di elementi morali e intellettualistici, Socrate ha preteso di dominare gli istinti con la ragione, Platone diceva che l’arte è inganno e i sensi ingannano e cosi ha avuto inizio LA DECADENZA e la rimozione del dionisiaco, la perdita del legame dell’uomo con la natura e con se stesso (con le parti legate all’istintualità, alla vitalità). Nelle prime opere Nietzsche considera Richard Wagner come il simbolo dell’artista tragico, poi, nelle opere successive si distacca sia da Schopenhauer che da Wagner. Infatti nelle opere come “Umano troppo umano, la gaia scienza” Nietzsche va a distinguere due tipi di pessimismo: il pessimismo romantico che è quello di Schopenhauer che viene considerato come il pessimismo dei rinunciatari, dei vinti, dei falliti e che non è altro che una espressione di una mentalità cristiana che svaluta la vita e umilia l’uomo. D’altra parte c’è il PESSIMISMO DIONISIACO: che è l’accettazione e la ricerca stessa della tragicità, l’esaltazione della vita negli aspetti istintivi, irrazionali àper questo si distacca anche da Wagner che viene poi visto come un idealista (ripone maggior peso nell’ideale rispetto al reale), come un positivista (che vuole ingabbiare la fluidità della vita nelle strutture fisse della ragione), si distacca da qualsiasi impostazione di stampo metafisico ed elimina qualsiasi dogmatismo (apertura alle infinite interpretazioni del mondo e della storia, riconoscimento del limite e della finitezza umana, critica alla religione) àtutte cose che fanno di lui un illuminista ed infatti è lui stesso a dire “possiamo portare avanti di nuovo la bandiera dell’illuminismo). Sulle ceneri del “vecchio uomo” caratterizzato da servilismo, razionalismo, cristianesimo, morale degli schiavi nascerà proprio l’uomo nuovo il SUPER-UOMO caratterizzato dall’ideale dionisiaco che ama la vita, che celebra l’esistenza, che si apre alla molteplicità ed all’esperienza dell’istinto, dei sensi, dell’interezza, della musica e dell’arte àl’uomo nuovo che finalmente tornerà dal cielo alla terra riscoprendone il suo stesso senso (di contro alla morale cristiana che valorizzando la trascendenza ha tolto qualsiasi valore alla vita sulla terra ed ha inaugurato la volontà del nulla ed ha fatto sì che venissero imposti determinati tipi di valore. Per Nietzsche la morale non ha nulla di universale ma è solo il punto di vista di chi ha la meglio e riesce ad imporlo agli altri (ai più deboli). In realtà è proprio l’incapacità di vivere, il risentimento verso la salute e l’ebbrezza che porta al successo la morale dei “vincitori” e l’imposizione di valori (cristiani) come il disinteresse, l’oblio del corpo e la tensione verso una vita fatta di idealità e supportata da sistemi metafisici o mondi “superiori” (iperuranio) in cui in realtà vengono proiettati i risentimenti, le frustrazioni e la volontà di potere delle classi dominanti àin particolar modo Nietzsche sostiene che il NICHILISMO è stato causato proprio dalla morale, dal cristianesimo e dal concetto di verità in filosofia ed proprio per il fatto che tali maschere sono destinate a cadere, allora ciò che resta è il nulla. A livello psicologico il nichilismo subentra proprio quando ci ostiniamo a cercare UN SENSO nell’accadere delle cose e in fine ci rendiamo conto che tale senso non c’è!!! (cosi come non c’è il concetto di FINE, DI UNITA’, non c’è ORIDNE, non c’è SENSO, non c’è VERITA’, non c’è PROGRESSO.

 

In fondo c’è soltanto una “necessità” che per il mondo, l’universo, la natura e l’uomo è quella di ACCETTARSI E RIPETERSI! Il mondo che accetta se stesso e si ripete (dottrina cosmologica) cosi come l’uomo accetta se stesso ed desidera il proprio ritorno, ama se stesso ed ama il mondo e la sua vita che tornano cosi come sono, come sono sempre state e come per sempre saranno àAMOR FATI ED ETERNO RITORNO sono caratteristiche del superuomo che è in grado di andare oltre se stesso, oltre l’uomo consegnato e concepito dalla tradizione e aprirsi al divenire, al cambiamento, all’amore di sé, all’accettazione della vita ed al desiderio del proprio ritorno.

 

 

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