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COUNSELING AI DOCENTI. Riflettere sul significato di Bisogno Educativo Speciale

Inviato da Nuccio Salis

L’ambiguità della sigla BES consta nella sua aspecificità e generalità descrittiva, che se da una parte individua ed include soggetti caratterizzati da generali difficoltà ravvisate negli ambiti culturali, socio-economici e linguistici, dall’altra è questa stessa definizione ad aprire ad una pluralità di concetti, ipotesi causali, scelte strategico-metodologiche, traiettorie di apprendimento e di pianificazione didattica che volgono ad un orizzonte eccessivamente frammentato, dentro cui si avverte la necessità di mettere ordine al caos e di delineare indicatori e punti comuni che mitighino il senso di insicurezza e di incertezza dovuto al carattere non formale della classificazione terminologica in oggetto.

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Kintsukuroi, (金繕い), ‘’Riparare con l’oro’’ l’arte di curare le ferite del cuore di Sabrina Gatti

Inviato da Sabrina Gatti

 
 
Kintsukuroi, (金繕い),
‘’Riparare con l’oro’’
l’arte di curare le ferite del cuore (Parte II)
di
Sabrina Gatti
 
 
Fine...
Una fine che anche quando tutto sembra impossibile, non può e non deve giungere, non un triste
traguardo, ma solo la somma dei capitoli, della prima parte della sua storia, la sua essenza più
intima, il bagaglio da condurre con sé, nella prossima tappa di quel viaggio, che continua, non
briciole di un passato senza importanza, ma frammenti del tempo, le parti di quel vaso, raccolte con
cura, e come secondo il Kintsukuroi (金繕い), l'oro tra le crepe colato e non la colla, così l'empatia,
la comprensione, il Counseling, nelle ferite del cuore umano, divengono il balsamo dorato, che quel
vaso rotto, come un'esistenza segnata dal dolore e dalle difficoltà, che può apparire vuota al primo
sguardo, e plasmata solo per la disperazione, ecco che il danno si avvolge del calore di un'
abbraccio, mentre le ferite, non più una vergogna, uno stigma, qualcosa da nascondere, quasi
fossero un'orribile colpa, per la quale pagare ingiustamente fino all'ultimo respiro, ma motivo di
orgoglio, la testimonianza della forza con cui si ha affrontato gli ostacoli, e li si ha superati
vittoriosamente e di quel coraggio, che costituisce la sola arma, che il cuore possiede per
proteggersi, nel suo lungo viaggio irto di spine, attraverso l'esistenza, cosicché come d'incanto la
forma prenda, non più di un'oggetto di scarto ma al contrario di qualcosa di splendido.
Un momento importante, dedicato unicamente al cuore, alla sua cura e al conforto che gli spetta per
diritto, prima di qualunque altro progetto, bilancio, discorso, che vuoto e sterile diverrebbe, senza
quell’istante fondamentale, dove solo esso conta, nella sua unicità, nella sua imperfetta perfezione,
l’unica forza per un’esistenza da ricostruire, per una vita da ricominciare, come, dove, in che modo,
e in che misura, se sarà possibile riprendere da dove il filo si era interrotto riannodandolo, o
cercando di crearne uno nuovo, qualora ritornare sulla strada, che si credeva fosse quella da
percorrere, sia impossibile.
‘’Riparare con l’oro’’, o Kintsukuroi (金繕い), questo è in quell’istante ciò che va fatto, non
ancora sanguinanti, rialzarsi su un campo di battaglia, battuto del vento di una tempesta che par non
aver fine, solo per ricadere subito dopo ancor più miseramente, ma riparare con calma e pazienza,
prendendosi il tempo necessario, qualsiasi cosa gli altri possano dire e pensare di tale scelta, per
tamponare le ferite e sigillarle, una ad una, senza fretta, ma con la delicata pazienza propria dei
maestri di quest’arte, i quali, di un vaso andato in pezzi, non ne celano le ferite, ma colando tra le
sue crepe, non colla trasparente per nasconderle alla vista, ma oro ed argento per esaltarle e
mostrale quale segno di forza, onore e bellezza agli occhi del mondo.
 
Sabrina Gatti, scrittrice, sociologa, counselor