Personal branding e story telling. La Leadership come narrazione di sé (PARTE 2)


Un workshop nato ed ideato con l’intenzione e l’obiettivo di sostenere i professionisti nel percorso di ricerca del proprio talento, delle risorse disponibili nello spazio-tempo per valorizzarlo e delle modalità più efficaci per comunicarlo affinchè potesse essere percepito dal pubblico e dai clienti come valore! Un percorso arduo, sul quale è necessario riflettere quotidianamente ed in cui è indispensabile lavorare costantemente per definire anche nel dettaglio una forma chiara, nitida in grado di differenziare un professionista dall’altro nella comunicazione del cuore proprio talento, passaggio fondamentale per potersi posizionare nel mercato in modo proficuo ed attirare clienti verso il proprio servizio. Un concentrato di strumenti operativi che hanno guidato in modo altamente strutturato i partecipanti nelle varie riflessioni e nell’elaborazione dei molti stimoli offerti; un percorso per definizione aperto e permanente tanto che tutte le domande poste sono state chiamate “focal point long life” ovvero punti focali permanenti, abitudini mentali che vanno acquisite non tanto per darsi una risposta definitiva ma per aprire e prendere in carico responsabilmente ogni input inteso come “punto di domanda”, centro dell’interrogare professionale, riflessività costantemente in azione.

Abbiamo chiamato il primo step del percorso “IL FIOR FIORE DEL TALENTO” ed i partecipanti sono stati guidati nella compilazione di uno strumento ideato Simbiosofia e denominato “Personal Talent Canvas” che contiene domande di analisi e di esplorazione finalizzate all’identificazione del Talento Primario delle persone. Le domande poste sono state le seguenti:

1.      le cose che sai fare meglio

2.     le cose in cui gli altri ti hanno detto che sai fare bene

3.     le cose che più ti piace fare

4.     le cose che sai fare e che più ti piace fare

5.    le cose per cui ti senti "portato"

6.     le cose in cui ti hanno detto di "essere portato"

7.     le competenze lavorative che hai secondo te

8.     le competenze lavorative che hai secondo gli altri

9.     i tuoi talenti (i frutti)

10.  point of parity (cose che hai in comune con gli altri)

11.    point of difference (cose che ti differenziano dagli altri)

Abbiamo poi chiamato il secondo step del percorso “L’ARTE DEL BONSAI” partendo dall’assunto che una volta individuato il proprio talento è necessario configurarlo in una forma progettuale che si avvicina alla proposta di un vero e proprio servizio che il professionista ha desiderio di elaborare e offrire. Ma per far questo è necessario “limare”, prendere consapevolezza profonda del proprio talento, imparare a calarlo in un contesto professionale e nel mercato di riferimento. I focal point offerti da questo strumento sono stati i seguenti:

1.       chi sei? (identità)

2.     quali sono i tuoi interessi, obiettivi, valori, mission

3.     che storia personale e professionale puoi raccontare

4.     cosa offri ai tuoi clienti? (quali competenze, quali servizi, quali talenti)

5.     cosa prometti? (quali benefici procuri a chi si avvicina a te? Quali problemi risolvi?)

6.     Perché tu? (cosa ti differenzia dai tuoi competitor? Che valore aggiunto offri?)

7.      Perché sei credibile? (curriculum, risultati ottenuti, formazione, marchi/brevetti, ruoli professionali ecc.)

8.     Chi lo deve sapere? (chi è il tuo target? Chi sono i tuoi clienti potenziali?)

9.     Come lo fai sapere? (quali canali utilizzi e come li utilizzi?)

Il terzo passaggio del percorso è chiamato “LO SPAZIO-TEMPO DEL TALENTO”: come abbiamo visto non esiste un talento senza contesto ed è per questo che i partecipanti saranno guidati alla compilazione del “Networking canvas” tramite cui è possibile rintracciare le risorse possibili e presenti nel contesto attuale, focalizzare quelle su cui puntare e visualizzare quelle da migliorare. Le domande proposte dallo strumento sono:

1.       ci sono persone che ti supportano a livello personale nei momenti difficili?

2.     Ci sono persone che invece di influenzano negativamente e ti causano stress/problemi?

3.     Persone che ti potenziano e sviluppano dal punto vista professionale?

4.     Persone che ti danno dritte importanti ed utili?

5.     Persone che possono “sponsorizzarti”, persone influenti che possono introdurti?

6.     Conosci persone che possono generare nuove opportunità/possibilità?

7.      Persone che ti ispirano, ti fanno sentire creativo, ti danno fiducia?

Il quarto punto del percorso ha a che fare con la necessità di “COMUNICARE IL TALENTO”, un fenomeno affatto scontato ed anzi decisivo affinchè la punta dell’iceberg sia chiaramente visibile, percepita, apprezzata. Si tratta di elaborare un piano di comunicazione strutturato ed integrato che prenda in considerazione le seguenti dimensioni: 

1.       Chi potresti contattare o coinvolgere? Persone influenti e importanti, special guest, leader locali, politici ecc.

2.     Quali canali vuoi attivare? (Tv, radio, giornali, social, blog ecc.)

3.     Quali eventi potresti organizzare? (seminari, presentazioni, apertivi, webinar ecc.)

4.     Quali contenuti potresti creare e distribuire? Quali contenuti reputi più utili per l’evento organizzato? Quale forma di distribuzione potrebbe essere la più adatta ?

Come si è visto, i vari strumenti sono disposti in ordine progressivo nel senso che solo dopo aver compilato il primo è anche possibile compilare in modo più agevole il secondo dal momento che i contenuti del primo (se chiaramente individuati) vanno a rispondere a domande che sono poste dal secondo strumento e così via: una volta individuato il talento è possibile compilare il modello del personal branding, una volta compilato questo è necessario focalizzarsi sulle risorse, sulle persone ed elaborare un’idea progettuale del servizio ed alla fine è possibile strutturare un piano di comunicazione coerente e centrato sul valore percepito

Ultimo passaggio del workshop si gioca sull’assonanza del PERSONAL TALE-NT

ü  Personal tale = racconto personale

ü  Personale talent = talento personale

 

La cui idea fondante è che se non si individua il talento non è possibile raccontarlo in modo credibile ma, viceversa, se non si riesce a strutturare/formulare una narrazione credibile il talento perde di forza comunicativa, di efficacia e di valore percepito.

Il workshop in generale ha riscosso molto successo tra i partecipanti seppur è stato impegnativo e faticoso dal momento che pone domande fondamentali e radicali che spingono nella direzione di un’interrogazione profonda, esistenziale, valoriale prima ancora che professionale in senso tecnico. I diversi strumenti utilizzati sono stati consegnati anche nella forma di “compiti a casa” come stimolo ad un ragionare permanente ed ad una compilazione/revisione/perfezionamento in itinere sempre aperto perché è vero ciò che sostiene Napoleon Hill quando ci ricorda che “Molti di noi passano la vita come dei falliti, perchè sono in attesa del momento giusto per iniziare a fare qualcosa. Non aspettate. Il momento vero non potrà essere mai quello giusto. Inizia, inizia dove ti trovi e lavora con qualsiasi strumento tu possa avere a disposizione e troverai i migliori strumenti mentre stai proseguendo”

 

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