L'orientamento a scuola


Uno dei tratti più appariscenti nella costruzione dell’identità giovanile è costituito dalla crisi progettuale. E’ una crisi di speranza e di progetto che i giovani vivono e che la scuola non è in grado di affrontare. Uno degli aspetti più gravi di questo fenomeno consiste nella debolezza della funzione di orientamento sia scolastico che professionale. La scuola dei contenuti e delle discipline, oggi,  non costituisce più uno strumento efficace di mobilità sociale poiché è chiamata a formare non solo la capacità dei giovani di gestire in modo attivo il passaggio fra la scuola e il lavoro ma soprattutto la capacità di costruire insieme la fiducia in se stessi e nel futuro, in altri termini, la propria consistenza personale, la propria identità. Nonostante tutto la scuola rappresenta un ambito di grandi opportunità per la formazione dell’identità dei giovani:

1.     Essa è il più lungo laboratorio sociale di cui oggi i giovani possano disporre, più ampio ancora della strada e degli altri luoghi di ritrovo;

2.     Soprattutto alla scuola i ragazzi chiedono un ambiente che permetta l’esplodere della vita: non tanto una scuola che si limiti a nozioni e contenuti quanto un contesto che favorisca la qualità della vita in tutti gli aspetti affettivi, sociali, culturali e ambientali. Alla scuola degli esami e delle valutazioni, i ragazzi chiedono che sia affiancata la scuola della vita, del dialogo, dell’accoglienza, della crescita personale

3.     La domanda dei Docenti-Orientatori esplode con forza sempre crescente dato che, la mutazione antropologico-sociale in atto, fa sì che i giovani chiedano condizioni dignitose di coniugazione della occupabilità con esigenze di felicità individuale e prospettive di protezione dei diritti fondamentali della persona

Tuttavia questa grande opportunità di cui può fruire l’ambiente scolastico non appare sufficientemente presa in carico dai responsabili dell’agenzia scolastica: i docenti non vengono adeguatamente formati, le relazioni con gli studenti restano su un piano di comunicazione e relazione unidirezionale e direttivo, mancano adulti significativi capaci di rendere orientativa la didattica e autentica la relazione inter-personale, mancano programmi di formazione specialistica sulla Didattica orientativa, sulle tecniche di comunicazione interpersonale, sul counseling, sul life designing, mancano professionisti consapevoli delle funzioni profondamente umane cui l’orientamento può rispondere oggi, consapevoli dei metodi di orientamento presenti nella letteratura, consapevoli e capaci (poiché adeguatamente formati) di utilizzare strumenti che possano restituire sicurezza, fiducia, gioia, passioni, obiettivi, progetti di senso, progetti di vita ai nostri ragazzi.

 

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