FORMARSI PER NON FERMARSI E COME MOTIVARSI ?

Inviato da Liana Gerbi

metodi educativi 

Il metodo Gordon

Thomas Gordon ha proposto dei "training brevi" per migliorare la comunicazione interpersonale e quindi renderla più efficace dal punto di vista psicologico.
In più, ha rivolto la sua attenzione alla relazione insegnante-alunno, quale luogo dei suoi studi. Noi vogliamo soffermarci proprio sugli studi di metodologie utili per impostare una comunicazione pedagogicamente costruttiva fra alunno e insegnante e fra allievi stessi.
Il materiale dei suoi studi viene organizzato in un programma per insegnanti, in cui viene colto il fattore determinante di un buon insegnamento che vorrei tradurre usando le sue parole:"…ancora più importante di ciò che si sta insegnando è il modo in cui l’insegnamento viene impartito e a chi è rivolto".
Questo messaggio ci fa capire quanto sia importante un buon lavoro da parte del docente di trasformare se stesso nel modo di trattare gli allievi e di porre maggiori responsabilità agli allievi, considerati come persone che stanno crescendo. Molto spesso è più semplice focalizzarsi solo sulle problematiche legate alla disciplina, promuovendo una comunicazione di controllo su ogni azione dell’alunno. È più difficile mettersi in gioco come insegnante, impostando una relazione sull’ascolto imparziale.
In base a queste riflessioni, Gordon ha messo a punto quattro tecniche per migliorare il rapporto tra insegnante e alunno:

1. ascolto attivo
2. messaggio in prima persona
3. metodo del problem solving
4. metodo senza perdenti

 

 

 

 

• ascolto attivo
Il primo passo è quello di sforzarsi di usare un nuovo vocabolario che non sia quello abituale che si sente quotidianamente a scuola legato al potere conferito all’insegnante, cioè quello di controllare, ordinare, punire, esigere, porre dei limiti, ecc. questo nuovo vocabolario sarà caratterizzato dall’uso di parole quali collaborare, ascoltare, confrontarsi, andare d’accordo, ecc.
Il secondo passo è quello di attivare un ascolto, entrando in un rapporto di empatia.
La tecnica di ascolto si suddivide in:

- ascolto passivo (prestare attenzione totale al ragazzo)
- messaggi di accoglienza verbali e non verbali (informano l’alunno che l’insegnante lo sta ascoltando)
- inviti calorosi (incoraggiano l’alunno a proseguire)
- ascolto attivo (l’insegnante deve riflettere il vissuto dell’alunno senza giudicare)

• messaggio in prima persona (messaggio-Io)
Il messaggio – Io è una tecnica di comunicazione che permette all’alunno di entrare in contatto con i vissuti personali dell’insegnante. Il docente deve applicare un linguaggio in prima persona, usandolo per comunicare i propri sentimenti di fronte all’alunno (NON "tu sei", MA "Io sento, io provo…"). L’alunno sentirà che l’insegnante sta comunicando il proprio stato d’animo con autenticità e non assumerà atteggiamenti di difesa.

• metodo senza perdenti
Quando l’ascolto attivo o il messaggio – Io non hanno dato risultati, il metodo senza perdenti può risolvere alcuni conflitti fra alunno e insegnante trovando una soluzione utile per entrambi. L’obiettivo è quello di rispettare i diritti di ciascuno senza sopraffazione.

• metodo del problem solving
L’uso del problem solving fa sì che alcuni conflitti molto complessi possano essere superati. Vi sono sei fasi da seguire:

1. esposizione del problema
2. proposte di soluzioni
3. valutazione degli aspetti negativi e positivi delle proposte
4. scelta della proposta più idonea
5. attuazione
6. verifica dei risultati


Per mantenere la fiducia che l’alunno può provare nei confronti dell’insegnante, è consigliabile dedicare i primi dieci minuti della giornata alle confidenze degli alunni. Gordon chiama questo spazio "tempo relazionale", in cui l’alunno può esprimere i suoi vissuti, ansie, preoccupazioni, disagi che, se non comunicati ed elaborati con l’aiuto dell’insegnate e degli interventi dei compagni, passano attraverso un comportamento negativo.
Un altro tipo di intervento, per promuovere la coesione del gruppo classe e per creare un clima di solidarietà reciproca e di vicinanza emotiva, è quello del "circle time". E’ uno spazio in cui gli alunni possono discutere su un argomento da loro scelto. Il ruolo dell’insegnante è quello di facilitare e monitorare la discussione. Gli alunni si mettono in cerchio in modo tale da creare un clima di collaborazione e di amicizia.

 

 

                                                                         

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