PERDITA DI FUTURO E NICHILISMO


A) PERDITA DI FUTURO E NICHILISMO NELLA SCUOLA E NEL LAVORO.

I giovani sono stati particolarmente colpiti durante la crisi. Essi sono vulnerabili perché si trovano in una fase di transizione, non dispongono di esperienza professionale, talvolta la loro istruzione o formazione non è adeguata. Inoltre alcuni giovani sono particolarmente svantaggiati o a rischio di discriminazione. Il 30,1 % dei disoccupati di età inferiore ai 25 anni nell'Unione lo è da oltre dodici mesi. Inoltre, sempre più giovani non cercano un lavoro in modo attivo e, di conseguenza, non hanno un sostegno strutturale che li aiuti a rientrare nel mercato del lavoro. Le ricerche dimostrano che la disoccupazione giovanile può lasciare tracce permanenti, come un rischio più elevato di disoccupazione in futuro, livelli ridotti di reddito futuro, perdita di capitale umano, trasmissione di povertà tra generazioni o minore motivazione a fondare una famiglia. Perdita del futuro e nichilismo sono anche alla base di fenomeni di abbandono e dispersione scolastica e purtroppo collegati all’incapacità delle istituzioni scolastiche di “far presa sul futuro” e di orientare veramente i giovani verso mondi potenziali ed emergenti che di fatto ancora non esistono. Il Report del World Economic Forum (WEF) stima che il 65% della popolazione scolastica attuale è destinato a trovare un lavoro che oggi non esiste ancora! Gli sforzi e le strategie che le scuole, le università e i centri di ricerca pongono oggi in atto devono rispondere all’urgenza di far fruttare al meglio il capitale umano, sociale e creativo del Paese. Esse sono chiamate a sempre più a far crescere, sviluppare e mettere in campo i talenti della popolazione ed investire sul loro potenziale di crescita e di autonomia.

B) PERDITA DI FUTURO E NICHILISMO NELLA VITA QUOTIDIANA. Perdita del futuro e nichilismo sono anche il sintomo più evidente del disagio giovanile. Grazie ai dati provenienti da una ricerca svolta , è possibile fare una vera e propria “fotografia dei ragazzi” del nostro territorio: l’87,5 % dichiara di aver bevuto bevande alcoliche, il 4,5 % dei ragazzi rivela di aver fatto uso di sostanze per la prima volta quando aveva meno di 14 anni, il 61,3 % tra i 14 e 16 anni, il 34,1 % dai 16 anni in su. Il 15,5 % del campione dichiara di aver fatto uso di sostanze durante l’orario scolastico. Il 60,4 % ha fumato sigarette. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo è risultato che circa il 13% dei ragazzi gioca alle scommesse sportive “più di una volta a settimana” mentre il 22% gioca almeno una volta a settimana. Circa il 45 % rivela di trascurare lo studio perché distratto dallo smartphone ed il 40% ha assistito a fenomeni di bullismo. Molto interessante la ricerca condotta sui “comportamenti relazionali e le relazioni sociali” in cui il rendimento scolastico viene messo in relazione con la qualità delle relazioni orizzontali (con il gruppo dei pari) e con la qualità delle relazioni sia con i propri genitori che con gli insegnanti, cosa che ci riporta alla necessità di un approccio di tipo sistemico e concretamente inclusivo. Il principio di riferimento per progettare le comunità del futuro, infatti, deve essere l’inclusione e la capacità di dare a tutti sensate opportunità di crescita e sviluppo quanto al capitale umano, sociale e comunitario. Chiunque sia responsabile della gestione di una comunità dovrebbe sostenere le persone a realizzarsi nella comunità in cui vivono. Dovrebbe, inoltre, consentire alle persone di promuovere iniziative proprie valorizzando le loro capacità e il loro diretto apporto nella comunità stessa a beneficio degli altri.

DAL BISOGNO ALL’INTERVENTO.

Molte ricerche nel campo psicologico e neuroscientifico (Huta, Nozik, Seligman, Ryan) hanno messo in luce che perseguire la ricerca di senso nella vita promuova anche un effettivo miglioramento della Salute individuale e comunitaria.  Orien.ta.re intende dare risposte a ciò che viene definito come “perdita di futuro” (Benasayag, 2019) e nichilismo: vuole aiutare la scuola e la comunità a progettare il futuro delle nuove generazioni.  Orientare intende intervenire sul vuoto esistente nella comunità bersaglio con la CREAZIONE DI UN CENTRO DI SVILUPPO E CRESCITA PERSONALE dei cittadini del territorio.  Orientare è costruito per:

  •  rendere l’orientamento formativo una buona prassi,
  • creare un centro culturale dedicato alla creazione di una comunità orientante,
  • Costruire legami tra gli enti territoriali pubblici e privati capaci di progettare il futuro della propria comunità.  

Nell’area oggetto dell’intervento l’analisi dei bisogni svolta nella fase preliminare allo stesso, ha evidenziato la scarsa efficacia delle azioni svolte allo sviluppo dei talenti dei giovani in età scolare e dei giovani in cerca di occupazione nell’area picena. L’intervento proposto dagli enti territoriali locali finalizzati ai servizi alla persona sembra essere obsoleto rispetto ai bisogni espressi oggi dalla comunità. Emerge una richiesta orientata all’acquisizione di competenze per propria realizzazione e per la presa di decisione dei propri desiderata attraverso percorsi di formazione e non solo di informazione. Le persone vogliono essere rese autonome nelle proprie scelte, chiedono percorsi di allenamento delle proprie risorse personali, di acquisire competenze e strumenti specialistici che consentano loro di poter disegnare la strada della propria realizzazione. Emerge una richiesta di essere parte, di appartenenza, di co-costruire possibilità insieme ad altre persone. Emerge, infine, l’importanza di creare relazioni appaganti e di crescere grazie alla relazione. Si evince la necessità di progettare interventi di comunità. Una comunità orientante è l’insieme di persone orientate che sanno orientare. Il significato di Orientare è proprio quello di creare un circolo virtuoso di conoscenze, competenze e specializzazioni che permetteranno la costruzione di legami tra tutti gli stakeholders spendibili per lo sviluppo dei territori. Orientare è l’opportunità di apprendere come il dialogo è la strada della costruzione di una realtà possibile e sostenibile per tutti. È l’intervento di comunità per la comunità di generare risposte prendendosi cura delle persone. La scuola è centrale nella cultura e la cultura è salute. La salute incide in modo significativo sul Paese. Sarà la scuola la promotrice di una buona prassi di comunità evoluta. 

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