Facciamo counseling con Immanuel Kant (3)


Occorre inserire un terzo termine che deve essere omogeneo alla categoria (intellettuale) e al fenomeno (sensibile): KANT CHIAMA QUESTO TERMINE “SCHEMA TRASCENDENTALE” E SCHEMATISMO TRASCENDENTALE IL MODO IN CUI L’INTELLETTO SI COMPORTA CON GLI SCHEMI àè vero che lo spazio è la forma del senso esterno ma quando poi l’oggetto viene colto essa diventa interno per cui IL TEMPO PUO’ CONSIDERARSI LA FORMA PURA DI QUALSIASI TIPO DI ESPERIENZA SENSIBILE àquindi il tempo è omogeneo alle intuizioni sensibili perché non possono darsi intuizioni senza tempo e dall’altro lato è omogeneo alle categorie poiché in ogni caso si applica a priori a qualsiasi tipo di rappresentazione (interna o esterna) àIL TEMPO DIVENTA QUINDI, COME SCHEMA TRASCENDENTALE, LA CONDIZIONE GENERALE SECONDO LA QUALE LA CATEGORIA PUO’ ESSERE APPLICATA A UN OGGETTO mantenendo l’universalità delle forma e la sintesi dell’esperienza.

L’esperienza resta comunque l’unico ambito in cui può svolgersi la conoscenza umana (ricordiamo che il noumeno è un concetto limite che non può essere colto) e quando l’intelletto cerca di andare oltre l’esperienza allora nascono errori e illusioni che sono strutturali e necessari e ineliminabili: LA DIALETTICA TRASCENDENTALE SARA’ PROPRIO LA CRITICA DI QUESTE ILLUSIONI che sono naturali (e non menzogne create volutamente da un sofista) e che anche una volta scoperte non vengono eliminate àKANT DEFINISCE “RAGIONE” L’INTELLETTO IN QUANTO SI SPINGE OLTRE IL CAMPO DELL’ESPERIENZA POSSIBILE àOPPURE COME FACOLTA’ DELL’INCONDIZIONATO che spinge l’uomo al di là del finito ed è dunque la facoltà della metafisica, destinata a restare pura esigenza dell’assoluto.

Mentre l’intelletto è la facoltà di giudicare (che contiene sempre elementi del sensibile) la ragione è la facoltà del sillogizzare àsolo che mentre il giudizio sintetico contiene sempre un elemento del sensibile…il sillogismo opera su concetti che non hanno riferimenti al piano della sensibilità àcosi come dalla tavola dei giudizi ha dedotto le categorie, ora dalla tavola dei sillogismi deduce la tavola dei CONCETTI PURI DELLA RAGIONE (idee) àessendoci tre tipi di giudizio (categorico, ipotetico, disgiuntivo) ci saranno tre tipi di Idee = idea psicologica (anima), idea cosmologica (il mondo come unità metafisica), idea teologica (Dio) àqueste idee sono le supreme forme o esigenze strutturali della ragione cosi se la sensibilità ha due forme pure (spazio/tempo), l’intelletto ne ha 12 (categorie), la ragione ne ha 3 e sono idee pure della ragione alle quali NON è dato di trovare un corrispettivo nella realtà dei sensi.

1.       L’anima deriva cosi da un PARALOGISMO della ragione àpartendo dall’IO penso lo si trasforma in unità sostanziale “esterna”

2.      L’idea di mondo, analogamente, deriva dall’illusione della sostanzialità del mondo come intero metafisico e non semplicemente dalla considerazione del mondo come insieme di fenomeni regolati da leggi àora quando la ragione ci spinge “oltre” iniziamo a ragionare sulle ANTINOMIE finito/infinito, libertà/necessità (ossia le antitesi delle posizioni razionaliste-empiriste)…. MA TALI ANTINOMIE SONO INSOLUBILI PERCHE’ QUANDO LA RAGIONE VARCA I CONFINI DELL’ESPERIENZA NON PUO’ CHE BRANCOLARE NEL BUIO

3.      La terza Idea è quella di Dio che Kant chiama anche IDEALE nel senso che essa è un modello di tutte le cose, la tensione massima della ragione che tuttavia ci lascia nella più totale ignoranza. In tal caso e in particolar modo con riferimento alle prove dell’esistenza di Dio fornite dalla tradizione Kant dice che l’errore è quello di scambiare il predicato logico con il predicato ontologico: dall’Idea di Dio non si può dedurre la sua esistenza àLA METAFISICA COME SCIENZA NON E’ DUNQUE POSSIBILE POICHE’ NON CI E’ POSSIBILE UN ATTO INTELLETTUALE ED INTUITIVO A PROPOSITO DELL’IDEA DI DIO, ANIMA E COSMO àper questo le idee della ragione hanno un uso regolativo (estendono al massimo la possibilità dell’esperienza e del pensiero conferendo ordine e unità) e non costitutivo come i concetti puri dell’intelletto: esse valgono come principi euristici, producono “illusioni” necessarie e fascinose ma non producono un AUMENTO della nostra conoscenza

àNON POTENDO ACCEDERE AL NOUMENO PER VIA TEORETICA KANT SOSTIENE CHE IL NOUMENO E’ ACCESSIBILE PER VIA PRATICA, PER VIA “ETICA” E LA RAGIONE E LE IDEE FORNISCONO PROPRIO IL PASSAGGIO DALL’AMBITO TEORETICO A QUELLO PRATICO (la Ragione umana non è soltanto attività conoscitiva ma è anche attività volitiva àla ragione non è solo teoretica ma è anche RAGION PRATICA che determina la volontà e l’agire morale.

Ora mentre per quanto riguarda la ragione teoretica Kant ha criticato la pretesa della ragione di esorbitare dall’ambito dell’esperienza, per quanto riguarda la ragion pratica Kant critica, all’opposto, la ragion pratica empiricamente condizionata che pretende di muovere da sola la volontà àvuole dimostrare, in altri termini, che esiste una volontà pura (non determinata da impulsi, senza connessioni con il piano esperienziale e sensibile) che come causa noumenica muove e determina la volontà àl’imperativo morale si configura come una sintesi a priori non fondata sull’esperienza o sull’intuizione sensibile àsi tratta di mostrare che la ragione è sufficiente da sola (senza ausilio degli impulsi sensibili) a muovere la volontà e solo in questo caso possono esistere principi morali aventi un valore universale

 

 

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