Facciamo counseling con Immanuel Kant (2)


Ma come dicevano l’uomo ha una seconda fonte di conoscenza che pensa gli oggetti: l’intelletto e la vera conoscenza scaturisce dalla sintesi dell’intelletto con la sensibilità poiché le intuizioni senza pensieri sono cieche e i pensieri senza intuizioni sono vuoti. Kant distingue ora la LOGICA GENERALE dalla LOGICA TRASCENDENTALE. La logica generale è la logica aristotelica (logica formale), scienza generale dell’intelletto che prescinde dai contenuti e studia le leggi generali e il modo di procedere del pensiero. La logica trascendentale NON studia i concetti empirici (ai quali sono mescolati elementi sensibili) ma i concetti puri (che non hanno elementi sensibili ma che hanno come contenuto le intuizioni pure dello spazio e del tempo, le forme a priori della sensibilità) àla logica trascendentale studia quei concetti che NON provengono dagli oggetti ma provengono dall’intelletto e si riferiscono a priori agli oggetti

Kant distingue ancora la logica in ANALITICA TRASCENDENTALE E DIALETTICA TRASCENDENTALE. L’analitica non è la scomposizione (classica) dei concetti di cui l’intelletto si serve ma la scomposizione della stessa facoltà intellettiva per andare a cercare i concetti puri nel luogo della loro origine e di studiarne il funzionamento puro apriori.

Il pensiero è la facoltà di giudicare e giudicare vuol dire sintetizzare/unificare e ordinare il molteplice in una rappresentazione comune. Nella logica trascendentale il molteplice da unificare è solo il molteplice PURO dato dall’intuizione pura di spazio e tempo àl’intelletto unifica (attività che Kant chiama SINTESI) il molteplice puro e i vari modi di unificare sono le CATEGORIE: All’interno dell’intelletto Aristotele vede le categorie e le considera come “leges entis” mentre per Kant esse sono “leges mentis” àda modi di essere dell’essere esse diventano modi di funzionare del pensiero. Il pensiero infatti funziona tramite giudizi e i concetti puri sono funzioni che sintetizzano ed unificano il molteplice puro. I CONCETTI PURI DI KANT NON SONO CONTENUTI MA FORME, FORME SINTETIZZATRICI. Vi dovranno essere dunque tante categorie e concetti puri quante sono le forme di giudizio. Allora cosi come il soggetto cogliendo sensibilmente le cose le spazializza/temporalizza cosi il soggetto pensando le cose le ordina e le determina concettualmente secondo i modi propri del pensiero ài concetti puri o categorie sono dunque le condizioni di pensabilità degli oggetti àL’IO PENSO O APPERCEZIONE TRASCENDENTALE E’ LA FUNZIONE ORIGINARIA, UNITA’ DELLA COSCIENZA E DELL’AITOCOSCIENZA funzione principale dell’intelletto che unifica a priori e sottopone all’unità dell’appercezione il molteplice delle rappresentazioni date

ààe cosi abbiamo la risposta alla domanda “come sono possibili i giudizi sintetici a posteriori”? ESSI SONO POSSIBILI OLTRE AL FATTO CHE NOI ABBIAMO LE FORME PURE DELL’INTUIZIONE DELLO SPAZIO E DEL TEMPO A PRIORI, PER IL FATTO CHE IL NOSTRO PENSIERO E’ ATTIVITA’UNIFICATRICE E SINTETIZANTE, CHE SI ESPLICA ATTRAVERSO LE CATEGORIE E CULMINA NELL’APPERCEZIONE ORIGINARIA, CHE E’ FUNZIONALMENTE UNITA’ SINTETICA ORIGINARIA (LA FORMA STESSA DELL’INTELLETTO).

Ma la domanda ulteriore che nasce è: come è possibile passare dalle categorie agli oggetti? Come è possibile la sussunzione dai concetti alle sensazioni dato che essi di fatto sono eterogenei????

 

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