Personalizzazione: una revisione del concetto.


Possiamo sostenere, con Maria Cinque, che personalizzare voglia dire ottenere che ogni uomo cresca in accordo con ciò che egli è, ovvero che si realizzi come persona, che va nobilitata perché raggiunga l’eccellenza che gli è propria. In accordo con ciò che egli è vuol dire dunque in accordo e “accordando” le tre dimensioni dell’incarnazione (corporeità e storicità), della vocazione (desiderio, impegno), della comunione (altruismo, amore, dono).

Inoltre dobbiamo tenere presente il carattere dinamico-evolutivo della “crescita personale” e possiamo considerare che:

  • La prima caratteristica dell’evoluzione è che essa sia un passaggio da una forma meno coerente ad una più coerente (ad esempio il sistema solare è sorto da una nebulosa)
  • La seconda caratteristica è che essa sia un passaggio dall’omogeno all’eterogeneo (ad esempio le piante e gli animali si sviluppano differenziando organi e tessuti)
  • La terza caratteristica è che essa sia un passaggio dall’indefinito al definito (ad esempio il passaggio da una tribù ad un popolo “civile” basato sulla divisione del lavoro)

La caratteristica fondamentale della modalità dell’essere consiste nell’ “essere attivo”, che non va inteso nel senso di un’attività esterna, nell’essere indaffarati, ma di attività interna, di uso produttivo dei nostri poteri umani.

Essere attivi significa dare espressione alle proprie facoltà e talenti, alla molteplicità di doti che ogni essere umano possiede, sia pure in vario grado. Significa rinnovarsi, crescere, espandersi, amare, trascendere il carcere del proprio io isolato, essere interessato, prestare attenzione, dare. (E. Fromm)

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