Maghi e saghe d’oggi un insegnamento per …adulti ?


Maghi e saghe d’oggi

 un insegnamento per …adulti ?

Nella precedente riflessione, ci chiedevamo: le nuove storie, le saghe che godono il tripudio di adulti e ragazzi possono anch’esse svolgere azione educativa per ogni età, anche per adulti?

Per avere una risposta prendiamo un esempio di successo eccezionale, la saga di Harry Potter di J.K. Rowling, tradotta in 67 lingue, da 450 milioni di copie; il numero di prime stampe è aumentato libro dopo libro fino ad arrivare alla tiratura di 12 milioni di copie dell’ultimo volume, mentre il volume Harry Potter e i Doni della Morte detiene il record per il libro più velocemente venduto della storia. Certamente solo un’ovvietà è ribadire l’influenza che hanno avuto i film per il successo della saga: una sorta di effetto a cascata. Il primo film, Harry Potter e la Pietra Filosofale, uscito tre anni dopo la pubblicazione dell’omonimo libro, fu enorme cassa di risonanza dei volumi pubblicati che, nel frattempo, erano diventati tre e anche il sapiente apparato on line che prevede il quiz per capire a quale personaggio di Harry Potter assomigliamo di più, presentato come aiuto ad ascoltar-ci per capir-ci. Queste alcune delle domande, naturalmente a risposta chiusa (quattro opportunità di risposta) previste dal quiz on line: Ti definiresti una persona impulsiva? Sei generoso? Verso le persone che non conosci ti dimostri... Ti senti a tuo agio in mezzo alle persone? Qual è la tua più grande ambizione? Nel tuo tempo libero...

 

(cfr https://libreriamo.it/libri/quale-personaggio-harry-potter-ti-somiglia-di-piu-scoprilo-con-questo-test/)

Per capire le intime e non sempre evidenti ragioni del travolgente successo, ancora attuale dopo anniversari di tutto rispetto, è sorto un fermento di analisi, anche di autorevoli studiosi di fenomeni sociali che hanno evidenziato i  requisiti “speciali” che la saga di Herry Potter conterrebbe nella sua struttura e colgo qui di seguito alcune tra le interpretazioni più calzanti che giustificano il successo della saga tra gli adulti.

Una prima analisi è di ANTONIA S. BYATT:  L' aspetto importante di questo specifico secondo mondo è che è simbiotico con il vero mondo moderno. La magia, nei miti e nelle fiabe, riguarda i contatti con ciò che non è umano - alberi e creature, forze sconosciute. La maggior parte degli scrittori di fiabe odia e teme le macchine. I maghi della Rowling le evitano e usano la magia, ma il loro mondo è una caricatura del mondo reale e in esso ci sono treni, ospedali, giornali e sport competitivi. Buona parte della malvagità vera negli ultimi libri è attribuibile a dei giornalisti della cronaca rosa che trasformano Harry in una sorta di celebrità, parola che rappresenta in termini moderni quella dell' eroe predestinato. La maggior parte della malvagità restante è invece imputabile (oltre che a Voldemort) alle interferenze burocratiche nelle questioni relative all'educazione.[…] Ma perché degli uomini e delle donne adulte dovrebbero ossessionarsi con le allegre mazze da hockey? Ci piace regredire.[…] Il bosco magico della Rowling non ha niente in comune con questi mondi perduti. è un mondo piccolo ed è quello di una scuola, pericoloso soltanto perché lei ci dice che lo è. In questo senso, è magia per i nostri tempi. La Rowling, credo, parla a una generazione di adulti che non ha conosciuto o per la quale non era importante il mistero. (ANTONIA S. BYATT Copyright The New York Times. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/07/10/il-successo-di-harry-potter-del-suo.html)

La seconda suggestione fa salire la saga verso lla filosofia:La filosofia di Harry Potter è una filosofia per tutti che attraverso i personaggi di Harry Potter e le loro storie si racconta. Harry Potter ci educa all’accettazione della diversità, al valore dell’amicizia, della collaborazione, unità, condivisione ma soprattutto al peso della libertà.

Temi importanti della filosofia contemporanea, di cui il romanzo è pregno. L’eticità del coraggio, l’amore per la giustizia suprema, quella che a volte rompe le regole, il potere magico delle parole, l’amore come benedizione universale e forma di magia eterna nel tempo. Per bambini, adulti, maghi e babbani!

Hogwarts e tutto il mondo magico ci ricordano un po’ l’isola che non c’è. Un luogo fuori dal tempo, dalla normalità, dalla monotonia. In cui i più piccoli si identificano e i più grandi sognano.http://reteindaco.sebina.it/2018/01/il-fenomeno-harry-potter/

Un’altra precisazione ancora: Il mondo descritto nella saga della Rowling non è del tutto magico. Mondo magico e mondo non magico coesistono insieme. Vi sono luoghi magici, come la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, che non sono accessibili ai babbani, ovvero i non maghi. Ma le città, come Londra, dove è incentrata la storia del maghetto, sono abitate da maghi e babbani. Il compito dei maghi in presenza di babbani è non far capire loro l'esistenza della magia. Quindi con ciò possiamo individuare un primo fattore del successo di Harry Potter: i maghi vivono in un mondo credibile e coerente parallelo al nostro.

http://magiacomunicazione.blogspot.com/2009/05/il-successo-di-harry-potter.html

Stando a queste delucidazione e interpretazioni, gli adulti dunque sono attratti nela saga di Herry Potter dai contatti con ciò che non è umano - alberi e creature, forze sconosciute: i maghi della Rowling usano la magia, ma il loro mondo è una caricatura del mondo reale (giornalisti di cronaca rosa che conferiscono celebrità, non riconoscono il vero eroismo e dannose interferenze burocratiche); da una sorta di regressione priva del mistero che potrebbe completarla; dall’incapacità a distinguere il reale dall’immaginario. E ancora, gli adulti prediligono: l’amore come benedizione universale e forma di magia eterna nel tempo indistintamente per tutti, maghi e gabbani ed è il loro spicchio di sogno.

Su tutti gli altri elementi svetta, a mio parere, il fatto che contrariamente a quanto accade nelle fiabe, in cui Bene e Male sono divisi in maniera chiara, per ragioni di trama e anche come significato 'allegorico', nella saga di Herry Potter questi due mondi esistono nascosti e camuffati e, diremo, coesistono così che vengono stravolti i ruoli e i cattivi diventano buoni, e viceversa.

Dunque, se vogliamo tracciare qualche considerazione, emerge che l’adulto, non più attratto dal mondo che pure ha conosciuto delle fiabe, si entusiasma per una nuova narrazione fantastica perché in fondo può ri-trovare lì la commistione tra vero e falso, tra reale e virtuale in cui si dibatte ormai quotidianamente. Non siamo davvero più in grado di evadere dal mondo e ci propinano? Abbiamo davvero bisogno di sognare con le immagini, i filmati, i gadget pre-disposti per noi? Dove abbiamo lasciato quella eterna battaglia tra Bene e Male che inesausta e inesauribile può alimentare il sogno di un eroe della quotidianità, non celebre ma soddisfatto di sé e tenace animatore della ricerca del Bene? Quale eredità è possibile per le giovani generazioni se gli adulti sono così appiattiti sul reale immaginato e ogni giorno più inconsapevoli?

Le fiabe originariamente narrate e tramandate oralmente sono strettamente intrecciate con i miti che hanno da sempre aiutato l’uomo a dare un senso al proprio essere nel mondo, al suo rapporto con la natura ed ai fenomeni naturali non controllabili e per lui inspiegabili, oltre a supportarlo in momenti di sconforto e di paura ed a permettergli di condividere con i propri simili, un senso morale che potesse guidare la propria condotta in un contesto familiare e sociale.

Si potrebbe dire che sono sempre esistite, per aiutare l’uomo a tradurre in immagini visive, gli stati interiori ed a trasmettere in modo immediato, ad un livello di realtà accettabile, significati originariamente nascosti alla coscienza.

Le fiabe ci aiutano infatti ad elaborare l’inconscio, perché esse ci permettono di entrare in contatto con contenuti del nostro inconscio individuale e con archetipi appartenenti all’inconscio collettivo facilitando, nel corso del nostro sviluppo, i necessari processi di integrazione tra gli stessi ed i loro significati.

L’eroe infatti, nella fiaba, rappresenta colui che affronta molti pericoli per raggiungere la propria meta; metafora di un uomo che affronta in realtà le proprie paure interiori, i propri mostri interni, con coraggio fino ad integrarne il senso nella propria coscienza, per arricchire anziché farsene distruggere, la propria anima.

Nella fiaba non c’è ambivalenza, bene e male sono due valori diversi, con destini diversi ed è il bene a vincere. Il male nella fiaba è seducente ma non vince mai. Una importante dimensione della fiaba è la non negazione del “male” e dell’ombra. Spesso queste parti vengono fissate in maniera molto forte ed incarnate dai personaggi della storia fiabesca in modo da insegnare che il bene e il male, sono due dimensioni della vita e che non si può prendere il bene senza necessariamente venire a contatto e confrontarsi con il male.

Agli adulti le fiabe consentono di recuperare significati ancora non ben compresi; perché creano, attraverso le trame cui ci fanno immergere, situazioni di paura e di inadeguatezza, di mancanza di autostima e di solitudine. Le fiabe quindi, attraverso i processi di identificazione, favoriscono la risoluzione di conflitti e l’elaborazione di fantasmi interiori. Ci narrano delle storie ove qualcuno, al nostro posto, incontra molte difficoltà uguali (comunque metaforicamente ce le evocano) alle nostre ed al posto nostro, riesce a trovare la soluzione. E’ così che esse possono anche favorire profonde intuizioni e aprono, con lo stesso incanto infantile, un territorio onirico vigile, non frammentato dalle stesse censure presenti nei sogni, vogliono ricordarci che la vita è più semplice di come spesso immaginiamo, non tanto perché essa lo sia realmente nel suo complesso ma perché in realtà ci aiutano a credere che al nostro interno, noi possediamo tutte le risorse e gli strumenti che ci servono per affrontarla, soprattutto quando, come è inevitabile che accada, attraversiamo le difficoltà che la caratterizzano.

Crescere è comprensibilmente un compito non semplice ed è un processo sempre in atto; crescere è anche un compito che richiede molto impegno e tante risorse. Le fiabe, in tali condizioni, ci insegnano a non cadere mai nella disperazione, ricordandoci che ci sono sempre nuove opportunità e risorse impreviste, pronte ad entrare in gioco proprio nei momenti in cui l’eroe della storia e quindi, l’eroe che è dentro di noi, è sul punto di sentirsi sconfitto.

È sempre possibile riuscire e realizzare un cambiamento desiderato e necessario. 

 (d.ssa E. Lazzari https://www.studiobumbaca.it/2015/06/01/la-fiaba-limportanza-per-grandi-e-piccini/)

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

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