I SISTEMI DI E-LEARNING E LA COMUNICAZIONE


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Prima di addentrarci nella stesura di questo scritto credo sia importante precisare e chiarire ulteriormente i concetti di “formazione a distanza” e di “e-learning”. “La formazione a distanza nasce dalla cultura anglosassone. I primi esperimenti del secolo scorso facevano capo a istituzioni e università che utilizzavano i servizi postali dell’epoca per veicolare la formazione. (…) Dai servizi postali si è passati al telefono, fino ad arrivare in tempi più recenti alla televisione.

E’ stato però l’avvento di Internet a innescare la diffusione a larga scala delle nuove tecnologie applicate alla formazione. L’evoluzione dei sistemi informatici e delle infrastrutture di comunicazione ha avviato un processo di ricerca di modelli comunicativi sempre più evoluti, e su questi sono state costruite piattaforme e tecnologie in grado di offrire opportunità di apprendimento prima non esistenti. Dalla formazione a distanza si è arrivati così al concetto di e-learning, una metodologia ben più complessa e articolata che non si limita al semplice trasferimento di conoscenza ma arriva a modificare il modo tradizionale di concepire la didattica. L’e-learning non accantona l’insegnamento tradizionale, bensì lo potenzia integrandolo con le nuove tecnologie della comunicazione. L’e-learning nasce dall’integrazione tra la formazione a distanza e il Computer Based Training (CBT)” (Fontanesi, 2003, 1-2). I sistemi di e-learning sono sistemi complessi in grado di utilizzare media elettronici come: internet, intranet, extranet, computer palmari, telefonia fissa e mobile e con la possibilità di avvalersi delle tecnologie più sofisticate, per implementare le scelte strategiche di erogazione. Va da sè che oltre alle infrastrutture disponibili e alle scelte tecnologiche da operare, gli elementi basilari del sistema sono rappresentati dalle “metodologie applicate” dai “modelli teorici” a cui riferirsi, dai “contenuti” da erogare, ma anche dai “processi di integrazione” che tutte le “risorse umane” coinvolte nel progetto dovranno saper mettere in atto. Le metodologie didattiche applicate gravitano attorno a due modelli fondamentali. Il primo modello (information transfer) limita l’apprendimento al trasferimento di informazione, e in questo caso le metodologie didattiche privilegiate possono riguardare la trasposizione di testi in schermate informatiche, oppure il trasferimento della “lezione” alla formazione in rete. Nel secondo modello (shared meaning) l’apprendimento è concepito come costruzione e condivisione dei significati da parte dei partecipanti, in questo caso si possono utilizzare “palestre virtuali”, “mappe concettuali” oppure realizzare “comunità virtuali” con finalità di interazione, interscambio e condivisione dei contenuti. “Anche se non è esplicitata c’è sempre una teoria dell’apprendimento, un’idea del funzionamento della mente e di come si impara dietro la progettazione di un corso di formazione a distanza così come in ogni altro contesto di apprendimento (scuola, aule di formazione, luoghi di lavoro, ecc.). Allo stesso modo c’è un modello implicito su come intendiamo la tecnologia: il computer può essere inteso essenzialmente come uno “strumento cognitivo” che fornisce accesso a una serie di informazioni e nozioni ad utenti essenzialmente isolati oppure come uno “strumento sociale” che permette di comunicare, condividere e negoziare conoscenze, identità, nuove forme di relazione” (Alby, 2004). Un’altra opportunità offerta dall’e-learning è costituita dalle possibili “tipologie” e “modalità” di comunicazione fruibili. Nelle forme di comunicazione influisce la variabile “tempo”; infatti è possibile sviluppare il processo comunicativo in tempo reale, in questo caso la comunicazione si definisce “sincrona” e pertanto utilizza tecnologie di tipo sincrono come la videoconferenza, la piattaforma di chat, etc. Quando il processo comunicativo avviene in differita la tipologia di comunicazione si definisce “asincrona”, ed utilizza tecnologie come: tutoring via e-mail, corsi di autoapprendimento via web, CD-ROM, etc. Le possibili “modalità” di comunicazione dell’e-learning riguardano invece i differenti modi di comunicare tra docenti e discenti. E-mail, chat (uno a uno) oppure condivisione dello schermo rappresentano esempi di modalità di comunicazione “UNO a UNO”. Quando attraverso la videoconferenza il docente può svolgere una lezione (in tempo reale) rivolgendosi ad un’aula virtuale di discenti, la modalità di comunicazione è classificabile come “UNO a MOLTI”. Nel caso di utilizzo di chat e newsgroup è possibile la comunicazione “MOLTI a UNO”. Infine sempre attraverso le chat o con videoconferenza interattiva (a due vie) è possibile realizzare la modalità di comunicazione “MOLTI a MOLTI”.

Con questi presupposti ogni progetto di e-learning non sarà soltanto “fredda formazione a distanza”, ma ogni corso in rete potrà sviluppare calore sociale e relazionale, a partire dalla forza emotiva, dalla cultura della condivisione che le risorse umane coinvolte nel progetto metteranno in atto, per mantenere accesa la “fiaccola dell’emozione” indispensabile per ogni processo di apprendimento.

 

Bibliografia

ALBY F., Come si impara on-line? I modelli didattici nell’e-learning, in “FOR Rivista per la formazione”, XVIII, n. 58, 2004, p. 77

FONTANESI P., E-learning, Tecniche Nuove, Milano, 2003.

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