Autoritratto di un counselor...

Il Counseling rappresenta, nel panorama italiano, una risorsa importante nelle professioni d’aiuto, tutte di ordine sociale, tuttavia  nel contesto generale è contornato da tutta una serie di miti e di diffidenze, per cui vi sono, seppur in maniera minore rispetto al passato, cautele ad approcciarsi a un counselor. Il counseling per me è stata fonte di "saziare" la mia sete, è stato ed è un modo di lavorare e fare che va ormai avanti da sé!

            Mi sono avvicinato al Counseling nei primi anni Duemila, quando ero studente presso la Facoltà Valdese di Teologia, a Roma. In quel contesto brulicante di stimoli culturali profondissimi, vi era un esame da sostenere per completare il corso in Teologia: Teologia Pratica. Questo insegnamento aveva una parte teorica e pratica del Counseling Spirituale. Andò molto bene e sostenni brillantemente l’esame con il professor Ermanno Genre.

 

La forma mentis di ognuno di noi si plasma con l’ambiente e con la dedizione. In questo la mia famiglia ha svolto un ruolo decisamente importante. Non traccio qui la mia storia intima: ne sono geloso, la mia identità personale è solo mia. Agli altri porgo la mia gentilezza i cui gesti pesano come la Legge, secondo il Talmud; certamente la mia spina dorsale di pensiero l’ho ereditata dai miei genitori, in mio padre ho avuto un interlocutore  cosmopolita, (era in marina civile) che adorava la differenziazione fra le persone, in mia madre ho avuto una grande maestra di vita, e da entrambi ho ereditato la mia libertà interiore.

Il dono più bello che mi hanno dato è quello di aver permesso a me di essere ciò che sono, loro figli della guerra non hanno avuto bisogno di corsi su come esser genitori, sapevano amare, sapevano questo: erano laureati in amore.

Mi sono iscritto al corso in Counseling  Dicembre del 2013 (sebbene il mio avviamento al counseling avvenne nel lontano 2003 quando ero studente alla Facoltà Valdese di Teologia), e il mio percorso si è rivelato per me congeniale: l’insegnamento  – che è a tutti gli effetti una relazione d’aiuto, sia didattico che emotivo – affiancato dalla formazione in counseling, mi ha permesso di migliorare qualitativamente il mio lavoro, limando certi errori propri di chi, insegnando, a volte  dimentica che non deve bruciarsi con i problemi altrui, ma deve dare modo di promuovere percorsi di crescita e di consapevolezza dell’ ”essere” (Life Skill). 

 

Antonio Di Giorgio

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