GIOVANNI CROCE: neo-idealismo italiano


La filosofia di Hegel ha il merito di aver concepito il pensare filosofico come concetto (non intuizione o sentimento) + universale (non semplicemente generale o astratto) + concreto (espressione della realtà concreta)  in questo modo Hegel ha superato le posizioni di coloro che ponevano semplicemente la coincidenza degli opposti (Cusano) o di coloro che invece li scindevano e li pensavano come irriducibili; nella filosofia di Hegel L’UNIVERSALE CONCRETO E’ SINTESI DEGLI OPPOSTI. Tuttavia il “difetto” del pensiero di Hegel è che egli ha considerato solo gli opposti in quanto tali e non ha considerato che la realtà è fatta anche di distinti che non si sintetizzano per cui LA NUOVA DIALETTICA DOVRA’ ESSER FATTA DI DISTINTI E DI OPPOSTI: ad esempio fantasia e intelletto non sono opposti ma distinti, cosi come economia e morale non si oppongono ma si distinguono. Lo spirito dunque che è sia teorico che pratico avrà sul lato teorico la DINSTINZIONE tra conoscenza logico-intellettiva e la conoscenza estetico-intuitiva ed inoltre all’interno della conoscenza intellettiva ci sono gli opposti (vero/falso) cosi come all’interno della conoscenza estetica ci sono gli opposti (bello/brutto). Allo stesso modo l’etica è DISTINTA dall’economia e all’interno dell’etica si oppongono il bene/male cosi come all’interno dell’economia si oppongono utile/dannoso
1) ESTETICA: per Croce l’arte è conoscenza intuitiva, L’intuizione è una categoria autonoma che non deve essere confusa con la percezione (la percezione tocca eventi e fatti reali mentre nell’arte la distinzione tra realtà/irrealtà non ha rilevanza; posso intuire anche ciò che di fatto non esiste). L’intuizione è allo stesso tempo sempre espressione: non posso non esprimere/creare ciò che intuisco ed è manifestazione/espressione di sentimenti in modo tale che il sentimento senza l’immagine è cieco e l’immagine senza il sentimento è vuota  l’arte è UNA SINTESI A PRIORI ESTETICA (il sentimento è sentimento figurato e la figura è figura sentita)  ecco perché l’arte ha il carattere di universalità e cosmicità in quanto essa non si riferisce a contenuti particolari quanto proprio al funzionamento (per cosi dire) della creatività stessa laddove il sentimento artistico non è riferito ad un particolare contenuto ma è l’universo tutto guardato sub specie intuitionis. Finito/infinito, parte/tutto, individuo/cosmo non possono essere separati altrimenti avremmo solo astrazione, ‘l’individualità astratta, il finito astratto: nel concreto invece essi non possono essere distinti ed in ogni “gesto artistico” c’è tutto l’umano destino, tutte le speranze, le illusioni, i dolori e le gioie, il dramma e la vita dell’intero reale.

2) LOGICA: essa è la scienza del concetto puro e il concetto puro è, come abbiamo visto, l’universale concreto: Croce lo chiama anche il TRASCENDENTALE. Il concetto ha, come l’arte, il carattere dell’espressività, ossia, è OPERA CONOSCITIVA di modo che se hai un concetto e non lo sai dire allora vuol dire che non ce l’hai (il pensare è ache un parlare). Il concetto puro non va confuso con i concetti/rappresentazioni empiriche che sono astrazioni utili a vivere (gatto, rosa, cane, triangolo)  queste hanno un valore di utilità, un valore “economico” e servono ad ordinare le nostre esperienze ma non hanno un valore logico in senso puro  tutte le scienze empiriche e matematiche vengono cosi destituite di valore teoretico ed appartengono all’attività pratica dello spirito. La tesi più importante della logica crociana è quella per cui il giudizio definitorio (l’arte è intuizione lirica) coincide con il giudizio individuale (l’Orlando furioso è un’opera d’arte) infatti quando dico che Orlando è un’opera d’arte non faccio che dire che esso è ciò che ho definito con il giudizio definitorio ossia che è intuizione lirica IN TAL MODO LA FILOSOFIA E LA STORIA VENGONO A COINCIDERE  LA SINTESI A PRIORI CHE E’ LA CONCRETEZZA DEL GIUDIZIO INDIVIDUALE E DELLA DEFINIZIONE E’ INSIEME LA CONCRETEZZA DELLA FILOSOFIA E DELLA STORIA  FILOSOFIA E STORIA “NASCONO AD UN SOLO PARTO”
3) ATTIVITA’ PRATICA (ECONOMIA e ETICA): la forma dell’attività pratica dello spirito si differenzia dalla contemplazione perché non produce conoscenze ma azioni! L’attività pratica coincide con la VOLONTA’: agire = volere, non c’è azione senza volontà. Ora quando si vuole, si vuole un fine: se il fine è individuale abbiamo l’attività economica mentre se il fine è universale si ha l’attività etica. Nell’attività economica rientrano non solo le scienze, come abbiamo già visto, ma Croce ci inserisce anche lo stato e la politica  che dunque non hanno una “statura etica” ma utilitaristica.
L’etica invece è la volizione dell’universale e l’universale (un po’ come accade nell’arte) è la capacità di cogliere lo spirito in quanto tale come creatività e come unità di pensiero ed essere (universale concreto) ed in tal senso l’etica equivale a cogliere lo spirito come LIBERTA’  etica è dunque la volontà che ci porta a “negarci e superarci in quanto individuo concreto)
4) LA STORIA: se il giudizio storico coincide con il giudizio filosofico, allora dice Croce “OGNI STORIA E’ SEMPRE STORIA CONTEMPORANEA”  noi diamo infatti il giudizio storico per rispondere ad un bisogno attuale ed il significato del giudizio è funzione del presente

 

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