Attraverso la vertigine, l’alba dopo la pandemia

Inviato da Sabrina Gatti

Parte V

‘’Resilienza’’, ovvero, secondo la psicologia, la capacità di una persona non solo di sostenere un momento di grave crisi ma di superarlo. Termine del quale si tende a fare un vero e proprio abuso, negli ultimi tempi, considerato la massima virtù, per non dire dovere, in ogni essere umano, dimenticando la sua origine e il suo primigenio significato, che non dalla scienza della psiche è originata ma dall’ingegneria dove è definita come ‘’la misurazione della capacità di un materiale di opporre resistenza ad urti o a forze dinamiche, assorbendole e deformandosi, fino al punto di rottura, ovvero fino a che punto un materiale (un qualcosa di inanimato, di non umano) riesce a subire urti prima di rompersi’’… ma se questo punto di rottura può esistere per la semplice materia priva di anima, non può esistere per chi ha uno spirito ed un cuore che batte? E’ più che ovvio che questo accada, e che gli individui sottoposti ad uno stress continuo, esaurita l’energia iniziale, cadano nello sconforto e nell’esaurimento, trasformando l’iniziale adattamento alla nuova difficoltà, in problematiche sia emotive che fisiologiche, lasciando comunque, delle cicatrici che difficilmente potranno scomparire. Non solo le persone più fragili, come si tende a pensare o con patologie pregresse già diagnosticate, ma l’intera popolazione, vista non come gruppo, ma come milioni di individui singoli, ciascuno dei quali racchiude in se sentimenti, emozioni , e desideri differenti, costituendo ognuno un piccolo universo importante , unico ed irripetibile. Il passaggio più importante post lockdown, per ogni piccolo universo, ovvero per ogni persona, dovrà essere, quindi, l’attenta analisi dell’adattamento operato per fronteggiare questo momento di crisi, dei propri sentimenti, di quanto di buono(sicuramente poco)acquisito e di quanto perso in termini, umani, professionali, ecc., nel periodo di quarantena forzato, e di cosa fare per riprendere in qualche modo quella vita, ciò che di positivo essa aveva, che è stato bruscamente interrotto, cercando di riannodare quel filo rosso il prima possibile, riaccendere la luce di quel sole che anche se non si vede , dietro le nubi non ha mai smesso di brillare e la fiamma della speranza, che nessuno , qualunque cosa accada, potrà spegnere mai.

 

Sabrina Gatti, sociologa, scrittrice, counselor

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