Attraverso la vertigine, l’alba dopo la pandemia

Inviato da Sabrina Gatti

Parte IV

 

La sindrome da burnout dietro l’angolo per il personale sanitario, i pagamenti, a quello cash preferiti quelli con carta, meglio se contactless, o direttamente online. Davvero in quasi tutti i casi, poco necessario l’utilizzo di questo linguaggio costituito ad hoc per l’occasione, il quale dovrebbe, di per se, portare a credere, che il suo uso, così disinvolto, possa già essere ritenuto il punto più basso , e che di peggio non ci possa essere, almeno fino all’ennesimo assalto, che rivela invece, al contrario, l’esistenza oltre a questa apparente barriera, dell’impossibilità di un confine, ovvero che oltre il fondo, non ci sia una fine, ma si possatranquillamente, ‘’scavare’’, per scendere sempre più giù, nel baratro più profondo di quell’assurdo, che non ha limiti e che la sua apoteosi vede, nero su bianco, nei caratteri chiari e leggibili, di un’insegna affissa sul vetro di un locale, ancor più mesta della quarantena stessa e simile ad una lapide tombale, in cui si comunica alla gentile clientela che in quel caratteristico localino, ristorante/pizzeria si effettua: ''take away and delivery'',ma non si potrebbe tranquillamente scrivere in italiano ‘’da asporto e consegna a domicilio’’? Dato che il corrispettivo nella nostra lingua esiste e rende anche molto meglio l’idea? Forse, ma per questa volta l’unica risposta appropriata, può solo essere un anglofono, ma purtroppo universalmente comprensibile ‘’no comment’’.Uno dei tanti effetti della pandemia che andrebbe tenuto sotto controllo, ma che difficilmente, anche quando tutto sarà finito si potrà cancellare, come pure l’altro e più disgustoso male, che le calamità da sempre accompagna e che, ancor peggio del virus sarà ancor più complicato sradicare dalla società, ovvero lo sciacallaggio. Non è raro alla fine di una qualsiasi catastrofe, che accanto alla miseria ed alle privazioni di molti, si accompagnino la fortuna e l’arricchimento ingiustificato ed incomprensibile di altri,e questo momento storico non sarà esente da tali situazioni . Accanto infatti a chi con amore, coraggio e dedizione combatte ogni giorno sul fronte della pandemia sia in ambito sanitario, che in tutti gli altri settori, che contribuiscono alla sopravvivenza del paese, c’è chi invece lucra e specula sulla necessità e sul bisogno, non solo dei cosiddetti ‘’fragili’’, soggetti sui quali qualsiasi sopruso, anche il più piccolo, è paragonabile ad un crimine, ma anche degli altri membri della società, apparentemente più forti e per questo vittime più appetibili, per chi si vuole approfittare della necessità (ad esempio l’accettazione di condizioni di lavoro intollerabili),e della buona fede altrui( un giro sul web, equivale ad un viaggio ai tempi della peste di manzoniana memoria, con ogni sorta di oggetti in vendita, non solo presidi sanitari a prezzi proibitivi e magari di dubbia provenienza, ma anche oggetti di natura puramente fantastica: amuleti, feticci, liquidi e fluidi di qualunque natura, totalmente inutili a proteggere da qualsiasi malanno, compresi quelli immaginari, ma facilmente rintracciabili sul web e da esso anche nella Milano del 2020 e non solo in quella di quel primo contagio per le cui vittime, pregano gli sventurati afflitti da quella raccontata ne ‘’I Promessi Sposi’’ da Manzoni, quasi che la paura, avesse d’un tratto cancellato qualche secolo di progressi scientifici, dalla mentalità collettiva, scatenando accanto alla caccia airimedi miracolosi, quella stile ‘’Colonna infame’’ degli untori), diventando totalmente indifendibili, oppure l’erogazione, approfittando delle circostanze, peggiorata, di servizispesso già pessimi prima della pandemia, nascondendo sotto la sua ala cupa ed opprimente la cattiva volontà e il mero guadagno . Una serie di comportamenti odiosi ed infami, che lasceranno dei segni indelebili, delle ferite dolorose, non solo nell’animo umano ma anche nello spirito e nel cuore di un intero popolo, diventando come la sua causa scatenante, tanto virali da divenire parte dei comportamenti messi in atto inconsciamente in ambito sociale. Le situazioni critiche, sono importanti, e se affrontate in un certo modo e con i dovuti supporti possono essere fonte non solo di adattamento, ma anche grazie alle informazioni ottenute attraverso le esperienze fatte, di miglioramento della condizione preesistente, ma non solo, possono, purtroppo, al contrario, rivelarsi deleterie e distruttive, se non c’è uno scoglio a cui aggrapparsi in mezzo alla tempesta, appiglio che, tuttavia, non può sempre avere il nome di‘’Resilienza’’.

Sabrina Gatti, sociologa, scrittrice, counselor

Potrebbero interessarti ...