'' Crisi'' 危機

Inviato da Sabrina Gatti

“CRISI”

危機 di Sabrina Gatti 

 

Una parola che spaventa, che mette ansia e terrore in chiunque, anche a chi vuole ostentare maggiore coraggio, ed a buon diritto.

 

E’ un termine che indica un momento difficile, nella vita umana, qualcosa che spesso s’avvicina, se non si identifica del tutto con qualche tragedia a cui sembra, oppure è davvero impossibile porre rimedio, qualcosa per questo di terribile, un nemico che sarebbe meglio evitare piuttosto che affrontare.

 

 

E’ ovvio che chiunque davanti alla scelta tra una vita serena ed una costellata di problematiche, non opterebbe mai per la seconda, anzi fa parte degli auguri di buona sorte che solitamente si rivolgono alle persone care, ma anche negli scambi dettati dalla pura formalità, che prove e sofferenze siano il più lontane possibili dalla vita di chi ci sta accanto come , è più che scontato , dalla nostra.

 

Eppure questa parola così carica di significati negativi, possiede anche un’ inaspettato indice di positività. Che sia la prima ed ultima dell’alfabeto dell’esistenza è cosa chiara, l’origine d’ogni vita è generata da una crisi, come la dipartita da questo mondo di ogni individuo è anch’essa da una crisi originata.

 

Kρίσις separazione, scioglimento, da Kρίνω , separare, dividere, distinguere, ordinare, ma anche preferire, dichiararsi a favore di, approvare , investigare, esaminare, domandare, decidere, sentenziare, giudicare, proferire sentenze, citare in giudizio, accusare, aggiudicare, e giudicare, stimare, interpretare, dichiarare, questionare, scegliere per sé, fare, decidere, contendere, e litigare.

 

Quindi , non solo un significato, non una voce sola nell’anima, ma le mille sfaccettature dell’esistenza unite insieme nel vortice del pensiero, in un’analisi dettata dalla logica del concetto, non una sola parola un solo sentimento identificato unicamente con lo sgomento originato dall’orrore della realizzazione di un incubo.

 

Separazione da qualcuno o da qualcosa ma anche se vogliamo da uno stato di cose, da una posizione mentale. Quindi separazione come metafora di cambiamento, non necessariamente verso uno stato di negatività assoluta, almeno spesso non nella lunga distanza. Tutta la nostra esperienza umana nel nostro viaggio su questa terra è fondata su questo concetto :Crisis Come fonte di cambiamento.

 

Non come indizio di sorte avversa, o di semplice incapacità di gestire le opportunità offerte dalla fortuna, ma come esperienza naturale, fisiologica, legata proprio al nostro essere, alla nostra natura umana, di creature imperfette, frutto comunque di un evoluzione che non è solo quella della specie, quindi della collettività sociale, che riflette il suo cammino millenario, in ogni singolo soggetto ad essa appartenente.

 

Crisi come forma di evoluzione quindi, ma anche come occasione positiva di cambiamento, di passaggio. Lo status all’interno del proprio gruppo d’appartenenza, il posto di lavoro, l’inizio di un nuovo ciclo di studi. Sono passaggi naturali, alle volte anche traumatici (il cambio di un posto di lavoro può avvenire dopo un licenziamento, un nuovo ciclo di studi dopo una bocciatura o per un nuovo percorso che si è costretti ad intraprendere, magari la non ammissione alla facoltà universitaria desiderata). Ovviamente tutto questo non vuole considerare tale concetto come positivo, sarebbe assurdo.

 

Il termine ‘’crisi’’ indica in concreto un concetto neutro, né positivo né negativo, ma di grande forza ed intensità : un momento cruciale, che potrà avere un qualsiasi esito, ma dato che comunque la positività del risultato non è comunque garantita, né l’esito favorevole scontato, invita comunque ad utilizzare in tale fase culminante cautela ed attenzione per cercare, per quanto possibile e per quella parte degli eventi dove la nostra volontà e le nostre azioni possano essere d’ausilio, di adoperarci per direzionare a nostro favore lo svolgersi degli eventi.

 

In occidente quanto in oriente 危機 wēijī, il termine cinese per indicare il concetto di crisi, racchiude in sé lo stesso significato neutro quanto deciso. Due sono gli ideogrammi che compongono questa parola : wēi (危) che esprime il pericolo mentre jī ( 机) dal significato più profondo, è l’incipienza di un evento, che descrive, la crucialità di una scelta, di un momento. Quindi certamente un significato non soltanto positivo, ma che incoraggia alla prudenza ed all’attenzione, non all’abbandono ad uno stato d’incauto ottimismo, che ben si accompagnerebbe ad una sconsiderata sottostima dei rischi in corso e delle difficoltà di una situazione in mutamento, invitando al contrario alla calma, alla riflessione ed a posizioni caute per poter valutare al meglio il reale e concreto andamento degli eventi.

 

Valutazione cauta ed attenta, accettazione dei rischi e di ciò che potrebbe essere inevitabile ed irreparabile, ma anche analisi delle possibilità che un simile momento potrebbe offrire o che si potrebbero creare. Un viaggio al limite, in bilico tra bene e male , un incerta certezza di qualcosa che dovrà comunque accadere , qualunque sia il suo esito. In oriente come in occidente. Paura, si…ma anche speranza, magari non espressa così apertamente dal concetto, ma intrinseca in esso, come la certezza che oltre l’oscurità della notte, sempre e comunque, per l’eterno , arriverà il sorgere del sole.

 

Crisi come momento culmine, come passaggio, una risalita controcorrente. Attesa…terrore e fiducia al contempo, la forza necessaria ed il coraggio di affrontare un’ ostacolo, ma anche il ritorno alla vita sotto una nuova veste, con un nuovo viaggio da affrontare, e trasformando il dolore in positività e in un nuovo futuro

Sabrina Gatti, sociologa, scrittrice,counselor

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