Counseling: attraverso l’ascolto e l’empatia l’arte della relazione d’aiuto

Inviato da Sabrina Gatti

 Sabrina Gatti Fiori dincanto mini

‘’Counseling’’ , espressione anglosassone che però dal verbo latino ‘’consulo’’ trae la sua origine. ‘’Consulo’’ con il significato di consolare, e così pure counselor, chi lo pratica altro non dovrebbe essere che l’espressione stessa del donare conforto ma anche aiuto e comprensione. Comprensione ottenuta tramite l’ascolto, ricevuto attraverso un approccio umano, aperto, libero il più possibile da preconcetti e pregiudizi ed essenzialmente basato sull’empatia (dal greco antico "εμπαθεία") en ( ἐν - dentro) – phatos (πάθος-  soffrire/sentire), quindi con la capacità non di giudicare ma di immedesimarsi nel problema e comprendere attraverso una sensibilità profonda gli stati d’animo della persona che si ha di fronte, analizzandone i gesti e ogni sfumatura del racconto, valutando attentamente ogni singola parola come ogni singolo momento d’indecisione o di silenzio.

Ascolto, ma anche capacità di dialogare di ottenere attraverso lo scambio verbale sia la comprensione del problema, sia l’analisi dello stesso attraverso molteplici angolazioni, per orientare, per ricercare nel profondo dell’anima le energie necessarie ad affrontare i cambiamenti a cui si potrà giungere. Parola ma anche silenzio, perché non solo attraverso l’uso della dialettica ma anche in assenza della melodia della parola, ovvero attraverso la comunicazione non verbale, quella che non consente di indossare maschere, ma anzi rivela più facilmente e più d’ogni altra il vero io profondo, i veri sentimenti dell’altro ed attraverso la quale e spesso più facile offrirgli rassicurazione oppure permettergli di giungere con le sue sole forze a quella conclusione che forse attraverso un discorso elaborato non avrebbe mai neppure intravisto. Il dono di saper ascoltare, di saper comprendere immedesimandosi in chi di fronte a noi si trova , di approcciarsi ad esso empaticamente, ma anche di saperlo prendere per mano, non attraverso l’uso della scienza come necessariamente deve fare un medico, ma standogli accanto, prendendosene cura, aiutando quel qualcuno a trarre da sé dal profondo del suo intimo, quelle energie, quelle risorse di cui è già in possesso, ma che non sa come e dove cercare o solamente come riconoscere. Il dono della pazienza. Saper ascoltare significa infatti, anche saper seguire i ritmi dell’altro, rispettare i suoi tempi, e le emozioni contrastanti che possono accelerare o frenare le sue parole. La sensibilità, che si accompagna all’empatia, il saper percepire i sentimenti, anche quelli inespressi, che più delle reazioni visibili, dietro i gesti più piccoli, o nel fondo degli occhi, sanno rivelare i segreti dell’animo umano. Comprensione, dialettica , sensibilità, pazienza, apertura mentale, ma soprattutto il dono di saper ascoltare, e saper comprendere il dolore ed i sentimenti altrui attraverso l’empatia, la chiave dorata per raggiungere il cuore di chi ad un counselor chiede aiuto, mentre il saper dare coraggio, aiutare a ritrovare la consapevolezza, la luce dentro di noi, lo scopo principale che quest’ultimo davanti a chi ausilio gli domanda, deve porsi. Chi aiuto ricerca da un counselor, a differenza di chi si rivolge ad un medico, (il Counseling infatti non è una pratica medica, pertanto si rivolge ad una tipologia diversa di persone, cioè non manifestamente affette da disturbi che necessitano solo ed esclusivamente dell’operato di un dottore), non cerca una soluzione dall'alto, ma soprattutto offre la comprensione e l’ascolto, ovvero non una cura ma i mezzi necessari che consentano a chi sostegno gli domanda, di recuperare quella luce interiore, ovverossia la consapevolezza in se stessi, di modo da recuperare fiducia nelle proprie capacità, a riconoscere le risorse anche le più intime e magari inaspettate racchiuse in fondo all’anima, ed a ritrovare quelle energie che magari sembravano perdute o addirittura si credeva di non possedere . Un percorso, un viaggio, intrapreso insieme, ma che solo la persona in cerca d’aiuto potrà, aprendo con coraggio la porta del suo intimo più profondo, trovando le risposte , superando gli ostacoli attraverso l’energia interiore che già possiede e che durante il percorso riuscirà a recuperare, fino alla meta, trovare la soluzione, che avrà ottenuto, con il supporto, il sostegno del counselor, ma soprattutto con le sue forze, e con la luce splendente del suo spirito, che non lo abbandonerà , mentre il counselor , avrà il merito di aver favorito questa presa di coscienza, questa riconquista del ‘’Io’’. Riuscire a far ritrovare le proprie energie, a ritrovare la fiducia in se stessi, o a far scoprire doti nascoste, già presenti nell’intimità di una persona, ma sopite o addirittura sconosciute è forse il compito più difficile, ma di sicuro quello più importante e gratificante per un counselor. In una società come la nostra, fredda, che ammette con fatica, se non per nulla, l’indecisione come l’errore, anzi, che non permette affatto di sbagliare, o di fare delle scelte che poi si riveleranno alla lunga difficili da sostenere, per chi spesso dalle circostanze, è stato costretto a farle, senza tenere conto di tutte le possibili implicazioni, delle motivazione anche nobili che a monte si trovano, recuperare la stima di sé, e l’apprezzamento personale nelle proprie capacità o nei propri meriti, saper quindi ritrovare ancora una volta , la luce dell’anima : la consapevolezza, della propria individualità e di tutto ciò che al nostro intimo, alla nostra sfera più profonda appartiene, è d’importanza basilare. Troppo spesso, a causa di un piccolo errore, o di una scelta non andata a buon fine, si comincia a credere di non contare nulla, di essere privi di qualsiasi capacità, di non meritare di essere felici, e di sprecare la propria esistenza, trascinandosi giorno dopo giorno, in una routine grigia e vuota, priva di prospettive, dove ogni ora ogni minuto si consuma in una miriade di ‘’ non ho fatto’’ ‘’dovevo fare’’ ‘’avrei potuto’’, e così via. Senza però intravedere in tutta quella selva di ‘’no’’ quanti ‘’si’’ vi si nascondono dietro. Non tutto ciò che ci proponiamo di realizzare potrà andare a buon fine, sarebbe assurdo credere che ogni singolo progetto potrà essere portato a compimento e rivelarsi un successo, non solo nel caso dei grandi momenti della vita, dove è necessario fare delle scelte che risulteranno determinanti per il futuro, come intraprendere l’università, ad esempio, oppure avviare un attività commerciale, o crearsi una famiglia . Decisioni importanti, fondamentali e soprattutto che non coinvolgono solamente la nostra volontà ed i nostri desideri, quindi prima di parlare di eventuali fallimenti con un unico soggetto come colpevole (dove per soggetto s’intende chi se ne fa una colpa), nel caso di situazioni di tale portata sarebbe necessario riflettere, anche sulla parte che le altre persone hanno avuto nel cattivo andamento di un progetto di vita. Accanto quindi, alle grandi scelte, ai grandi passi che ogni essere umano compie durante tutto il suo viaggio su questa terra, ci sono i piccoli momenti, le piccole decisioni, la quotidianità, non certo meno importante per il benessere dell’io, né per l’autostima di un soggetto, che normalmente si crea, si accresce o purtroppo diminuisce un poco per volta ogni giorno, portando poi danni superiori a quelli che non si poteva immaginare da un solo granello di sabbia potessero dipendere.

 

Sabrina Gatti sociologa, scrittrice, counselor, digital artist

Potrebbero interessarti ...