Il counseling e il mondo HR


counseling lavoro

il counseling nel mondo del lavoro: opportunità in situazioni di difficoltà relazionale.

Il mondo del lavoro oggi, nell’era digitale, ossia del maggior utilizzo della comunicazione attraverso gli strumenti informatici, fa emergere nuove problematiche, legate soprattutto a una nuova visione delle relazioni e ad un nuovo approccio organizzativo e lavorativo.

Le relazioni interpersonali sono spesso gestite attraverso un monitor da pc, grazie alla larga diffusione delle email, di internet e dei software di messaggistica istantanea (chat o Skype) messi a disposizione dai dispositivi mobili.

Inoltre l’avvento della digitalizzazione ha incrementato i ritmi e la quantità di lavoro per ciascun lavoratore, con il conseguente aumento di stress dell’individuo e dell’organizzazione.

I momenti di confronto diretto si riducono, causando un aumento di possibilità per entrare nell’area di conflitto con il collega o con il proprio diretto responsabile.

L’efficacia e l’efficienza di una risorsa vengono misurate dalle aziende su quantità, qualità e tempi, lasciando poco spazio all’espressione personale e al contatto umano.

Sempre più spesso nell’ambito lavorativo si parla di mobbing, burn-out e stress da lavoro correlato.

 

Alla luce di questi cambiamenti e difficoltà epocali, mi sono chiesta quanto e come il counseling si possa inserire in un contesto aziendale, quali benefici possa apportare alle nuove organizzazioni e ai lavoratori digitali e soprattutto per chi, non per libera scelta, rimane senza lavoro.

Durante il mio periodo di tirocinio, a conclusione del mio percorso formativo triennale in counseling, ho potuto riflettere su varie tematiche legate al mondo del lavoro, tra cui:

Quali sono gli aspetti del lavoro che possono essere trattati attraverso il counseling?
Il counseling può essere un valido supporto per chi perde il lavoro e vuole accettare il distacco dal precedente datore di lavoro. Può essere uno strumento per accompagnare il lavoratore verso la fase di comprensione e accettazione del distacco e verso la ricerca di nuove risorse motivazionali. Inoltre è possibile utilizzare il counseling nelle situazioni di accoglienza e ascolto per chi sta vivendo situazioni di mobbing, sopruso, ingiustizia o stress eccessivo. Accedere a uno sportello di ascolto in counseling è il primo passo verso verso il riconoscimento dei propri limiti e per la ricerca di uno stato di benessere migliore, oltre che per vedere con maggior lucidità cosa sta accadendo intorno a sé e cercare una soluzione risolutiva al problema.

Ci sono dei limiti nell’uso del counseling per le tematiche di mobbing, burn-out e stress da lavoro correlato?

Il counseling non è una scelta obbligata e neanche l’ultima scelta possibile nel panorama delle relazioni di aiuto. Ma nella mia esperienza sento di poter dire che il counseling è l’opportunità per tutti noi di leggersi e sentirsi attraverso gli occhi e il cuore di chi ci ascolta veramente. E’ il primo passo verso una richiesta di aiuto e la ricerca del benessere.

Quali spazi ci sono all’interno delle aziende per poter inserire un percorso di counseling per i lavoratori che evidenziano la necessità di confrontarsi su temi specifici?

L’azienda potrebbe riservare degli spazi dedicati all’ascolto dei propri lavoratori, ma per garantire il setting corretto e la privacy, gli spazi devono essere collocati in un’area distante dall’area di lavoro e non facilmente accessibile ai colleghi. Da questo punto di vista potrebbe essere forse necessario uno spazio di counseling offerto e promosso dell’azienda ma in uno spazio esterno.

Le aziende sono pronte a valutare il Counseling oltre che il Coaching?
L’azienda opera in un contesto in cui il mercato e la direzione aziendale chiedono e valutano la performance del prodotto e del servizio. Per il team e per la persona nella sua individualità la valutazione è un momento formale, basato su criteri precisi e legati alla pura performance lavorativa. Oggi le nuove start-up straniere, ma anche italiane, hanno riscoperto una consapevolezza individuale e di gruppo che sempre più valorizza l’individuo per quello che può offrire in termini di creatività, espressività e valore umano, che nel tempo diventeranno elementi differenzianti per le imprese di successo. Per arrivare a questo obiettivo, il counseling potrebbe trovare terreno fertile, perché per lavorare nei team sfidanti e nelle organizzazioni dinamiche è necessario comporre team motivati, consapevoli dei propri punti di forza e delle proprie criticità, ma pronti a dialogare e condividere in maniera proattiva e costruttiva. Attraverso il counseling è possibile rafforzare l’ascolto e autoascolto, riscoprendo così le proprie doti, eliminando schemi rigidi e attivando nuove modalità di azione.

Il lavoro nobilita o debilita?

Non ho una risposta precisa, ma per tutto quello che è la mia esperienza lavorativa e quella di tirocinio nel counseling, mi sento di affermare che il lavoro è una componente della nostra vita: sta a noi trovare la strada giusta per far sì che possa nobilitarci o debilitarci.

Il counseling può darci l’opportunità di vedere le due facce della medaglia e di scegliere quale lato vogliamo alimentare in noi stessi. Il lavoro è anche immagine di noi stessi, pertanto potrebbe essere interessante partire dal counseling nel lavoro per osservare le sfumature, le ombre e le luci, riconoscere i colori e cambiare le prospettive personali e professionali.

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