Lavoro-dipendenza...staccare la spina!


lavoro dipendenza

Il lavoro è senz'altro oggigiorno un qualcosa che serve per essere apprezzati ed integrati a livello sociale e che fornisce indipendenza, sicurezza economica e benessere psicologico (ad esempio a livello dell'autostima).


Anche il lavoro però, qualsiasi esso sia, può purtroppo diventare nel tempo, e in certe circostanze, una vera e propria dipendenza per la persona, definita in America "Workaholism" o "Work addiction".
In tal modo sintomi e conseguenze negative nelle varie sfere vitali sono molto simili a quelle indotte, ad esempio, dall'abuso di sostanze psicoattive o di alcol.



Una peculiare caratteristica della Lavorodipendenza è che essa poggia le sue prime basi su una gratificazione secondaria, ovvero dal piacere indiretto derivante dal lavorare in modo ripetuto, fino all'eccesso, e non da qualcosa di direttamente disponibile (come avviene in altre dipendenze).

Ciò fa capire che tale dipendenza si instaura laddove si è sviluppata la capacità di ricevere indirettamente piacere dopo un certo periodo, lavorando in quantità enorme, al di là delle proprie possibilità ed energie psico-fisiche (un piacere secondario a livello del Sè; della propria identità).

Vi è comunque spesso anche una gratificazione primaria e dunque un piacere diretto, dati per così dire dalla "iperpassione" verso il lavoro stesso che poi gradatamente si tramuterà in dipendenza.

Solitamente l'individuo passa progressivamente dal piacere di lavorare, all'abuso compulsivo di lavoro (compulsione lavorativa con dedizione al lavoro superiore alle otto ore al giorno e spesso nel week-end e in altri spazi liberi), fino poi alla totale dipendenza da esso.

Egli quindi inizia ad assumere atteggiamenti sempre più lavoro-connotati, anche quando non vi è alcuna necessità, molte volte di nascosto, lavorando quando gli altri non lo vedono e quando è in vacanza oppure durante il fine settimana o nel tempo libero.

Anche i pensieri e le preoccupazioni sono sempre più rivolti verso il lavoro, fino a creare confusione, dimenticanze, ottundimento a livello mentale.
Il dipendente da lavoro è sempre più tempestato da pensieri circa il lavorare, si fissa su di essi senza più riuscire a controllarli, così come viene sempre meno la capacità di controllare il proprio comportamento, con impulsi a lavorare sempre più forti e presenti.

Di conseguenza peggiorano i rapporti interpersonali, affettivi e familiari, così come viene a crearsi gradualmente un pericoloso vortice di stress ed ansia ed intenso senso di colpa connesso al trascurare i propri spazi e quelli delle persone care.

Si vengono altresì a creare ulteriori dinamiche psico-emotive di rabbia e disprezzo verso le persone che vanno in vacanza, che si concedono svago e divertimento, che vanno in pensione, che chiedono dei giorni di aspettativa e così via (con il frequente risultato di mobbizzazione del dipendente da lavoro).

Con il passare del tempo ed il conseguente ingrandimento del quadro sintomatologico, possono verificarsi sbalzi d'umore, depressione, perfezionismo, ossessioni, paure, fobie, ipercontrollo, compulsioni, disturbi del sonno, isolamento e disturbi psicosomatici, mentre a livello fisiologico possono comparire emicrania, scompensi cardiocircolatori, dolori muscolari, problemi dermatologici e disturbi gastro-intestinali.

Si innescano sintomi tipici della dipendenza quali tolleranza (assuefazione), ovvero la necessità di procedere nel lavoro sempre di più per ottenere il medesimo precedente appagamento psico-fisico, ed astinenza, cioè sofferenza interna ed esterna sempre più grave come conseguenza dell'impossibilità più o meno imposta di lavorare.

La persona cerca invano di trattenersi, con l'unico risultato di aumentare i suoi sensi di colpa e di abbassare ulteriormente la propria autostima e senso di efficacia.

Tutto questo può portare anche ad una vera e propria sindrome da stress lavorativo con un totale esaurimento psico-emotivo-fisiologico della persona (ad esempio il cosidetto "Burn out").

La Dipendenza da lavoro può essere ulteriormente connotata da uso ed abuso di stimolanti, calmanti, alcol, caffeina, nicotina e, a livello psicologico, dal progressivo distaccamento dalle proprie capacità di analizzare e giudicare le gravità della patologia. Anzi addirittura alla fine il personale metro di giudizio si basa esclusivamente e pericolosamente sulla quantità di lavoro svolta: in una frase "io sono quanto lavoro".

 

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A presto Dr. Alloggio A. A.

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