COUNSELING CRIMINOLOGICO: I Crimini Satanici


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E' giusto dissipare il campo da ogni dubbio:

Il crimine rituale di matrice occulta e il crimine a carattere satanico non possono essere usati come sinonimi, perchè solo una impercettibile parte dei crimini in prospettiva occultistica sono poi riconducibili alla matrice satanista.

Quando si parla dunque di investigazione, il satanismo è solo tra le possibili piste e forse molto spesso è la meno plausibile.  

Nel mondo satanico tutto è contrapposto nei confronti del mondo ordinario e questa specularità secondo i riduzionisti sarebbe il segno tipico dell’invenzione della rivoluzione satanica da parte delle forze conservatrici.  Lavaggio del cervello, terrorizzazione, condizionamento, uso di droga per indebolire la psiche delle vittime, sono i singolari segni del potere sovversivo che tende a distruggere l’ordine; ma essi ,dicono i riduzionisti, sono fantasie costruite nell’immaginario sociale.  

Naturalmente, questo mondo estremista è organizzato sulla base di principi in puntuale antitesi alla morale dell’ordinata società al fine di realizzare un anti-umano modo di essere. Perfino il linguaggio diventa uno strumento sovversivo, tanto che i satanisti scrivono i nostri linguaggi a rovescio. Così essi bevono e mangiano il contrario di quello che si deve bere e mangiare, così si appropriano del sangue, praticano una eucarestia invertita, riducono il matrimonio a continuata violenza.   

Nel corso dei rituali cosiddetti Religiosi, l'uso di droghe di solito è dilagante e aumenta la frenesia e la sete di sangue dei seguaci. Secondo Pat Pulling, criminologo che tiene lezioni nei dipartimenti di Polizia di occultismo e satanismo, i rituali possono includere:  

- La Vittima si trova in una bara o in posti simili 

- Peculiarità ed arredi di tali simboli sono Pentagrammi, 666 simboli, croci rovesciate, ecc 

- Alimentazione pesante di droghe, in particolare allucinogeni

- Sequestro delle vttime. 

- L'Abuso sessuale mira a confondere la vittima e distruggere il suo fondamento morale

- Atti sessuali incestuosi (famiglia è coinvolta nel rito). 

- Animali o (raramente) il Sacrificio Umano.  - Cannibalismo. 

- Cremazione (distruzione della vittima insieme con la prova) .   

Gli abusi e i rituali satanici si consumano durante cerimonie e pratiche religiose,le cosiddette Messe Nere, dove spesso il corpo nudo di una Giovane donna viene più volte seviziato e durante questa cerimonia di “donazione” vi è l'utilizzo di un calice d'oro che può contenere una miscela bizzarra e nauseabonda di sangue, sperma e urine. 

Ci sono poi gruppi che aggiungono una droga allucinogena, detta psylosybin o metanfetamine. 

Durante la Messa Nera, eseguita dalle sette sataniche spesso ci sono anche sacrifici di animali (gatti, uccelli, galli)   

Nell’affrontare la questione delle sette sataniche sorge spontaneo domandarsi in che modo una persona si avvicini a tali gruppi e quali siano le sue ragioni. Oltre a quello delle vittime, infatti, esiste il problema di chi compie certi atti criminali riconosciuti come propri delle sette sataniche. Perché entrare a far parte di una setta le cui caratteristiche principali sono il culto del Diavolo come realtà soggettiva in una prospettiva cristiana, oppure come simbolo del razionalismo inteso come estrema valorizzazione dell’ego?

Ossia, perché partecipare ad attività esplicitamente contro la morale comune, e in casi limite contro la legge?

La questione spesso è affrontata dagli esperti nei termini di “lavaggio del cervello”.

Tale tecnica è presentata da psicologi e altri studiosi come possibile spiegazione delle ragioni per cui una persona normale, senza problemi psichici di sorta, venga integrata in una setta religiosa, tanto da smarrire la propria “coscienza critica” e venire “plagiata” dal leader del gruppo.   La definizione di lavaggio del cervello è di per sé controversa.

Nel senso più specifico del termine, “lavare il cervello” significherebbe rimuovere ogni precedente opinione, convinzione, volontà di un individuo, per impiantare una nuova serie di valori, pensieri e atteggiamenti secondo il preciso disegno di chi opera questa tecnica.

Da una iniziale persona “A”, con le sue convinzioni religiose, opinioni politiche, remore morali, si “programmerebbe” una persona “B”, capace di accettare solamente il modello di vita “impiantato” da chi ha condotto tale operazione.  

Il lavaggio del cervello consisterebbe proprio nel travisamento dell’operato della setta con una ricerca materiale ed egoistica della felicità. In un’altra prospettiva, poi, coloro che sono incapaci di realizzare nella società e attraverso i suoi normali meccanismi le proprie aspirazioni, possono vedere il satanismo come un alternativo e più semplice strumento di realizzazione di sé stessi, e nel faustiano “patto col Diavolo” la soluzione alla loro ansia di potere.  

Come si evince, la risposta alla questione su cosa spingerebbe una persona ad abbracciare un movimento controverso come quello del satanismo, non è unica né univoca. Sussistono una serie di elementi inquadrabili nel lavaggio del cervello, nell’utilizzo di droghe o della forza, nella scelta “falsata” da prospettive appetibili, oppure irriducibilmente consapevole, che possono coesistere nella opzione per il satanismo. Occorre poi dare rilevanza al singolo fatto, al caso specifico, in quanto se diverse sono le attività di una Chiesa di Satana riconosciuta a livello pubblico e quelle di un disorganizzato gruppo di adolescenti, diverse saranno anche le motivazioni che sottendono a tali condotte.  

Nel tentare una generalizzazione, o meglio, una sorta di profiling del satanista, potremmo dire che chi aderisce a un culto satanico, avrebbe le caratteristiche del “criminale sociopatico”.

Fra queste, le principali sono:

- incapacità di formare durevoli relazioni sociali, cui corrisponde il valutare le persone come se fossero oggetti inanimati;

- mancanza dei valori comunemente accettati e conseguente difficoltà di trovare modelli all’interno della società;

- atteggiamento antisociale che si traduce in commissione di atti violenti, spesso a carattere gratuito, e comportamento parassitario unito al bisogno di ricevere fiducia ed essere gratificato;

- incapacità di provare senso di colpa; - mancanza di coscienza etica: attacchi di furia violenta e un comportamento aggressivo e pericoloso sono la risposta alle sue normali frustrazioni;

- tendenza al comportamento bizzarro e grottesco come tendenza a cercare alti livelli di eccitamento ed emozione;

- atteggiamento di brutalità verso gli animali, che è manifestazione della insensibilità per il dolore altrui;

- comportamento sessuale eccessivo e perverso, caratterizzato soprattutto da componenti sado-masochistiche;

- all’impulsività corrisponde l’infantilismo di comportamento che non riesce a rinunciare a piaceri immediati per mete più lontane;

- nel carattere sociopatico, è presente una forza di simpatia superficiale e buona intelligenza, tanto che non di rado è visto come una persona di fiducia; - tendenza a mentire, irresponsabilità e inaffidabilità.  

Accanto a questa figura, si possono individuare altre tre categorie di satanisti “perversi”, in una prospettiva psicologica:   

il “satanista psicopatico”, che vive senza conflitti o sensi di colpa la sua perversione, che degrada la vittima a mero oggetto di soddisfazione libidica.   

Il “satanista nevrotico”, che vive la perversione sotto forma di coazione a ripetere, che prescinde dal principio del piacere e della convenienza; è accompagnato da angoscia e sensi di colpa, e trova conforto ricorrendo a forme di espiazione attraverso autopunizioni, rivolgendosi all’esorcista, o stipulando un “patto col Diavolo” perché paradossalmente questo contratto limita la sua perversione e lo libera da una responsabilità personale.  

Infine, il “satanista psicotico”, la categoria del malato organico che comprende schizofrenici e psicotici in generale, per i quali la perversione rappresenta un sintomo accessorio al loro disturbo mentale

E’ da sottolineare, poi, come nella formazione di tali personalità e nell’esplicitamento delle tecniche di “adescamento satanico”, per molti studiosi del fenomeno del satanismo, hanno un ruolo di primo piano i giochi di ruolo, la musica rock e Internet.  

Il satanismo è dunque un fenomeno culturale complesso, che, a prescindere dai suoi contenuti morali, non deve essere aprioristicamente collegato alla criminalità, anche se, in realtà, a certe condizioni e per certi individui, può costituire un’importante motivazione a delinquere o essere un idoneo habitat per l’esplicitamento di condotte criminali.

Per questo motivo il legame tra satanismo e criminalità, senza essere enfatizzato, deve perlomeno essere contemplato come possibile, e sicuramente contestualizzato.  

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