COUNSELING CRIMINOLOGICO: Lo Stalking. Molestatori assillanti


 

La parola "Stalking" significa testualmente "appostarsi, inseguire, perseguitare" e sta a segnalare sinteticamente una serie di comportamenti di controllo,comunicazione forzata diretta o indiretta,pedinamento, avvicinamento etc. da parte di un individuo (detto anche "Stalker"), nei confronti di un'altra persona. Tali atteggiamenti possono durare addirittura anni.

Lo Stalking ha rischiose e dannose caratteristiche di persecuzione, violenza, intrusione e compulsione che generano nella vittima intense emozioni di paura, stress, ansia e conseguente totale stravolgimento e compromissione delle sue varie sfere vitali.

 Generalmente la persecuzione avviene con appostamenti, pedinamenti, telefonate, messaggi, e-mail, lettere, incursioni, comunicazioni ai familiari e/o agli amici della vittima; così come la maggior parte di volte il molestatore è un conoscente, un ex partner, un collega. La dinamica di Stalking può avvenire comunque anche tra sconosciuti, ad esempio tra un personaggio famoso ed un suo accanito fan.


Lo Stalking, definito anche "Sindrome del molestatore", è allora un insieme di continui comportamenti altamente molesti, generalmente costituiti da: appostamenti al domicilio, al posto di lavoro e/o nei luoghi frequentati dalla vittima, intrusioni volontarie in tali ambienti, pedinamenti ed inseguimenti, invio di lettere, biglietti, sms, e-mail, oggetti, regali, scritte e graffiti su cartelli, muri, strade o altro.

Le molestie, nel tempo, possono aumentare in frequenza e in contenuto, divenendo sempre più
violente e di conseguenza pericolose per la persona oggetto di Stalking. Possono in tal modo verificarsi danneggiamenti di beni, minacce scritte o verbali, tentativi di manipolazione psichica, aggressioni fisiche, rapimento e, nei casi peggiori, ferimento, lesioni e addirittura morte della vittima.

Ciò che spinge il persecutore alle azioni sopra descritte è l'accecante desiderio di allacciare o, ancor più spesso, riallacciare un rapporto emotivo e relazionale con la vittima. Egli può essere mosso anche dal rancore e dalla rabbia per alcuni atteggiamenti subiti nel rapporto o alla fine di esso, o ancora da personali gravi problematiche di tipo psicologico, emozionale e relazionale.

Quando vi sono seri problemi interiori, il molestatore crede che la persecuzione compulsiva sia una normale pratica di approccio sociale ed affettivo.
In questo caso lo Stalker pensa che l'imporre la propria comunicazione e presenza sia una normale dinamica relazionale e sostiene fermamente che non possa e non debba sussistere la minima ritrosia da parte della persona oggetto delle sue persecuzioni.

Altre volte ancora i disturbi mentali producono nello Stalker la convinzione che qualcuno in generale o una persona in particolare debba avere per forza una relazione con lui.

Non è comunque necessaria la presenza di uno o più disturbi psicologici e/o disturbi correlati a sostanze perchè vi siano comportamenti di Stalking, anche se essi stessi possono influenzare o innescare tali atteggiamenti persecutori.

Alcuni studi sullo Stalking hanno posto in evidenza l'esistenza di due principali gruppi di comportamenti molesti:

- il primo comprendente tutti gli atteggiamenti di comunicazione aventi come mezzo strumenti indiretti quali il telefono, il computer, la carta, etc.;

- il secondo invece nel quale si possono ritrovare le molestie portate avanti in modo diretto attraverso pedinamenti, appostamenti, incontri forzati, visite sul posto di lavoro, sotto casa, nei luoghi frequentati dalla vittima, etc.

Generalmente nello Stalker si ritrovano entrambi i gruppi di atteggiamenti, laddove il secondo è conseguente al primo sulla base di una evoluzione in negativo delle molestie.

Il comportamento di Stalking è perseguito e punito dalla legge italiana e da quella di tanti altri paesi del mondo.

Quanto fin qui descritto fa comprendere chiaramente quanto le ripetute molestie possano essere pericolose e dannose per la vittima sia da un punto di vista fisico, che psicologico, così come per i vari contesti che contornano l'esistenza di ogni individuo, da quello ad esempio sociale a quelli familiare e lavorativo.

Lo Stalking genera infatti nella vittima forte stress, intensa ansia e grande paura per la propria incolumità, che a loro volta producono o influenzano problemi fisiologici, sociali, lavorativi, familiari, relazionali, etc.
La vittima inizia ad isolarsi sempre più, a diminuire drasticamente i rapporti amicali e relazionali, a degradare i propri spazi ricreativi e sociali ed i propri passatempi e passioni, a cambiare continuamente lavoro (con l'ulteriore rischio di perderlo); tutto questo per cercare invano di sfuggire al molestatore.

Ulteriori studi hanno evidenziato che lo Stalking è individuabile e distinguibile da altri comportamenti molesti attraverso molteplici peculiari caratteristiche:

- le molestie sono indirizzate sempre verso una precisa persona, unico bersaglio delle diverse azioni di persecuzione;

- gli atteggiamenti molesti sono altamente e progressivamente insistenti, intrusivi e ripetitivi;

- la vittima del comportamento molesto è fortemente stressata, in ansia, con intensa preoccupazione e continuamente in allerta ed emergenza.

L'atteggiamento di Stalking, con le sue modalità di ripetizione, definibili compulsive, potrebbe sembrare una forma di Disturbo ossessivo-compulsivo, ma in realtà l'individuo con tale problema psicologico conserva il distacco dai pensieri e dai comportamenti ripetuti, riconoscendoli come non propri e disfunzionali (egodistonia).
Lo Stalker invece crede fermamente nelle proprie dinamiche interne e negli atteggiamenti compulsivi di molestia che mette in atto (egosintonia), sostenendoli con convinzione e traendone quasi soddisfazione.

Dunque lo Stalker segue ciecamente le proprie credenze e motivazioni, negando invece la realtà personale e circostante. Egli sostiene fermamente i suoi comportamenti molesti sulla base delle sue esigenze relazionali ed in nome dell'amore e del fatto che la vittima deve per forza contraccambiare i suoi bisogni emotivi e le sue dinamiche affettive (in realtà distorte), oppure sulla convinzione secondo la quale la persona che lo ha amato adesso deve per forza continuare a farlo.

Possono essere distinte diverse tipologie di Stalker sulla base dei desideri motivazionali immaginari del persecutore. In specifico egli può avere il desiderio di:

- vendicarsi di un presunto torto o danno subito;

- ricercare amicizia, affetto o amore;

- ricercare, pur con personali problemi relazionali, un rapporto affettivo;

- ricercare o ripristinare un rapporto affettivo dopo un rifiuto o un abbandono;

- ricercare eccitazione ed attivazione sessuale attraverso la paura indotta nella vittima (in questo caso sussistono con molta probabilità problemi e disturbi sessuali e/o parafilie).

Vediamo ora nello specifico i vari tipi di Stalker che si possono incontrare:

1 Il Risentito o Vendicatore: Agisce per vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito da parte della vittime. Può spingersi ad aggredire la vittima sia fisicamente che sotto il profilo dell'immagine sociale. Il risentimento in questo genere di soggetti arriva a diventare il motore della stessa esistenza fino a pregiudicare progressivamente persino l'esame di realtà.

2 Il Bisognoso di Affetto: per cui la vittima arriva a rappresentare l'unico modo per ottenere una sorta di riscatto sociale e psicologico,l'unico elemento in grado di ribaltare tutta una serie di vissuti di scarsa autostima e inadeguatezza.Questo genere di Stalker tende a negare a se stesso il rifiuto da parte dell'oggetto d'amore fino ad arrivare a capovolgere in chiave compensatoria i messaggi ricevuti.

3 Il Corteggiatore Maldestro: Connotato da una scarsa competenza relazionale che si traduce in tentativi di approccio decisamente inadeguati rispetto all'obiettivo e cioè fare la corte alla malcapitata di turno. Solitamente si tratta della tipologia di molestatore meno persistente nel tempo.
Egli infatti,dopo una serie di tentativi maldestri di corteggiamento non andati a buon fine,tende ad abbandonare la presa per dedicarsi ad altre persone da “molestatore” con le sue tecniche di approccio.

4 Il Molestatore Respinto: Che comincia a perseguitare la vittima in seguito a un rifiuto subito da parte di quest'ultima. Nella maggior parte dei casi si tratta di un “ex” che tenta spasmodicamente di ripristinare la relazione d'amore oppure vuole vendicarsi dell'abbandono subito.Questo genere di predatore è decisamente determinato,persistente nel tempo e difficilmente incline a farsi spaventare dalle reazioni messe in campo dalla vittima. Per questo genere di Stalker, perdere l'altro equivale a perdere se stesso.

5 Il Predatore Sessuale: che molesta le sue vittime per ingenerare in loro un vissuto di sempre crescente paura,elemento che per lui rappresenta una fonte insostituibile di eccitazione sessuale.
L'obiettivo principale è di ottenere con la forza la disponibilità sessuale della vittima. Ma è il senso di potere e di controllo che percepisce nell'organizzare il suo assalto a rappresentare per lui la maggior fonte di eccitazione.

In gran parte di questi obiettivi, e quindi alla base dello Stalking in generale, vi è solitamente il meccanismo mentale secondo il quale la persecuzione è comunque una sorta di rapporto, un surrogato di relazione, magari non sufficiente, ma comunque sempre un qualcosa di maggiore e/o una specie di continuum rispetto al rifiuto, all'allontanamento, alla perdita, alla conclusione di una storia, etc.

Sempre a livello mentale i continui rifiuti vengono presi molto negativamente dallo Stalker, il quale ogni volta diventa sempre più suscettibile, aggressivo e minaccioso. In tal modo l'oppressione e la violenza delle incursioni nella privacy della vittima diventano sempre maggiori, fino a traslare purtroppo in veri e propri tentativi di ferimento o di attentati alla sua stessa vita.

Come già accennato la vittima di Stalking può subire pesanti conseguenze psicologiche dalle molestie ed esse si possono trascinare per mesi se non addirittura per anni, talvolta cronicizzando o riaffiorando dopo un certo periodo di tempo.
Possono allora verificarsi disturbi di ansia, disturbi psicosomatici, disturbi del sonno, evitamento, isolamento, forte tensione ed attivazione generale e problemi psicologici a distanza come il Disturbo post traumatico da stress.

Anche per lo Stalker si creano numerosi problemi psicologici, così come a livello sociale, lavorativo, familiare, etc.
Molto e sempre più tempo ed energie psico-fisiche vengono infatti spese per perseguitare e molestare la vittima, con il conseguente restringimento e deterioramento patologico delle suddette fondamentali sfere vitali.

 

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A presto Dr. Alloggio A. A.

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