Presenza di Counseling Psicologico applicato alla Famiglia


famigliaIl counseling psicologico alla famiglia si configura come un tipo d’intervento teso essenzialmente ad operare in un’ottica di promozione della salute e del benessere secondo una visione “positiva” della stessa a cui si riconoscono concrete possibilità di cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita dei suoi membri.
La Family Stress and Coping Theory e la teoria della Family Developmental Orientation hanno come obiettivo quello di comprendere in cosa consiste il cambiamento in una famiglia e quali sono i meccanismi alla base di tali cambiamenti. In particolare la teoria della Family stress ponendo al centro del proprio interesse lo studio del funzionamento familiare di fronte ad eventi stressanti, ha permesso l’analisi delle strategie che la famiglia adotta per superare le difficoltà riconoscendole la capacità di reagire agli stress proprio in virtù delle risorse di coping e d’adattamento attivo e organizzativo di cui dispone.
Alcuni contributi derivati da queste teorie fanno da cornice al presente articolo sia perché costituiscono una solida base teorica nella comprensione del funzionamento familiare “normale” sia perché in sintonia con i presupposti teorici del counseling psicologico.
Il counseling psicologico, infatti, ha come obiettivo principale il potenziamento delle risorse della persona senza ricercare l’origine delle difficoltà. Diversamente dalla psicoterapia, il counseling psicologico non affronta problematiche psicologiche che richiedono per una loro risoluzione di una riorganizzazione della personalità ma situazioni di disagio, di difficoltà che la persona incontra al livello personale e interpersonale con l’obiettivo di aiutarlo a raggiungere il benessere psicologico e a migliorare la propria qualità di vita. In tal senso nel counseling psicologico l’accento è posto sugli aspetti positivi dell’individuo quali l’autoconsapevolezza, la conoscenza, l’accettazione di sé, e parallelamente sull’identificazione la valorizzazione e l’utilizzazione da parte del cliente, delle risorse personali di cui dispone

MODALITÀ D’INTERVENTO DEL COUNSELING PSICOLOGICO ALLA FAMIGLIA
Come per il counseling individuale anche per quello applicato alla famiglia lo strumento fondamentale su cui si basa l’intervento d’aiuto, è la relazione, intesa come fattore umano che, attraverso l’ascolto attivo e la comprensione empatica, facilita la comunicazione, la comprensione, l’autoconsapevolezza da parte del cliente. La differenza sostanziale rispetto al lavoro con il singolo cliente è che tale relazione è più complessa in quanto deve tener conto di più individui contemporaneamente. Al professionista che lavora con la famiglia, si chiede, infatti, di sapersi relazionare empaticamente con ognuno dei componenti della famiglia, di accettare ciascuno nella propria unicità nel rispetto delle singole esperienze. È ciò che è stato definito parzialità multi direzionale, vale a dire essere dalla parte di più di una persona nello stesso tempo. Più che una tecnica, la parzialità multidirezionale, è un modo di essere del professionista nella relazione il quale in questo modo facilita da parte dei singoli membri l’espressione delle proprie esperienze, dei propri sentimenti e punti di vista al fine di creare una comunicazione funzionale in cui le risorse e le possibilità di cambiamento possono emergere e concretizzarsi. Attraverso la “riformulazione” si comunica la propria partecipazione e comprensione dell’esperienza d’ogni singolo membro della famiglia. Ridire con altre parole o in modo più chiaro e conciso ciò che l’altro ha appena detto comunica al cliente non solo che lo si sta ascoltando ma che lo si sta facendo con attenzione, interesse ed empatia. Nello stesso tempo è possibile verificare e comprendere correttamente il senso di quello che il cliente ha detto fornendo un feedback funzionale all’evolvere della relazione.
Il professionista familiare benché ponga un maggior numero di domande, queste sono dirette più che alla ricerca d’informazioni, a facilitare la comprensione, la comunicazione tra i membri della famiglia. Formulate in modo corretto e al momento, giusto le domande possono dare ai singoli membri la possibilità di superare eventuali difficoltà che possono incontrare durante la seduta e di sentirsi abbastanza sicuri da poter riflettere liberamente sulla situazione senza sentire la necessità di difendersi. In particolare le domande tipiche nel counseling familiare sono
Domande sull’andamento dell’intervento di counseling psicologico: sono domande poste all’inizio e alla fine delle sedute che mirano a fare chiarezza sugli obiettivi, sulle motivazioni di ciascuno al fine di invitare alla partecipazione di tutti vale a dire a stabilire l’incontro tra persone.
Domande facilitanti: tese ad organizzare la discussione, focalizzano l’attenzione dei singoli sulla stessa questione, chiariscono e ricontestualizzano una questione al fine di evitare il giudizio di una persona su un’altra.
Domande che hanno lo scopo di mediare: sono domande che invitano i membri della famiglia ad un ascolto attento focalizzato su sentimenti, opinioni e desideri autentici di ciascuno. In tal senso un conflitto è affrontato prestando attenzione piuttosto che alle accuse o minacce in se stesse alle intenzioni che si nascondono dietro la disputa.

Nella prima fase è innanzi tutto necessario dare il benvenuto a tutti i membri della famiglia con accettazione e attenzione individuale. Ciò vale per gli adulti ma anche per gli adolescenti e i bambini per i quali sarà necessario disporre di una stanza adeguatamente  attrezzata. In questa prima fase il professionista si adopererà per comprendere le motivazioni di ciascuno al percorso di counseling facendo uso di domande tese a stabilire un contatto con tutti i clienti.

Nella fase centrale in genere i clienti si sentono più a loro agio e più liberi di esprimere il proprio punto di vista i membri della famiglia divengono più attivi e propositivi nella scelta degli argomenti da trattare, più capaci a comunicare con l’altro ed esprimere il loro punto di vista ed ascoltare. Se si sentono ascoltati e compresi i clienti possono permettere a questioni più personali e meno accusatorie di entrare nella conversazione. Inoltre, il counselor invita i clienti ad osservare ed esplorare i cambiamenti nel loro modo di comunicare e nel modo di riflettere sulla loro esperienza e su quella dei familiari, facilitando la consapevolezza della loro efficacia e del loro potere rispetto ai problemi e alle difficoltà.

La fase finale. Il counseling psicologico applicato alla famiglia tende ad essere più breve di quello individuale. Spesso, il counseling familiare essendo focalizzato essenzialmente sul superamento di un problema o sul raggiungimento di un accordo di fronte ad una difficoltà, si conclude, quando la famiglia ritiene che l’ostacolo sia stato superato. La famiglia dovrebbe aver accresciuto la sua congruenza, empatia e accettazione reciproca.
Gli argomenti più importanti da affrontare nelle ultime sedute riguardano quindi la consapevolezza dei cambiamenti e del concetto di sé dei clienti, il riconoscimento di ciò che nella loro vita può cambiare e di ciò con cui devono imparare a convivere, la valutazione condivisa di quali siano i problemi e quali le difficoltà da affrontare e sopportare. Nell’ultima seduta del counseling familiare si celebra l’accettazione dei limiti vale a dire ogni cliente deve affrontare la differenza tra ciò che ritiene dovrebbe essere vero e ciò che lo è.

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A presto Dr. Alloggio A. A.

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