L'inchiostro che rivela, il metodo proiettivo!


metodo proiettivoI metodi proiettivi sono tipi di test che considerano la personalità nel suo complesso in modo sistematico. Essi si basano sul fatto che, nell'esecuzione di determinati compiti, il soggetto tende a "proiettare" se stesso in quel compito, rivelando così le caratteristiche della sua personalità.

In genere, vengono sottoposte al soggetto delle situazioni "ambigue" (che si prestano cioè a più interpretazioni) molto semplici,

che devono essere completate.
A differenza dei test d'intelligenza o di quelli attitudinali, che mettono in rilievo se un individuo è in grado di portare a termine il compito assegnato correttamente e in modo rapido, nei test proiettivi interessa la rivelazione della sua personalità come appare dal suo modo di operare (eleganza o goffaggine dell'esecuzione; maggiore o minore costanza della risposta; interessi, valori, sentimenti che emergono).


Il più diffuso in tutto il mondo ed ancora oggi riconosciuto come il migliore e' il test di Hermann Rorschach.

 

Il test di Rorschach, proiettivo ideato dallo psichiatra svizzero H.Rorschach nel 1921, ha la funzione di indagare le fondamentali caratteristiche di personalità di un soggetto, attraverso la raccolta ed interpretazione delle verbalizzazioni a stimoli volutamente ambigui. Gli stimoli sono costituiti da 10 tavole su cui sono riprodotte delle macchie d’inchiostro con alcune parti simmetriche; cinque di queste tavole sono in scalature grigio nere, due grigio rosse, tre sono policrome. Le macchie su ogni tavola non sono completamente casuali, in alcuni casi sono modificate e ritoccate per aggiungere ambiguità e stimolare maggiormente la produzione verbale del soggetto sottoposto al test. La fortuna del test di Rorschach è dovuta alla snellezza e facilità di somministrazione che forniscono in breve tempo un profilo della struttura caratterologica dell’individuo oltre ad alcune indicazioni sulla personalità e sul livello di sviluppo dell’intelligenza.

 

Tecnicamente il test prevede quattro fasi.

1 La raccolta delle informazioni, il protocollo.

Relativamente a questo momento vi sono precise indicazioni da seguire circa le modalità di presentazione delle tavole, quanto tempo lasciarle in mano al soggetto, in quale senso orientarle, che consegna dare al momento che il soggetto riceve la tavola, ecc.

2 L’inchiesta che consiste nel riprendere ognuna delle tavole e chiedere delucidazioni sulle risposte fornite.

3 Il momento della siglatura consiste nel tradurre in un codice convenzionale la serie di risposte verbali prodotte dal soggetto ad ogni tavola, “mi sembra un pipistrello” avrà un suo codice relativamente al tipo (animale), la forma (tutto il disegno) e l’originalità della risposta (banale); si annotano anche le manifestazioni non verbali per esempio: “(ride), (si tocca il naso)”. Sono tre le macroaree che si prendono in considerazione durante la siglatura: l’area in cui si è riconosciuto l’elemento, se la figura è guardata nel suo particolare o nella globalità. Il contenuto: umano, animale, anatomico, geografico, ecc. i fattori determinanti che hanno innescato la percezione, quindi il movimento, la forma della macchia, il colore. Durante la siglatura si decidono anche la “banalità” o “originalità” delle risposte.

4 Lo spoglio delle risposte, momento in cui in base alla quantità, qualità delle risposte fornite, all’atteggiamento dimostrato durante il protocollo si costruisce un profilo che permette di individuare le capacità e potenzialità del soggetto. Si correlano alcune caratteristiche delle risposte con specifiche aree psichiche del soggetto; le risposte relative alla localizzazione afferiscono alle attività cognitive, quelle relative alla forma evidenziano le capacità di strutturazione, le risposte di movimento la creatività, le risposte-colore afferiscono all’area dell’emotività.


Dal 1921 ad oggi il test di Rorschach ha subito numerose revisioni ed è stato più volte riveduto il suo sistema di siglatura, somministrazione e codifica. Attualmente il sistema più usato al mondo per la pratica clinica è quello standardizzato da Exner e denominato Sistema Comprensivo attorno alla fine degli anni sessanta, è anche il sistema che da le migliori garanzie dal punto di vista psicometrico. Questo sistema si basa su valori ottenuti in un campione ampio e stratificato per sesso età e provenienza, costituito da 1500 soggetti adulti, 1400 bambini e adolescenti tra 5 e 16 anni, 1500 pazienti con diverse diagnosi psichiatriche (schizofrenia, depressione, disturbi di personalità).

Il Sistema Comprensivo ha avuto il grande merito di allargare la visione del processo mentale che sta alla base della produzione mentale di fronte allo stimolo; non si considera più solo una attività proiettiva rispetto allo stimolo visivo ma si presuppone un complesso processo decisionale che usa modalità percettive e cognitive dello stesso tipo del classico problem solving.

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A presto Dr. Alloggio A. A.

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