Generalità sul Counseling - 2

In Italia le origini del counseling possono essere rintracciate nella storia dell'assistenza sociale: questa ebbe inizio nel nostro paese, negli anni Venti. Un rapporto del CISS (Comitato Italiano di Servizio Sociale) - riportato da Margarone (1994) - faceva risalire al periodo del primo dopoguerra e precisamente fino al 1929, le prime iniziative in Italia di tipo assistenziale. Tali iniziative avevano tuttavia carattere filantropico, volontario ed erano basate su progettualità personali. Intorno nel 1929 nacquero le prime iniziative, veramente efficaci nel campo dell'assistenza, che ebbero come ulteriore conseguenza la creazione della prima Scuola (prettamente femminile!) per assistente sociale, a carattere continuativo, avente come scopo principale quello di assicurare una preparazione professionale. Si trattava di una scuolaconvitto che preparava assistenti sociali per i lavoratori dell'industria e delle fabbriche.

Bisogna tenere presente il periodo storico: era un'epoca contrassegnata da una politica autoritaria che non dava spazio ad alcuna struttura sociale per sottrarsi alle attività pilotate, esclusivamente, da precise direttive di partito. Come lo stesso Mussolini affermava in un articolo pubblicato su "Gerarchia" (Maggio 1925): "Il servizio sociale aveva il solo obiettivo di impiegare le assistenti sociali fasciste di fabbrica per il benessere di alcune categorie di lavoratori, svolgendo prevalenti attività politico-sociali".

Dopo il crollo del regime fascista nel Paese, distrutto dagli eventi bellici, cominciarono ad evidenziarsi gli innumerevoli problemi da affrontare, da quelli pratici ed immediati a quelli di una vera e propria ricostruzione morale della popolazione. Questo contesto sociale diede campo aperto a tutte le possibili iniziative, non escluse quelle provenienti dal Servizio Sociale. Si avvertì subito l'esigenza di un cambiamento radicale, di un rinnovamento di tipo professionale e quindi di nuovi punti di riferimento per le assistenti sociali. Un po' alla volta nacquero nuove scuole, non più a convitto ma esterne, l'iscrizione venne aperta a tutti i giovani in possesso del diploma di scuola superiore e, finalmente, anche al sesso maschile.

Negli anni Sessanta un nuovo impulso proveniva intanto dall'incalzare dei problemi sociali non ancora risolti, cosicché sulla scia delle esperienze riportate in Italia da Odile Vallin (che aveva lavorato nel campo del Servizio sociale in Francia), si cominciò a parlare e a delineare il concetto di "prevenzione". Questo nuovo concetto diede un ulteriore impulso alla professione il cui sviluppo era stato, in Italia, rallentato da un vecchio pregiudizio di stampo totalitario che non consentiva la possibilità di iniziativa, di indipendenza e di liberazione dal bisogno da parte dell'individuo. "L'assistente sociale aveva dunque necessità di una preparazione libera, democratica e disponibile ad accogliere ogni tipo di istanza che riguardasse la persona" (Margarone, 1994).

Ecco dunque il punto di incontro fra assistente sociale e counselor: l'interesse e l'attenzione sono totalmente focalizzate sulla persona, sui suoi bisogni, esigenze, difficoltà. "Tra le prime definizioni date - negli anni ‘20-'30 - del lavoro di assistente sociale vi è, infatti, la seguente: [...] è l'arte di assistere una persona a sviluppare e a utilizzare le proprie capacità personali di affrontare i problemi che incontra nel proprio ambiente. L'evoluzione storica del Servizio sociale ci consente oggi di affermare che l'assistente sociale svolge una professione che, attraverso l'utilizzo di strumenti specifici e nella sua funzione di indagine e studio, di progettazione, di organizzazione e gestione dei servizi e di rapporti con l'esterno, si propone come obiettivo realizzabile, mediante l'intervento operativo, lo sviluppo dell'autonomia della persona nell'uso delle risorse sociali e un migliore funzionamento delle stesse" (Margarone, 1994).

Il counseling, dunque, nasce e muove i primi passi in Italia proprio grazie agli spunti offerti dall'assistenza sociale; ne prenderà in seguito le distanze e seguirà un percorso autonomo giovandosi anche dei contributi e delle teorie approdati in Italia dai Paesi anglosassoni. In Italia, per molti anni, si è operato in questo campo senza una specifica definizione di competenza; solo negli anni ‘70 scuole, istituti e centri di formazione iniziano a preparare dei validi professionisti con competenze di counselor, tale definizione, però, inizierà ad essere utilizzata solo negli anni ‘90. Pionieri del counseling in Italia possono essere considerati Edoardo Giusti e Claudia Montanari, fondatori dell'A.S.P.I.C. (Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell'Individuo e della Comunità).

Come E. Giusti ha affermato in riferimento alla giornata di studio della SOCIETA' ITALIANA DI COUNSELING S.I.Co. (30 Ottobre 1998): "Iniziammo la formazione strutturata 15 anni fa insieme ad 8 impavidi allievi e a tutt'oggi abbiamo formato e supervisionato più di 250 Counselor in Italia" (il dato aggiornato ad oggi è di oltre 5.000 Counselor formati all’A.S.P.I.C.! n.d.r.) La maggior parte ha trovato uno spazio professionale: chi in attività a convenzione, chi nella professione privata, chi in collaborazione con Ministeri e Provveditorato agli Studi; tutti, in ogni caso, hanno migliorato la propria professione di base con avanzamenti di carriera e/o integrazioni qualitative. In questi ultimi anni, in Italia, il counseling ha avuto una grande diffusione anche grazie allo sviluppo di organizzazioni che ne tutelano e garantiscono la qualità. Di fondamentale importanza la nascita, nel febbraio 2002, della RE.I.CO, Registro italiano dei Counselor, Associazione apolitica e senza fini di lucro, a carattere volontario, scientifica e professionale.

Si è costituita con la finalità e lo scopo di riunire in un unico organismo i Counselor tutelandone la professionalità attraverso la formazione permanente; stabilire rapporti di collaborazione e scambio con associazioni sia italiane che straniere, favorire lo studio e la diffusione del Counseling Professionale attraverso attività di ricerca scientifica. Nel 1994 viene fondata a Roma l'A.S.P.I.C. Associazione Counseling & Cultura, la quale si propone lo sviluppo di attività culturali attraverso corsi di formazione, aggiornamento e mini training. Il percorso formativo proposto dall'A.S.P.I.C. dà il diritto all'iscrizione all'EAC - (European Association for Counseling) che permette di svolgere la propria attività in tutti i paesi membri della CEE. Nel corso degli anni, dunque, i progressi e gli sviluppi sono stati molti: essi hanno consentito una diffusione e una crescita continua, un continuo approfondimento e perfezionamento di teorie, tecniche, capacità personali e professionali. Il tutto messo a disposizione dell'individuo per aiutarlo, facendone emergere le risorse personali, a raggiungere la propria realizzazione accettandosi ed integrandosi meglio nella società.

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