Counseling ... batte il C.U.O.R.E .... ma non V.I.S.S.I. ...


 “...e quando le vecchie parole sono morte nuove melodie sgorgano dal cuore. Dove i vecchi sentieri sono perduti appare un nuovo paese meraviglioso.” (R.Tagore)


Che vorrà dire questo titolo sibillino e sgrammaticato???? Un gioco di parole servendomi di acronimi (mia passione da sempre vista la mia smemoratezza...) per sintetizzare quello che non funziona in un colloquio di counseling e il suo antidoto cioè le modalità che ci permettono di entrare in EMPATIA con il cliente.

L’Empatia e’ la focalizzazione sul mondo interiore del cliente; è la capacità di intuire come si senta in una situazione e cosa realmente provi al di la’ di quello che esprime verbalmente; e’ riuscire a percepire la dimensione del cliente come se fosse la propria senza perdere di vista il “come se”.

Nel counseling si usa lo strumento dell’Empatia non per consolare o approvare il cliente ma per aiutarlo a riflettere su ciò che sta accadendo.

Si capisce quindi come un fallimento nel trasmettere Empatia possa minare fortemente il buon fine della relazione in quanto il cliente penserà di non essere compreso oppure che i suoi problemi non suscitano interesse. Importante e’ quindi durante la seduta controllare quello che il cliente dice, verificandone la comprensione. Questo passaggio fondamentale e’ chiamato RIFLESSIONE DEL CONTENUTO o RIFORMULAZIONE; a questo punto ci si gioca buona parte del successo dell’”alleanza terapeutica” , perchè è proprio il sentirsi compreso che fa sì che il cliente si affidi e che si inizi così a formare “la base sicura” su cui costruire. La riformulazione può avvenire in vari modi: ripetendo le stesse parole usate dal cliente, parafrasando, cioè ripetendo con parole diverse quello che e’ stato detto dal cliente, riepilogando, cioè facendo un riassunto del racconto del cliente, facendo eco, cioè ripetendo le ultime parole dette dal cliente.

E’ a questo punto che è necessario stare attenti a non cadere nel trabocchetto del V.I.S.S.I :


Valutazione => significa che la risposta del Counselor implica un’opinione etica personale e comporta un giudizio (di critica o approvazione) nei confronti del cliente. Questo modo di intervenire induce ribellione, inibizione, colpevolezza o compiacenza o angoscia.

Interpretazione => quando le risposte cercano un significato “altro” rispetto a ciò che viene detto. In questo caso il Counselor deforma il pensiero del cliente operando una distorsione in rapporto a ciò che l’altro voleva dire orientando il cliente verso ciò che sembra essenziale lui e rischiando, in tal modo, il blocco dell’autoesplorazione. Questo modo di intervenire induce resistenza, irritazione, disinteresse.

Sostegno => le risposte del Counselor mirano ad apportare incoraggiamento, consolazione e compensazione, l’atteggiamento è molto conciliante volto a minimizzare l’accaduto. Induce nell’altro dipendenza e sottomissione, apatia e non assunzione delle proprie responsabilità.

Soluzione => le risposte del Counselor tendono a giungere ad una soluzione immediata del problema, incitando all’azione in modo da “sbarazzarsi” velocemente del cliente e delle sue lamentazioni. Questo atteggiamento rischia di bloccare nel cliente il con-tatto con ciò che viene provato e di conseguenza il con-tatto con le sue risorse. Induce sgomento, ansia da prestazione.

Indagine => le risposte del Counselor sono indagatrici, volte a saperne sempre di più orientando il colloquio verso ciò che sembra importante per il Counselor, come se accusasse l’altro di non voler dire l’essenziale o di perdere tempo. Induce difesa e reazioni ostili.


L’antidoto al V.I.S.S.I è il ... C.U.O.R.E.:

Comprensione => le risposte del Counselor riflettono il tentativo di entrare sinceramente nel problema così come esso è vissuto dall’altro. Assicurandosi, prima di tutto, di aver capito bene quello che è stato detto. Questo atteggiamento dà fiducia al cliente e fa si che questo si esprima maggiormente e continui nella sua auto esplorazione sicuro di essere ascoltato attivamente senza pregiudizi.

Uscire da Sé => inteso come accettazione incondizionata, uscire fuori dai propri schemi mettendosi nei panni dell’altro anche se mi sta comunicando cose che posso anche non condividere. Questo atteggiamento aiuta il cliente al valore della diversità di vedute ed opinioni.

Oggettivare => significa contestualizzare quello che ci viene portato dal cliente dando risposte orientate alla presa d’atto dei dati concreti piuttosto che alle deduzioni.

Riformulare => o Riflettere il contenuto , le risposte del Counselor rimandano come in uno specchio quello che l’altro sta comunicando per offrire l’opportunità di un auto chiarimento e per trovare consapevolezza.

Empatizzare => le risposte del Counselor riflettono la sua capacità di mettersi nei panni dell’altro vibrando stati d’animo analoghi a quelli del cliente. Questo permette all’interlocutore di sentirsi accolto favorendo l’autoesplorazione e la capacità di fidarsi della sua naturale energia che ha una direzione fondamentalmente positiva recuperando l’innato bagaglio personale di risorse.

Un grazie ad Eugenio per il … CUORE ….

Gabriella Costa

ArtCounselor – Mediatore Familiare e Counselor di Coppia

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