Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Secondo il dogma del peccato originale nessun nato da donna – con la sola eccezione della Vergine Maria (e naturalmente del fructus ventris sui Jesus) – è innocente: siamo tutti peccatori ancor prima di nascere, perché il primo peccato di Adamo ed Eva ha infranto l’armonia che regnava nel paradiso terrestre tra le creature e il Creatore, e quando veniamo a questo mondo non entriamo certo in un paradiso di pace e di serenità: insieme alla luce del bene e dell’amore incontriamo ben presto le tenebre dal male e dell’odio. Nessuno quindi, come sanno perfettamente e soprattutto i santi e i giusti (che peccano, secondo il Vangelo, sette volte al giorno), può ritenersi libero e inattaccabile dalle tentazioni del gran Nemico, da quel Satana che ha tentato con successo il primo uomo e la prima donna e che non si è fatto scrupolo di tentare (però uscendone scornato), nel deserto, il Figlio di Dio in persona. Sarebbe quindi puerile immaginare che Satana (il nemico, in ebraico), o il diavolo (il calunniatore, in greco) desista dalla messa in opera dei suoi progetti, appunto, diabolici, perversi, sacrileghi e distruttivi anche per un solo attimo, magari preso da timidezza o timore di fronte agli abiti e ai paramenti sacri; e si limiti ad aggirarsi in cerca di prede (di pecore senza pastore) fuori dalle mura delle chiese, dei conventi, dei seminari o dei collegi o delle scuole ed istituti cattolici.

 

Anzi, proprio lì dove più lo si esecra, Lucifero (portatore di luce, un tempo celeste e ora infernale) vuole far breccia e sedurre quelle anime devote, sì, ma pur sempre fragili come le foglie che cadono a novembre . Lo spirito è forte ma la carne è debole, lo dice anche san Paolo: “Sappiamo che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato.” (Rm 7, 14)

Ora, tra i peccati più gravi che un cristiano può commettere, figura senza dubbio quello di scandalizzare i piccoli, perché sta scritto in Matteo: “Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino, e fosse gettato negli abissi del mare.” Quindi un sacerdote che scandalizza un bambino o una bambina non potrebbe commettere peccato più grave: non può non conoscere il Vangelo, e chissà quante volte ha ammonito i fedeli commentando proprio il passo ora citato; come è dunque possibile che avvenga un simile scandalo? Ahimè, non solo è possibile, ma inevitabile: “Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che avvengano gli scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo.” (Mt 18, 7) Anche i sacerdoti sono uomini, è vero, e tuttavia in quanto consacrati a Gesù Cristo, dovrebbero essere di esempio agli altri cristiani e non certo di scandalo.

Eh già, ma quante cose di questo mondo dovrebbero essere in un modo e si scoprono poi assai diverse da come avremmo desiderato che fossero! E potrebbe darsi che un chierico faccia in buona fede voto di castità, salvo accorgersi in seguito di non saperlo o poterlo mantenere. Oppure può anche darsi che scelga di entrare in seminario attratto proprio dalla vita in comune con tanti giovani maschi. Sia come sia, è oramai evidente (ma non lo era anche ai tempi di Dante, del Boccaccio, di Alessandro VI, di Lutero?) che non tutti i chierici sono adatti al celibato? Che cosa c’entra il celibato - protestano le gerarchie - con la pedofilia? Forse che non si trovano pedofili anche tra i padri di famiglia o tra i riformati? Che cos’è questo accanimento contro la Chiesa cattolica e il suo ordinamento postridentino?

“Il sacerdozio celibatario è un dono, una scelta libera e un servizio pastorale gratuito. L’importante è affrontarlo con discernimento e in piena consapevolezza, anche attraverso una attenta preparazione. Malgrado le difficoltà, è una scelta sempre valida e chi pensa che la Chiesa cattolica in un futuro più o meno lontano possa rinunciarvi, dice semplicemente una grande sciocchezza.” (monsignor Gianfranco Girotti). E teologi come Kung e Mancuso se ne facciano una ragione. Sì, certo; eppure qualcosa non torna in questa tesi: è vero che la castità liberamente scelta non significa di per sé sessuofobia, ma anche considerare la sessualità in quanto tale o peccaminosa se non santificata dal matrimonio, o giustificata soltanto in vista della procreazione non sembra andare contro quella legge di natura che, per un credente, è segno evidente della bontà e sapienza di Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? A meno di non considerare lo stesso Eros non un dio o un semidio ma un emissario dell’inferno. Ma non c’è una componente erotica persino nelle estasi mistiche, in cui avviene la congiunzione, lo sposalizio, il fondersi dell’anima con Dio? A giudicare dalle appassionate, ardenti lettere di Santa Caterina da Siena o dall’ estasi di Santa Teresa d’Avila, così mirabilmente interpretata dal Bernini, sembrerebbe di sì. Però si tratta di amori spirituali non certo carnali.

Dunque se è possibile separare l’amore fisico da quello dell’anima significa che si può separare l’anima dal corpo anche da vivi e che l’estasi dell’anima non ha niente a che vedere con l’estasi del corpo? Ma non ci avevano spiegato che l’uomo è una totalità inscindibile di anima e di corpo, tanto che, alla fine dei tempi, anche i corpi risorgeranno, come già è risorto il corpo di Cristo?

Alla fine dei tempi non sarà troppo tardi? “La peculiarità cristiana è precisamente quella che i cristiani stessi hanno dimenticato tante volte, cioè che la resurrezione deve avvenire adesso e nel corpo.”(Raimon Panikkar) In questo corpo fonte e oggetto di tanti peccati? No, i peccati non nascono dal corpo ma dall’anima, è l’anima che convertendosi e risorgendo trasfigurerà anche il corpo, ma bisogna sapere che non si può risorgere senza morire. E anche chi ha dato scandalo, se morirà a se stesso, potrà risorgere a nuova vita. Così almeno attestano i profeti.

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