Per favorire la letto-scrittura torniamo all’Attività Motoria

 

L'avvento dell'era digitale ha aumentato notevolmente i disturbi specifici di apprendimento.

A cinque anni la prima preoccupazione educativa dovrebbe essere quella di mettere la scuola in condizione di permettere lo sviluppo degli schemi motori di base. La letto-scrittura è una logica conseguenza, il passo successivo. Perché bruciare le tappe? In qualità di insegnante di Scienze Motorie specializzata in ‘Sostegno e Attività Integrative’ la prima cosa che mi preme dire è quanto sia necessario mantenere un orientamento educativo equilibrato nel processo di insegnamento-apprendimento adeguando le richieste dell’istruzione all’età e al ciclo degli studi. Dare maggiore spazio alle capacità comunicative e alla valenza delle qualità motorie permetterà di avere studenti più sereni e preparati.

Chiedo: quando il corpo ha perso di importanza nel processo di apprendimento? Come siamo passati dal togliere spazio e tempo al gioco per darlo all’apprendimento della letto-scrittura? Oggi più di ieri è necessario contestualizzare e ‘vedere’ il soggetto educante in relazione alla vita sociale che svolge. Cortili? Parchi? Tempo libero? Sempre meno. Le relazioni dei ragazzi sono prevalentemente inserite in un contesto digitale e, per quanti vantaggi questo possa apportare, anche i bambini toccano più tasti che corpi. L'assenza di movimento induce all'handicap e al disagio! Questo, noi adulti non possiamo fare finta di non saperlo. Sono molti i ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) male lateralizzati ed è evidente la necessità di proporre attività che mettano il ragazzo nella possibilità di ripercorrere fasi motorie mal strutturate.

Occorre prevedere dove conduce l’ignoranza motoria. Come possiamo sopperiremo alla mancanza di sviluppo degli schemi motori di base? dove andremo senza uno schema corporeo adeguato? Da quando l'orientamento spazio temporale, la lateralizzazione, l'equilibrio sono diventati optional? La rieducazione degli orientamenti spaziali, per far acquisire abilità poco educate, e il ripercorrere gli schemi motori di base, per far lavorare in sincrono i due emisferi, possono favorire la plasticità cerebrale e ridurre moltissimi disagi: Lo strisciare permette di stimolare il recupero della dominanza favorendo il passaggio delle vie afferenti di destra nell'emisfero sinistro e viceversa e, facendo lavorare in sincrono i due emisferi, uno prevarrà sull'altro ottenendo una migliore lateralizzazione e coordinazione. Il gattonare prevede il raggiungimento delle funzioni sopraindicate con un controllo più rilevante del capo e del tronco.

Il rotolamento, attraverso il rapido passaggio da una postura all'altra, permette una propriocezione corporea e una sperimentazione del movimento oculare sul piano orizzontale, stimolando e migliorando l'apparato vestibolare. Con l'acquisizione della capriola il movimento diviene abilità e la motricità oculare migliora la vista e la difficoltà di lettura. Dal punto di vista intellettivo, per un fisiologico sviluppo, bisogna contare molto sulla sensibilità tattile che le mani esercitano durante questi movimenti. L'attività motoria compensa le differenze tra età neurologica ed età cronologica creata dal deficit e il recupero funzionale dei deficit neuro-motori apportano autonomia e apprendimento e diventa equilibratrice nella rieducazione e nel recupero di funzionalità perdute.

Solo se metteremo la scuola in condizione di sopperire alle ignoranze motorie alle quali andiamo incontro e cercheremo di rispondere alle carenze motorie che si creano, adeguando e approfondendo lo studio del movimento adeguato ad ogni età, avremo dei bravi scrittori, lettori, matematici. Noi adulti dobbiamo agire con responsabilità e mettere i bambini, i ragazzi, le persone in grado di padroneggiare con il proprio aspetto cognitivo anziché favorire difficoltà e disturbi di apprendimento. A scuola, quanto giocano con il corpo? Quanto si relazionano e si toccano con un 'color color', un'acchiapparella, 'tre tre giù giù', 'strega di mezzanotte'? quando il gioco ha perso di importanza nel processo di apprendimento? Lo stile di comunicazione è cambiato anche per noi adulti, ma noi le nostre tappe motorie le abbiamo sviluppate e concluse.

Si può sostituire la valenza dello sviluppo degli schemi motori di base: camminare, correre, saltare, prendere, lanciare, rotolare, arrampicare con un gioco passivo? I pomeriggi al parco, o facendo sport, permettono di colmare disturbi di organizzazione spaziale e temporale, di relazioni e integrazioni affettive, di problemi psicomotori e di elaborazione del pensiero astratto. Se è vero che l'intelligenza è anche, come afferma il Piaget, "facoltà di adattarsi a situazioni nuove", sicuramente le intelligenze di Gardner sono da ristrutturare e gli stili di apprendimento e di comunicazione sono in fase di cambiamento.

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