Ipnosi: uno strumento da Counselor

ipnosi onde vocali

L'ipnosi è un campo di studi complesso, come tutto ciò che riguarda la conoscenza della persona.

L'idea che questo sia uno strumento di esclusiva pertinenza di alcune categorie professionali, non è completamente condivisibile.

Forse si ha dell'ipnosi un idea fortemente condizionata da ciò che viene presentato dagli spettacoli, dai film o dai luoghi comuni:

mi riferisco, ad esempio, ai furti con destrezza compiuti da malintenzionati, o poco professionali (nonché fasulle) esibizioni di squallidi personaggi televisivi.

Ne deriverebbe che l'ipnosi sia uno strumento pericoloso che può fare del male e provocare danni: quali siano i danni tuttavia nessuno lo sa. E nessuno ne ha mai visti.

Ed in effetti non ce ne sono, al limite, nella peggiore ipotesi non è efficace.

Stiamo ovviamente parlando di uno strumento al servizio di un cambiamento positivo.

E’ vero che l'ipnosi danni non ne fa, perché l'inconscio della persona si assume il compito di proteggerla; è così vero, che protegge persino da cose buone, se ritiene che vadano contro un consolidato equilibrio basato su scopi a noi non chiari (appunto inconsci) e contro vantaggi paradossalmente dolorosi e dannosi nei loro effetti, per la persona e la sua crescita.

Ma naturalmente seminare il panico con l'atteggiamento arrogante di chi sa, produce un certo tornaconto.......

 

L'ipnosi invece dà risultati spesso dove nessun altro mezzo arriva.

E' uno strumento non difficile, ma complesso, che esige un particolare rigore nell'utilizzo, molta cura, pignoleria assoluta, pazienza e tanta applicazione, nonché supervisione continua:

infatti i difetti si accumulano, si fa presto ad acquisire cattive abitudini, la tentazione di essere faciloni e di personalizzare le procedure è sempre dietro l'angolo.

Vi sono scuole che fanno molta teoria ma in quanto a pratica non se ne vede molta.

Vi sono “esperti” che fanno cose che neppure loro osano discutere perché sanno che in realtà non vi sono risultati accettabili.

Ci sono ipnotisti che usano la trance come se tutto finisse lì, aggiungendo magari qualche metafora condita con flautati toni di voce...

….ma per ora mi limito a una considerazione sullo strumento,che è uno strumento come altri, disponibile per chi voglia comunicare con efficacia in funzione di obiettivi da raggiungere.

Le condizioni comunicative che fanno da sfondo alle strategie dell'ipnosi non sono certo da ritenersi esclusive o appannaggio di speciali categorie.

Altrimenti dovremmo dire che la parola, la respirazione, le modalità per ottenere una relazione appropriata col cliente, il ricalco posturale, un linguaggio di precisione per meta-modellare il linguaggio dell'altro, metafore, ristrutturazioni, negoziazioni, per citare solo alcune procedure, potrebbero essere usate solo da psicologi: e non lo fanno forse i preti, i confessori, gli insegnanti, i venditori, i negoziatori, i poliziotti eccetera ?

E tutte queste cose sono realmente parte del contenuto di una seduta con l'ipnosi.

Se andiamo a vagliare tutte le cose che un counselor può fare, ritroviamo perfettamente le cose sopracitate.

Ovviamente per un counselor l'ipnosi è uno strumento che deve essere utilizzato in funzione di obiettivi….da counselor, non per curare o guarire nessuno, non in presenza di condizioni di non autonomia o disagio mentale grave, e così via.

 

L'ipnosi è una modalità facilitante della possibilità di comunicare.

Perché un messaggio diventi efficace è necessario che superi alcune, chiamiamole, barriere.

Vi sono barriere consce, cioè di cui la persona si rende conto, altre inconsce, che la persona scopre di avere solo nel momento in cui vengono sollecitate perché le sente o vi sono degli effetti, ma che non sa quali siano.

Le persone vivono normalmente le loro esperienze finché esse restano nell'ambito di un certo sistema a cui sono abituate, in cui hanno trovato un equilibrio, e che, in qualche modo, da loro dei vantaggi.

Può essere un vantaggio anche lo star male, se ad esempio diventa una scusa per evitare una responsabilità.

Quando si sollecita il sistema e si prospetta una modificazione dell'equilibrio quasi sempre vi sono risposte inconsce di reazione, resistenza, con cui la persona cerca , inconsciamente , di mantenere il sistema così com'è.

Il lavoro logico con cui un counselor o uno psicologo lavorano di solito è lungo, spesso anche faticoso.

L'ipnosi propone modelli di lavoro che, facilitando l'ingresso di informazioni, permettono di compiere operazioni che portano al cambiamento desiderato in tempi molto più rapidi.

Parlo di operazioni, e spiego perché:

molti “esperti” usano, dell'ipnosi, unicamente lo stato di trance e con quello stato identificano l'ipnosi.

In realtà quando una persona è “in trance” magari sta bene, può provare stati di benessere, riposo. In questa condizione è anche indubbio che alcune parole possano entrare più direttamente.

Ad esempio delle metafore, che possono suggerire efficaci schemi. Ma, in realtà, questo può avvenire anche da svegli.

E' molto difficile che si possano ottenere risultati reali, concreti, efficaci facendo un monologo, per quanto ricco e bello.

Il motivo primo sta nel fatto che se io non so cosa sta succedendo e cosa la persona sta facendo non saprò mai se ha dei risultati e sta mettendo in atto strategie realmente efficaci.

Ed uso il presente “ha” perché i risultati veri si testano da subito

L'ipnosi efficace ha bisogno di risposte attraverso cui l'operatore dirige il suo lavoro.

Vi sono quindi modi per ottenere risposte minime che però bastano ad orientare il lavoro in modo reale e verificabile.

Una seduta di ipnosi, nella mia esperienza è fatta generalmente di tre parti, tutte essenziali:

a) l'induzione, la preparazione del sistema di riferimento e la verifica della massima possibilità operativa.

b) il lavoro specifico sull'obiettivo

c) i test, le verifiche sul vero risultato ottenuto, sulle garanzie di ecologia, sulla durata dei risultati, sulla concretezza e sulla verificabilità da subito.

 

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