figlio Alfa mamma Omega

figlio Alfa mamma Omega

         Un tempo, ormai sideralmente lontano, mamma e papà erano il mondo del loro bimbo, erano loro l'alfa e l'omega a cui tornare per ogni contrarietà della vita ed anche con  i quali confrontarsi ed esercitarsi in prove di "faccio come voglio...IO".

         Non è un tempo da rimpiangere, né da riproporre, dal momento che ne abbiamo costatato e tuttora ne viviamo effetti non sempre positivi, ma sicuramente abbiamo almeno un po' esagerato nel prenderne le distanze e ci siamo progressivamente addentrati in un sentiero poco conosciuto in cui noi adulti non siamo modello per nessun altro, anzi rigettiamo di costituire un esempio, non siamo alfa e omega, non siamo neppure alfa accarezzando l'idea di essere liberi da ogni... responsabilità.

 

         E le nuove generazioni? In quanto adulti, genitori, docenti, allenatori, istruttori, ecc... nei confronti di  bimbi, ragazzi, giovani come ci poniamo, quale relazione abbiamo voluto consapevolmente costruire? Che sia processo consapevole in tutti gli adulti dubito assai, ma di certo oggi l'atteggiamento che l'adulto facilmente assume nei confronti delle giovani generazioni è di apparente accettazione e reale sudditanza, una sequela di "sì" pronunciati malvolentieri, quasi per costrizione, interrotta da sporadici e rabbiosi quanto ininfluenti "no" e contestazioni accalorate che sbolliscono in un batter d'ala... del nostro interlocutore. Lui sì che è ben allenato e presente: ha imparato a conoscere i nostri punti di debolezza e li sfrutta a suo vantaggio con incomparabile maestria; dosando affettività e scontrosità, esuberanza e apatia, loquacità e mutismo ad oltranza (ma da chi l'avrà appreso!?!), vanifica ogni nostro raziociante proposito (su cui credevamo di esserci ben preparati) e ci ri-conquista. Credete che possa tornare utile ricordare che nel triangolo vittima-persecutore-salvatore, i ruoli sono sempre intercambiabili e dunque anche noi potremmo essere vittima e non solo e necessariamente persecutore come lui o lei vogliono farci credere e che, anche ammesso che siamo i persecutori, potremmo essere proprio noi seriamente condizionati dalla vittima? No, non serve a nulla: siamo così abituati ormai a vederci con gli occhi di quel rampollo che abbiamo davanti, che tutto il resto con conta assolutamente nulla. Ecco che cosa si cela dietro l'espressione figlio Alfa e mamma Omega  e di certo la situazione non cambia nella relazione figlio-papà. Alfa e Omega indicano non l'inizio e la fine, bensì livelli di importanza, decisionali: Alfa è il livello di chi guida le decisioni, Omega il livello di chi, in buona sostanza, le esegue.

         Sarà bene che riflettiamo su questo, soprattutto perché è il risultato molto diffuso di un percorso che avrebbe dovuto concederci -in quanto adulti- una maggiore libertà di intervento, liberandoci da regole e norme soffocanti che abbiamo in passato subìto e dalle quali avremmo voluto liberare anche le nuove generazioni. In realtà alle nuove generazioni in questo modo, lasciandoli in balìa di loro stessi, stiamo impedendo di esercitare qualunque scelta, e la libertà, conditio sine qua non, si nutre prioritariamente di scelte.

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

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