andare oltre ciò che sembra...

andare oltre ciò che sembra...

 

            perché solo comprendendo compiutamente i problemi potremo trovare efficaci soluzioni. Scelgo come esempio il dilemma tra libro digitale e libro cartaceo, alla luce di queste parole:  Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto. [Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore ]

            Da anni, il dilemma tra libro digitale e libro cartaceo impegna due schiere di sostenitori che si fronteggiano a colpi di efficacia, comodità, ingualcibilità, tatto, versatilità, libro vero e libro non vero, allenamento del cervello, passività, empatia ecc... Ogni sostenitore può contare su una moltitudine di elementi che giuocano in suo favore; i pro e i contro alla multimedialità e all'antico accendono dibattiti e fanno proseliti. All'utente finale, al cittadino comune arrivano messaggi opposti e indistintamente tutti gridati e accattivanti, come ogni operazione di marketing prevede. Accanirsi a sostenere le ragioni del libro virtuale o lanciare anatemi perché la temuta scomparsa del libro cartaceo segnerà la fine di ogni facoltà raziocinante dell'essere umano, è uno sfiorare appena la punta dell'iceberg di questo poderoso problema che riguarda semplicemente la lettura  , quell'abitudine a viaggiare con se stessi, verso se stessi, così coinvolgente da divenire un modo di essere. 

 

            Da tempo è ormai in gioco il se e il come leggiamo, le  motivazioni che ci inducono a leggere, il cosa leggiamo, quale coinvolgimento lasciamo che operi in noi ciò che in silenzio leggiamo, se siamo capaci di lettura riflessiva... Una lettura così fatta può prodursi soltanto se alzando gli occhi dalla pagina che leggiamo "nel  momento stesso in cui alziamo gli occhi, tentiamo attitudini mentali, prepariamo dei ricordi, rispondiamo al libro stringendo in un andirivieni esemplare un nuovo legame con il mondo, proprio quel mondo al quale non abbiamo solo voltato le spalle; è la possibilità di rimettere in gioco nella lettura e dopo di essa l'accesso al reale, ma anche l'accesso a noi stessi" .[Marielle Macé, Modi di leggere, modi di essere, Loescher, 2016 da Façons de lire, manières d'être, Gallimard, 2011elementi su cui ]. Chi oggi, nel nostro rutilante onnivoro mondo può concedersi una simile opportunità, chi desidera costruirsela, chi la insegue con passione perché ne ha compreso la irrinunciabilità? Crediamo forse che il libro digitale possa spegnere una simile modalità di essere qualora essa sia data ? Crediamo forse che occorrano inviti accattivanti esterni per indurci a leggere, o piuttosto, qualora questa voglia di lettura per sé e in sé sia data, siamo certissimi che si nutrirà, a seconda degli ambiti e delle esigenze, di digitale e anche di cartaceo? Siamo consapevoli che ciò che vediamo, sentiamo, crediamo, che le nostre più ferme convinzioni siano comunque interpretazioni della realtà, legittime o pretestuose e viziate da pregiudizi e tuttavia, appunto, interpretazioni  che si discostano dalla piena oggettività. Per questo, siamo chiamati ad accogliere interpretazioni  anche diverse dalle nostre e da questa consapevolezza dovremmo essere indotti ad alimentare in noi  il dubbio che è, in fondo, la volontà a capire di più e meglio. Ma in realtà, ci lasciamo docilmente affascinare da chi, dopo un approfondito studio di settore e ricerca di target per i suoi prodotti,  abilmente  ci cattura parlandoci con la nostra lingua, indicando traguardi che sono quelli che noi  vorremmo raggiungere e che intorno a noi in molti ostacolano e finiamo contenti a far parte di un vasto quanto sconosciuto gruppo di persone che seguono le nostre stesse scelte ...consumistiche.

            La lettura è un mondo meraviglioso ed esclusivo, docilmente si modella su di noi, ci segue, ci anticipa, e mentre lo nutriamo, è lui che ci nutre, ma non sarà mai lui a fare il primo passo verso di noi, è un mondo fatto di autenticità che ignora per ciò stesso le apparenze e si anima solo di fronte alla dedizione disinteressata.

             E se ci accade di trovare tempo per tutto o quasi e non abbiamo tempo per la lettura? Se quel fuoco dentro non ci dà energia, potremo acquistare libri "consigliati" e reclamizzati, ma non ameremo né vivremo le pagine che ci scorrono tra le dita, odorano, si gualciscono, scolorano e daremo solo rapide e distratte occhiate alle pagine che scorrono a video, pronti a carpirne quel che è sufficiente per sentirci nel gruppo e non esclusi nei frammentati pour parler. Ai sostenitori di ambo le parti, per motivi di marketing, evidentemente sfugge che indurre all'acquisto di libri cartacei o convertire anche i più riottosi di fronte agli strumenti informativi a gustare le numerosissime possibilità del libro virtuale, le annotazioni, i segnalibri, ecc... è fatica notevole e di scarsa soddisfazione in assenza dell'unico elemento fondante, il gusto della lettura come modo di essere.

            Ciò che resta fondamentale per mantenere almeno quel piccolo spazio di libertà che oggi ci è concesso, è osservare attentamente ogni situazione che ci interessa, imparando a mettere in evidenza il focus, l'elemento cardine che la alimenta e che spesso, molto spesso non risulta evidente a prima vista. È certamente anche questione di conoscenze e competenze e tuttavia con una allenata capacità di osservazione possiamo avvicinarci a comprendere correttamente l'oggetto del nostro interesse. Ma anche la capacità di osservazione è oggi assai rara, sostituita dal cogliere al volo e intuire in brevissime frazioni di tempo: più siamo rapidi a decodificare, maggiore è la possibilità di sentirsi in e i tempi stretti sono, si sa, nemici dell'osservazione e soprattutto di quella che prima di esprimersi raccoglie tanti elementi, li assembla, poi come in un crogiuolo prova a raffinarli; i tempi stretti sono l'antidoto al comprendere a fondo, sono antinomia rispetto all'andare oltre ciò che sembra e se amiamo tempi più lenti e la riflessività dobbiamo prepararci ad un percorso di montagna in ... solitaria, che ci condurrà finalmente a respirare in vetta aria pura.

            Solo così, situazioni che crediamo di aver compreso, nelle quali crediamo di aver individuato il personaggio principale e l'antagonista e per le quali siamo pronti a mettere in atto soluzioni che sono destinate al fallimento proprio perché quel che crediamo di aver compreso non è il nucleo autentico a cui dobbiamo invece prestare attenzione, ci appariranno in altra angolazione e saremo più vicine alla loro verità.

            Della beatitudine che la lettura può dare Italo Calvino nel suo Se una notte d'inverno un viaggiatore, '79, ci regala immagini di concreta realtà vissuta in cui certamente possiamo ri-conoscerci se la voglia di lettura ci anima e ci nutre:

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

Prendi la posizione piú comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giú, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.

Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a trovarla. Una volta si leggeva in piedi, di fronte a un leggio. Si era abituati a stare fermi in piedi. Ci si riposava cosí quando si era stanchi d'andare a cavallo. A cavallo nessuno ha mai pensato di leggere; eppure ora l'idea di leggere stando in arcioni, il libro posato sulla criniera del cavallo, magari appeso alle orecchie del cavallo con un finimento speciale, ti sembra attraente. Coi piedi nelle staffe si dovrebbe stare molto comodi per leggere; tenere i piedi sollevati è la prima condizione per godere della lettura.[...]

Dunque, hai visto su un giornale che è uscito Se una notte d'inverno un viaggiatore, nuovo libro di Italo Calvino, che non ne pubblicava da vari anni. Sei passato in libreria e hai comprato il volume. Hai fatto bene.

Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai Letto che ti guardavano accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d'intimidirti. Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s'estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Già Letto Prima Ancora D'Essere Stato Scritto. E cosí superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Piú Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Metà Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque E' Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza

i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere,

i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,

i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,

i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,

i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate,

i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,

i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile.

Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.

Ti liberi con rapidi zig zag e penetri d'un balzo nella cittadella delle Novità Il Cui Autore O Argomento Ti Attrae. Anche all'interno di questa roccaforte puoi praticare delle brecce tra le schiere dei difensori dividendole in Novità D'Autori O Argomenti Non Nuovi (per te o in assoluto) e Novità D'Autori O Argomenti Completamente Sconosciuti (almeno a te) e definire l'attrattiva che esse esercitano su di te in base ai tuoi desideri e bisogni di nuovo e di non nuovo (del nuovo che cerchi nel non nuovo e del non nuovo che cerchi nel nuovo).

Tutto questo per dire che, percorsi rapidamente con lo sguardo i titoli dei volumi esposti nella libreria, hai diretto i tuoi passi verso una pila di Se una notte d'inverno un viaggiatore freschi di stampa, ne hai afferrato una copia e l'hai portata alla cassa perché venisse stabilito il tuo diritto di proprietà su di essa.[Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, Einaudi, '82, pagg. 3 e segg.]           

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

 

 

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