l'acchiappanuvole ... consapevole

Meloniski da Villacidro, Fabbricante di nuvole, pittura, 70x100, 2009

l'acchiappanuvole ... consapevole

               

Sollecitata dal contesto in cui viviamo, da ciò che vediamo, osserviamo, agiamo, subiamo sto riflettendo sul fatto che il mondo vuole mostrarsi dinamico, efficiente, sapiente, autonomo, concreto e progettuale, per nascondere il suo lato più debole, la sua incapacità ad accettare e includere l'imprevisto, persino una sola variabile che non sia stata già prevista, come se si identificasse in un palinsesto con tempi e spettacoli pre-stabiliti. Eppure la peculiarità del nostro ben  avviato XXI secolo è la multimedialità che consente la ri-programmazione in  tempo reale, la flessibilità affidata a potenti processori, ad app sempre più intelligenti che tutto fanno, al posto nostro, con un clic.  Ad un mondo così, ne sono convinta,  occorre un pronto soccorso e dove possiamo trovarlo se non proprio dove ciò che inseguiamo può essere raggiunto a patto di conquistarcelo coinvolgendoci mente, corpo ed emozioni, senza demandare ad altro o ad altri ciò che spetta a noi? Questo mi induce a  sentirmi, e non per la prima volta, un'illusa, certamente fuori dal coro, appunto una che sta più sulle nuvole che nella realtà e tuttavia la questione merita di essere meglio analizzata, perché è proprio lo stare tra le nuvole che solo può consentirci di recuperare un  minimo di dubbio e di autocritica e vivere più consapevolmente nel mondo reale.  Mentre così riflettevo, ho voluto documentarmi per vedere se fossi in  sintonia con qualcun  altro e ho scoperto che acchiappanuvole è una definizione molto frequentemente usata, in contesti diversissimi e con significati personalizzati, tutti comunque diversi dal mio acchiappanuvole (ulteriore conferma che sono davvero tra le nuvole?). Quando faccio riferimento all'acchiappanuvole, infatti, non sto certo alludendo a Cd che il gusto vintage ha immediatamente portato al successo, né a libri di favole, né a libri scolastici per l'Infanzia e la Primaria e neppure a vernice spray o a penna per auto, né, ancora, a fumetti artisticamente disegnati, tutti indistintamente titolati acchiappanuvole o l'acchiappanuvole. Non faccio neppure riferimento al Seminario internazionale Acchiappanuvole, Studenti e scuole nell’era digitale, (organizzato dall'ADi Associazione Docenti Dirigenti scolastici italiani, nel 2014). Questa è la definizione che il Seminario si è dato e ha diffuso sul web:  Perchè Acchiappanuvole?  La metafora è ben spiegata dal sottotitolo: Studenti e scuole nell’era digitale. La nuvola, cloud, è penetrata nella nostra vita, in essa siamo totalmente immersi senza neppure saperlo. Un esempio? Tantissime funzioni dei nostri iphone sono basate sul cloud. Da sempre i  veri  “Acchiappanuvole” sono i giovani. Dalla nuvola ascoltano la musica, accedono ai giochi online,  utilizzano un numero incredibile di  “app”. Ma soprattutto la nuvola sta rivoluzionando i loro modi di apprendere, di comunicare, di socializzare. E le scuole? E gli insegnanti? Il panorama è molto variegato, nella maggior parte dei casi “si arranca”. Eppure  la nuvola sta trasformando ogni cosa ad una velocità tale che con essa dobbiamo fare necessariamente e rapidamente i conti, nel bene e nel male, per immergerci o “rallentare” la sua avanzata. Una cosa è comunque certa: non possiamo più ignorarla![...] (http://ospitiweb.indire.it/adi/) Il mio acchiappanuvole è altro e  le parole che ho evidenziato in grassetto sono quelle su cui mi soffermerò, perché le sento effettivamente lontane dalla realtà e non già chiave interpretativa di essa. Propongo subito di restituire alla nuvola la sua verità: nuvola, come la nube, dal greco e dal latino = nebbia, massa di vapori acquei sparsi nell'atmosfera che adombra l'aria e si muove di qua e di là, ma la nuvola (rispetto alla nube) esprime meglio i vapori più leggeri e più alti (http://www.etimo.it). Ecco, un primo importante elemento da considerare: la leggerezza della nuvola. Incontriamo poi la nuvola in alcune locuzioni figurate dell’uso familiare, come avere la testa tra le nuvole, cioè essere distratto; vivere tra le nuvole, cioè essere un sognatore; cadere dalle nuvole, cioè mostrarsi vivamente sorpreso per cose, situazioni, realtà ben diffuse di cui il soggetto è ignaro. Ed ecco altri due elementi per definire l'effetto nuvola: il sogno, la meraviglia (lascio ad altri la distrazione). Per estensione, infine, nuvola è accumulo leggero e indefinito di elementi vari che si librano leggeri nell’aria. Ed ecco la terza qualità, la composizione della mia nuvola: è un insieme, leggero e in equilibrio, che può contenere i più disparati elementi.  Ora l'identikit del mio acchiappanuvole consapevole  è definito: colui o colei che riconosce e apprezza la leggerezza di ciò che galleggia nell'aria, non ancora ben definito composto e nutrito di sogni, progetti, desideri,  bisogni,  per sé, per gli altri, per oggi o per domani, traendone la forza della meraviglia, la fiducia che tutto possa diventare possibile, se ci si impegna con mente e cuore.    Il Seminario di cui sopra, invece, ha inteso offrire una definizione di acchiappanuvole circoscritta al contesto informatico: la nuvola -cloud- è penetrata nella nostra vita, soprattutto in quella dei giovani, i "veri acchiapanuvole" da sempre e la sta rivoluzionando, senza che neppure ce ne accorgiamo, dunque non possiamo ignorarla. La inevitabile conseguente proposta è che noi dunque questa nuvola dobbiamo conoscerla. Trovo questa  immagine e la proposta degli organizzatori (nazionali  e internazionali intervenuti al Seminario) più che operazioni di sintesi, interpretazioni parziali e de - formate della realtà, destinate ad aver scarsa efficacia sulla formazione di quei giovani a cui ci si rivolge (visto che si parla di scuola di eccellenza e del futuro). Che i giovani siano "da sempre" i veri acchiappanuvole è tutto da dimostrare in quanto ogni generazione di giovani ha assunto peculiarità e caratteristiche proprie nel passato e ancora più oggi, in cui i giovani sono più vicini alla concretezza amara della vita talvolta fino al cinismo; quindi se per acchiappanuvole intendiamo chi è teso ad acchiappare sogni e vola alto sulla realtà qualunque essa sia e nonostante tutto, allora le attuali generazioni di giovani sono più in difficoltà di noi adulti ad inseguire sogni  e persino a crearne, piuttosto sono fagocitati da ciò che gli adulti hanno deciso e ogni giorno decidono per loro, al posto loro. Non è qui opportuno soffermarci sulle responsabilità degli adulti che per evidente quanto dissennata comodità hanno abbandonato il ruolo di educatori e si limitano a contestare e criticare i giovani e torniamo alle nuvole.  Se fosse vero che i giovani sono acchiappanuvole, avrebbero còlto il significato delle cloud, lo avrebbero agito, invece - si dice nel seminario di cui sopra- subiscono le nuvole, senza conoscerle. Se, come è vero, in informatica, cloud-nuvola è l'insieme delle risorse hardware o software presente in server remoti e distribuito in rete, contenente i dati e i programmi di un utente (http://www.treccani.it/vocabolario/nuvola), non è già forse fin troppo evidente che non stiamo parlando della stessa realtà? Cloud, è un pacchetto da distribuire, da assemblare con servizi già disponibili, per cui all'utente è affidata unicamente la gestione del servizio o dei servizi così come è già previsto. In Rete infatti sono disponibili decine di servizi cloud, e ciascuno di essi consente di attivare una sorta di disco fisso personale, sempre accessibile da remoto e che può essere utilizzato per salvare i propri file, di qualunque genere essi siano. Ogni servizio, insomma, può essere scelto esattamente per quello che offre  per la gestione dei propri file, ma gestire anche diversi cloud,  può essere considerata libertà di scelta della propria vita? È importante che giovani e meno giovani comprendano la potenza e il potere del sistema informatico, ma saranno capaci di modularne l'uso per meglio qualificare le proprie aspettative e opportunità di vita, senza lasciarsene soggiogare, solo se  saranno in grado di interrogarsi su chi sono e chi vogliono essere in futuro, riuscendo a porsi, a tratti, sul limitare dell'esperienza, sul limitare (del contesto in cui opera, di ogni propria esperienza, del web) per osservare con occhi interrogativi, per allenarsi ad una prospettiva di distacco, se pur momentaneo o di breve periodo, perché solo la lontananza da ciò che ci interessa può restituirci un'immagine più vicina alla verità. Non c'è che dire: l'identikit che ho delineato e che perseguo è un alieno rispetto alle interpretazioni correnti, ma sento che ben interpreta quel soccorso immediato e diffuso di cui abbiamo grande bisogno. Ciò che mi piace è che ciascuno di noi, a qualunque età, in qualunque situazione, con se stesso, con gli altri, in famiglia e nella professione, in qualunque Paese del mondo si trovi, potrà vivere da acchiappanuvole consapevole. "L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione". Osho Rajneesh   Cordialissimamente, Giancarla Mandozzi  

      

 

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