Punti di Vita (vista) !

punto di vista

Le richieste che mi arrivano , sono spesso sintomatiche di una cosa, la difficoltà di capire che un vero cambiamento, una vera presa di consapevolezza non è una cosa “easy” per dirla con un termine anglosassone, ma faticosa. Ma allo stesso tempo è una cosa facile e cerco di spiegarmi.

Ai workshop faccio fare un semplice esercizio, di chiudere un occhio, dopo pochi secondi aprirlo e chiudere l’altro occhio, bene se lo fate vedrete la stessa “scena” ma con alcune diversità e da due punti di vista diversi, se poi li teniamo aperti entrambi abbiamo anche un terzo punto di vista.

Che centra con la consapevolezza ed il cambiamento?

Diciamo che il tempo che ci si impiega a cambiare quello che possiamo definire punto di vita, è quello identico che ci impieghiamo a cambiar e punto di vista, chiudendo un occhio, o spostandoci di un passo a destra o a sinistra di dove siamo osservando una scena, la parte difficile sta nell’elaborarlo e nel farlo nostro, insomma esserne consapevoli, e proseguire sulla decisione intrapresa senza farsi influenzare dai costumi e dalle “pressioni sociali”.

 

Faccio un esempio pratico, una signora anziana , un giorno si confidò e mi disse che quello che la rendeva infelice era il non potere abbracciare ed essere abbracciata come quando era giovane, le mancava il contatto fisico , le carezze le coccole, io le chiesi che cosa le impediva di abbracciare il marito in pubblico, di tenerlo per mano come quando erano fidanzatini, di dargli un bacio, lei mi disse che erano di una certa età ( parliamo di una quasi 80 enne)  e che sarebbero apparsi ridicoli in pubblico, quindi la signora covava una infelicità pure di non andare contro ad una convenzione sociale di un paesetto di provincia , la presi per mano e facemmo una via insieme, le chiesi come si sentiva e cosa provava, lei mi diceva che potevo essere suo nipote, ma che comunque si sentiva strana, a disagio ma anche felice di fare una cosa “diversa”, io le obiettai che era una cosa naturale, non “diversa” e che lei qualunque età avesse, anzi a maggiore ragione, aveva diritto di fare quello che la rendeva felice, ovviamente la signora rimase perplessa e dubbiosa, eppure raggiungere la felicità  era semplice, come cambiare punto di vista, bastava allungare una mano e prendere quella del marito e passeggiare così insieme, ma allo stesso momento era la cosa più faticosa da fare, abbattere una convenzione, un modo di pensare, essere consapevoli che siamo artefici della nostra vita e della nostra felicità, nessuno di chi ci criticherà ci potrà restituire il nostro tempo, le nostre emozioni, le nostre sensazioni.

Quindi la chiave è essere consapevoli che possiamo cambiare, che una volta presa coscienza, possiamo cambiare punto di vita, essere più liberi e felici, semplicemente, capendo che non è difficile ma faticoso, la fatica di combattere contro se stessi, contro le convenzioni sociali, di prendere coscienza di se e di quello che si vuole, e quindi agire per raggiungerlo.

Si può cominciare dalle piccole cose , come l’esercizio quotidiano di prendersi 5 minuti per se , 5 minuti di gratificazione, si spegne il telefonino, si prende una tisana, una cioccolata, un caffè, una caramella, ci si mette nel nostro posto preferito in poltrona, su una panchina, sull’erba, e quei cinque minuti ci si gratifica, chiamasse il Presidente della Repubblica o il Papa, richiameranno, sono 5 minuti interamente nostri.

Tutti i giorni metodicamente si può partire da questo piccolo esercizio e vedrete che si comincia a prendere consapevolezza che un nuovo “punto di vita” è sempre possibile ed  è a portata di mano, facile come chiudere un occhio e vedere la nostra vita sotto un’altra prospettiva, non resta che viverla.

Ermanno.

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