una peculiare versatilità nel counseling ad approccio umanistico pluralistico integrato 4

una peculiare versatilità nel counseling

            ad approccio umanistico pluralistico integrato,

n.4 la programmazione neuro linguistica

 

            Il percorso di counseling si differenzia da qualsiasi forma di terapia psicologica e psicoterapia anche per la brevità dei tempi. Occupandosi soltanto di salutogenesi, il counselor una volta che ha ritenuto di prendere in carico la persona in difficoltà, organizzerà l'intero percorso, dalla corretta conoscenza del focus problematico fino all'individuazione del possibile cambiamento/soluzione, in tre-cinque colloqui o al  massimo in dieci-dodici. Eccezioni ovviamente ci sono: accade ad esempio che un solo colloquio possa avere un'efficacia concreta e stabile (opportunamente saggiata da un contatto di follow up) o che, al contrario, una condizione di impasse suggerisca, dopo otto-nove incontri, una ricontrattazione di obiettivi e strategie. Accade anche che il cliente, particolarmente ansioso, richieda con insistenza colloqui telefonici tra un colloquio e il successivo, nell'incapacità di controllare i propri stati emotivi, o che abbia un atteggiamento e un comportamento a fasi alterne tra dipendenza e rifiuto. Qualsiasi variazione è il segno tangibile di quell'accoglienza in assenza di giudizio che compète al counselor e che tuttavia non significa che il counselor rinunci al proprio ruolo che in primis è quello di aiutare la persona a liberarsi dai suoi limiti più assillanti. Un sostegno cardine nell'approccio umanistico pluralistico integrato e certamente il più appropriato quando la persona in aiuto ci si presenta vagamente desiderosa di ritrovare un bene-essere smarrito e fermamente convinta di non avere qualità e risorse per agire, è la solare e pungente operatorietà suggerita dalla Programmazione Neuro Linguistica.

 

Credo che nessuno riesca a rimanere immune da ammirazione nei confronti di  Richard Bandler  quando racconta con disarmante naturalezza come in tempi rapidissimi riesce a liberare dalle loro fobie persone che ne hanno sofferto per un'intera vita; ci trascina letteralmente nel mondo in cui tutto è davvero possibile, persino ri-programmare il nostro cervello e questo entusiasmo, corroborato da concreti e documentati fatti è quanto mai prezioso proprio nei momenti in cui la persona in aiuto ripiegata in se stessa e sfiduciata, ha bisogno di essere "contagiata" da una ventata di positività, di energica vitalità. Forse non riusciremo ad aiutarla  a ri-programmarsi, di certo però riusciremo a farle sentire quanto importante sia entrare  nell'affascinante mondo di NOI STESSI, per comprenderci meglio, per vederci in altra prospettiva, per ri-conoscere che un "Perché" molto potente e nascosto ci guida in tutto, alimentato dai nostri valori, dalle nostre emozioni, dalle nostre esperienze... In fondo è da qui che si può partire per  riscrivere insieme il libro della nostra vita. Di impatto immediato e quasi sempre risolutore sono poi le metafore e il linguaggio diretto, mirabilmente sintetico, di cui la PNL è un esempio potente: "la mappa non è il territorio". Lo sappiamo, ma quanti di noi e soprattutto quante delle persone in aiuto sono disposte ad accettare che dunque l'oggettività è un miraggio e ognuno di noi ha le "proprie" ragioni? Ogni individuo ha una sua particolare visione di se stesso e della realtà entro cui pensa, percepisce sensorialmente, agisce e si emoziona e che costituisce la mappa attraverso cui si orienta nel mondo, una propria soggettiva esperienza che non costituisce l’unica lente attraverso cui osservare la realtà, ma è solo uno dei tanti modi di interpretarla.

Linguaggio del corpo, canale preferenziale di ciascuno di noi, ricalco e  guida, metamodelli, esercizi minuziosamente descritti e opportunamente proposti prima che alla persona in aiuto al counselor stesso, dal gioco del "come se ", a  "e se non fosse così?", sulla strada per acquisire consapevolezza di come le proprie irremovibili convinzioni possono essere strumento eccellente di “autosabotaggio”, e ancòra esercizi sulle modalità e  submodalità: questo è il repertorio vastissimo che la Programmazione Neuro Linguistica ci offre, solleticando in noi il gusto di superare i nostri limiti concentrandoci, dopo averli individuati non sul problema, bensì sulle possibili soluzioni, come se  ne avessimo l'energia necessaria.

Sorridiamo rileggendo I. Sikorsky : “Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il CALABRONE non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo, in rapporto alla superficie alare.

Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.”

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

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