Capire e farsi capire

 

E' sempre rischioso ascoltare le persone perchè qualche volta si rischia di comprenderle...

CAPIRE E FARSI CAPIRE

 

 

Ognuno di noi è stato costretto a inventare la comunicazione. Nella nostra cultura non esiste un apprendimento specifico della comunicazione ma esso avviene iniziando da un condizionamento che sussisterà in seguito nelle relazioni con gli altri.

Spesso questo condizionamento si basa su un postulato sbagliato:

comunicare significa capirsi,

capirsi significa essere d’accordo,

essere d’accordo significa essere simili.

 

Ciascuno di noi è stato obbligato a inventare le proprie modalità di comunicazione in funzione delle tolleranze, delle stimolazioni, delle censure, delle paure e delle possibilità del suo ambiente circostante. Comunicare sarà per ciascuno una maniera di entrare nel mondo, di continuare a generarsi. Abbiamo imparato a comunicare partendo dalla parola di un altro che ha parlato per noi (madre) e in seguito sarà difficile affermare la nostra parola.

Vi è una sensazione diffusa di «comunicare male» con gli altri e con se stessi. Comunicare ed essere in relazione sono bisogni fondamentale e vitali nell’ecologia dell’esistenza umana.

Cos’è comunicare?

Comunicare significa mettere in comune.

Ogni tentativo di comunicazione ha luogo secondo quattro modalità:

ASCOLTARE

COMPRENDERE

DIRE

NON DIRE

La maggior parte delle difficoltà sono legate all’una o all’altra di queste dinamiche.

ASCOLTARE

Ascoltare gli altri comporta una rinuncia:

- a parlare

- a giustificarsi

- a spiegare

- a convincere

- a rispondere

Accettare di recepire ciò che viene detto, anche se questo non vuol dire approvarlo.

 

L’ascolto suppone decentramento e intenzionalità; avviene su tre livelli: dei fatti, di ciò che si prova e della ripercussione. Vi è poi un quarto livello: quello del pensiero. L’ascolto attivo fa perno sulla concentrazione, la focalizzazione e l’amplificazione.

Alcuni ostacoli all’ascolto sono:

- la risonanza

- la ripercussione

- il desiderio nei confronti dell’altro

- l’indisponibilità

«Quando ascoltiamo qualcuno, ascoltiamo sempre il discorso di due persone: quello del nostro interlocutore e quello che noi facciamo a noi stessi mentre ascoltiamo»

Vannuccio Barbaro

 

COMPRENDERE

Comprendere si realizza attraverso due livelli:

- capire i diversi linguaggi dell’altro

- capire se stessi

In un ascolto approfondito dovrei cercare di capire su quale registro parla l’altro: realistico? simbolico? immaginario? Una delle fonti più attive di inquinamento delle relazioni sono le frustrazioni legate alle attese implicite nelle quali abbiamo rinchiuso l’altro, senza che egli lo sappia.

 

DIRE

Dire consiste nel tentativo di raccontarsi nell’esprimere la propria percezione della realtà, nel condividere il proprio vissuto, nell’informare e forse nel correre il rischio di disturbare.

Per raccontarsi occorrono tre condizioni:

bisogno dell’uno, disponibilità dell’altro

intimità senza la costrizione del dire tutto

linguaggio noto con un codice accessibile

Nel dire ritroveremo tre livelli: il livello dei fatti, del provato e delle ripercussioni.

Linguaggio verbale e non verbale

Qualche volta siamo responsabili del non ascolto dell’altro. Inviando messaggi troppo codificati, mascherati, cifrati oppure scegliendo il momento in cui l’altro è stremato, preoccupato, irritato o saturo.

Il gioco delle domande incrociate

Il risentimento e l’inquinamento relazionale accumulati nei precedenti tentativi di comunicazione

Una grande difficoltà relazionale consiste nel potersi esprimere ed essere ascoltati senza essere giudicati, rassicurati, rifiutati, etichettati.

 

NON DIRE

Il non dire può essere un atto di assenso, di segnalazione o differenziazione dall’altro.

Può riguardare:

- il territorio

- la comunicazione differita

- la possibilità di dire con altri linguaggi

- le condizioni

il non aver bisogno di parole per…

il non dire per evitare conflitti

Due registri:

- i sentimenti

- la comunicazione

Una comunicazione per essere soddisfacente deve prendere in considerazione otto condizioni di base:

- la disponibilità

- il tener conto dell’inquinamento

- la capacità di ascoltare o interrogare

- un’alternanza nell’ascolto

- la necessaria alternanza di posizioni di influenza alte e basse

- apposizione/opposizione

- dire di me

- comprendere con sufficiente rimando

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