tempo libero in eccesso e non sapere come ...occuparlo

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tempo libero in eccesso e non sapere come ...occuparlo

 

 

            Non è possibile! crediamo che nessuno sia capace di pensare che dispone in eccesso di tempo libero,  o, peggio, l'affermazione ci riporta a quello stato d'animo assolutamente indesiderabile provato di fronte ai genitori, agli insegnanti che, quando eravamo ragazzi, ci accusavano di non fare abbastanza e di trastullarci senza concludere nulla.

Quello allora neppure si chiamava tempo libero, bensì era il tempo "perso", sì perso da noi in inutili giochi o assorti in vani pensieri, dietro chimere e fuochi fatui, un tempo che non sarebbe più tornato, che non avremmo più potuto recuperare, la giusta punizione per non averlo considerato importante...Già, ma allora di quelle poche cose che avevamo tutto aveva massima importanza e tale doveva essere considerato, dal golf regalato per il compleanno, che sarebbe stato indossato "festa con festa" e con la massima attenzione per non sporcarlo, perché "ogni lavata lo sciupa irrimedialbilmente", ai quaderni di scuola, da scrivere fino all'ultima pagina e con calligrafia minuta perché la carta è un bene prezioso...E il tempo era la dimensione  entro cui il tutto veniva raccolto, al tempo si doveva il massimo rispetto: "cos'hai fatto tu in un intero pomeriggio, mentre io lavoravo?"

 

            Ci sentivamo oppressi? Non più di tanto e sicuramente non più di quanto gli adolescenti di oggi si sentano oppressi dai genitori e dagli adulti in genere. E queste riflessioni non vogliono essere un tuffo nel passato per riscoprirne le meraviglie, piuttosto un modo per nutrirci anche della nostra storia, per ricordarci quanto siamo stati, e forse siamo, capaci di apprezzare ciò che avevamo, di goderne magari enfatizzandone i pregi, capaci di augurarci per il futuro di ottenere di più da noi stessi, dalla vita e dagli altri e capaci anche di lasciare nell'angolo ciò che pure desideravamo ma era troppo per noi (lo avremmo ripreso e nutrito quel desiderio in seguito). Se questo sia ottimismo non saprei, certamente è un modo per collaborare al proprio benessere, qualunque sia la condizione in cui ci troviamo.

            E il tempo libero in tutto questo che ruolo ha ? Ebbene, ne ha uno immenso, nostro malgrado. Abbiamo creduto che fosse un meraviglioso sogno poter disporre di tempo libero da impegni di studio, di lavoro, di cose da dover fare, un tempo tutto nostro da passare proprio come volevamo e abbiamo scoperto che in realtà più che un  sogno meraviglioso è un vano sogno, irrealizzabile per tanti motivi e soprattutto perché non ci siamo abbastanza allenati a conoscere che cosa veramente nutre il nostro animo e quando possiamo non lavorare, quando insomma siamo liberi, un vuoto terribile ci assale, un vuoto che si riempie di ansie indefinite, di paure generiche, di mortificazioni subìte e sensazioni spiacevoli, compresa quella di essere vittime dell'aggressività, dell'insensibilità altrui.

            Come counselor ho potuto constatare che  il malessere dovuto all'aver troppo tempo libero è una realtà molto frequente in uomini e donne dai trenta ai quaranta, quarantacinque anni. Chiedono aiuto oppressi da insonnia, stati depressivi, sfiducia nel futuro, confronti/scontri con colleghi o amici, o con il partner e quando vengono invitati a ritagliarsi un piccolo spazio per se stessi durante la giornata, neppure mi lasciano finire la frase e rispondono che hanno tutto il tempo che vogliono, tutti i giorni. Certamente hanno un lavoro, ma il lavoro impegna relativamente la loro mente e consente di prendere delle pause che trascorrono raccontandosi ai colleghi, confidando timori e sogni reciproci, che innescano confronti, gelosie, invidie e soprattutto, tornati a casa non hanno idea di che cosa vogliono. La frase più frequente che mi sento ripetere è: "non ho nessun interesse, mi dica lei che cosa potrei fare". E la strada è quanto mai in salita...

            Occuparsi della formazione di ragazzi, giovani e adulti, forse prima di tutto significa aiutarli a conoscersi così che consapevolmente possano occupare il tempo libero nel più vero autentico significato: vivendolo.

 

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

 

 

 

 

 

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