l'adolescenza e l'adolescente...

l'adolescenza e l'adolescente...

           

            Che sia un educatore, che viva a contatto con i ragazzi o  abbia sporadiche occasioni per incontrarli e valutarli da osservatore esterno, ogni adulto è ben consapevole che la relazione più problematica, seconda forse soltanto  a quella con i propri genitori, è quella con l'adolescente, che in un sol colpo può contrastare, scuotere e minare le sue -ormai poche- certezze.  .

            Talvolta è una convinzione suffragata dall'esperienza personale, dal ricordo ancora netto e persino doloroso, dei moti di ribellione provati quando si era adolescenti, nei confronti dei genitori, degli insegnanti, di chiunque con atteggiamento autoritario dispensasse consigli e, soprattutto, esprimesse giudizi pesanti e negativi su di noi. Quasi sempre, per chi è adulto oggi, quei moti di ribellione implodevano, continuavano a covare e ad aumentare ma internamente e non andavano al di là di qualche scenata in famiglia, con urli, rimproveri e minacce...da parte dei grandi e non solo. Il fatto è che le minacce che una volta (come accade anche oggi) l'adolescente con forza gridava, restavano quasi sempre parole, gridate e arrabbiate, ma parole.

 

            E oggi? Oggi anche questa situazione è mutata: sono mutati gli adulti, genitori e insegnanti, persino i nonni...C'è ancora la nonna che legge o racconta storie e fiabe ai nipotini, che insegna la gioia delle faccende domestiche? Forse qualcuna, ma è certamente più facile imbattersi in una nonna settantenne tutta sprint anche se affaticata che accompagna in auto i nipotini dalla palestra alla piscina, da scuola a casa dell'amichetto del cuore, al mare, ai monti, con il (per lo più flemmatico) aiuto, quando c'è, del nonno.

            E le giovani generazioni? Come potrebbero essere le stesse di dieci, venti o trenta anni fa? E gli adolescenti? Anche loro sono come il loro tempo, come gli adulti  li hanno plasmati. Il fatto è che tutta la complessa trasformazione che il nostro mondo in pochi decenni ha affrontato, modificando persone, relazioni, convinzioni, comportamenti,  ha magicamente mantenuto vivo e come stampato nel dna in ciascuno di noi il nostro personale modello di comportamento e così le giovani generazioni agli occhi dell'adulto risultano semplicemente e colpevolmente  "diversi" rispetto a quel modello che si vorrebbe reiterare. Se c'è una frase che l'adulto dovrebbe imparare ad ignorare è "ai miei tempi...", ma sappiamo bene che quanto più urgente si fa il dovere, tanto più forte si fa la nostra...resistenza ad accettarlo e dunque portiamo pazienza, ma soprattutto speriamo che portino pazienza gli adolescenti, il che suona proprio come "il" paradosso: pazienza e adolescenza sono visceralmente antitetici e non possiamo certo ignorare che ogni errore dell'adulto comporta effetti più gravi di responsabilità rispetto agli errori di un ragazzo, un adolescente o di un giovane.

            Forse è proprio il caso di ricordarci che le giovani generazioni, se è vero che nascono con temperamento reattivo, che difficilmente conoscono e condividono valori come educazione e rispetto, sono una risposta a quanto noi adulti facciamo o abbiamo mancato di fare. Relazionarsi con loro è arduo, scoraggiante spesso, addirittura fonte di crisi per l'adulto e se provassimo ad ascoltarli, sospendendo il giudizio, rinunciando a sentirci offesi dalla loro rude spontaneità, che leggiamo come arroganza, proprio per poter meglio affiancarli e aiutarli a crescere armonicamente, a trovare la loro identità e il loro equilibrio, perché è questo che affannosamente cercano in questo nostro complicato mondo?

Gli adulti e i loro sogni sono soffocanti!!!, i loro sogni si susseguono, ma a fuoco lento, non sirealizzano mai. Mi fa paura il loro modo di parlare perché troppo spesso è la testa che parla al posto del cuore e il cuore, quando esplode, non trova sempre il giusto mezzo. E noi adolescenti che veniamo dietro, noi ricalchiamo tutto quanto con la rabbia di non poter cambiare nulla su questo pianeta che sta andando a farsi benedire.

 

 Io vedo molti adulti che assomigliano ad adolescenti stanchi, frustrati nell'energia vitale. Non bisogna generalizzare, ne conosco anche che non sono così, ma in generale mi piacerebbe che fossero più felici, che parlassero meno tra loro, e solo tra loro, del loro sistema educativo, dei loro pregiudizi, del loro lavoro, della loro cultura personale, di tutto, di niente, così tanto per farlo.

Mi piacerebbe molto che non fossero così duri nei loro ordini, nelle loro direttive, che ci aiutassero a costruire il futuro smettendo di dire "il futuro è in mano ai giovani" considerandosi fuori dal gioco, mi piacerebbe un maggior rispetto reciproco, più amore, perché questo è costruire l'avvenire, è dai nostri rapporti che bisogna cominciare. E' come il piccolo principe che addomestica la volpe. Ci vuole tempo per comunicare e gli adulti non hanno mai tempo. Gli adulti, e talvolta ne ho paura, mi richiamano agli aspetti materiali della vita. Io mi sottraggo al loro sguardo perché ho paura del loro giudizio. Sogno un dialogo semplice, senza rancore e senza cattiveria, fatto di humour e di tenerezza, ascoltandosi l'uno con l'altro senza pregiudizi. Io sogno troppo intensamente e sono adolescente fin tanto che ci credo. Resto bambina e vi amo e vi voglio bene, credo in voi. Credete in noi. (http://web.tiscali.it/mondofamiglia)

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

 

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