consapevolezza di sé, misura e...

Temple dApollon Delphes

 

consapevolezza di sé, misura e...

 

            Nel nostro mondo frenetico dell'avere, che si nasconde dietro una accattivante quanto insincera immagine di sicurezza, quanto benessere si prova a porsi domande, a dare spazio a dubbi che possono costituire l'anello fondante di ciò che siamo ! e l'eco che ci giunge da tempi ormai lontani, sprigiona tutta la sua forza e svela o ri-vela  noi a noi stessi.

Da Giannetti Eduardo, Le bugie con cui viviamo. L'arte di autoingannarsi, Roma, 2000, pagg. 52-53, un assaggio:

 

                        Il tempio di Apollo a Delfi, centro religioso e geografico del mondo greco, possiede due iscrizioni nella pietra. Una di queste raccomanda l'incessante ricerca della conoscenza di sé: "Conosci te stesso". L'altra iscrizione stabilisce una norma che deve essere rispettata nella società umana: il principio di moderazione riassunto nella massima "Niente in eccesso".

 

            Il primo motto è di natura cognitiva e riguarda l'ideale della ricerca della verità di ciascuno; il secondo, invece, ha un carattere essenzialmente pratico ed invita alla cautela. Qualsiasi tipo di arrogante e smodato zelo possiede un castigo corrispondente. La strada verso l'eccesso -l'esasperazione delle aspirazioni e delle passioni umane- oltrepassa i limiti dell'umana condizione, offende l'ordine divino e naturale delle cose, e, per questo motivo, non può concludersi felicemente.

            La giustapposizione dei due motti di Delfi dà vita ad un unico pensiero. Da un lato, la ricerca della conoscenza di sé ed il principio di moderazione si completano a vicenda. Tra loro esiste un profondo nesso interno. L'uomo consapevole di se stesso ammette i propri limiti e dunque non li oltrepassa. Allo stesso tempo, una persona capace di identificare equilibratamente ed esaminare le emozioni che prova e i propri desideri, riesce in certa misura a vederli dall'esterno e a distanziarsene, cosa che riduce il rischio che la propria mente venga dominata da essi o che questi abbiano un eccessivo potere sulle azioni. Nessuna certezza interiore fasulla lo spingerà ad essere ciò che in realtà non è, e non verrà mai fagocitato dalle sue stesse passioni.  [...]

[E tuttavia] esiste, comunque, anche una profonda tensione tra i due motti di Delfi, che può essere divisa in due questioni fondamentali, che derivano entrambe dalla stessa operazione concettuale.

            La prima è il risultato dell'applicazione del principio di moderazione alla affine raccomandazionedella consapevolezza di sé: in quale misura il "Niente in eccesso" deve applicarsi anche al "Conosci te stesso" ? È possibile spingersi troppo oltre anche nella ricerca e nel raggiungimento della consapevolezza di sé?

            La seconda rivolge verso di sé il processo regolatore del principio di moderazione:  in che misura il motto "Niente in eccesso" deve essere applicato a se stesso? È possibile esagerare, spingersi troppo oltre nel tentativo di essere misurati? Non potrebbe esistere il rischio di peccare per eccesso di moderazione nella vita pratica?

Tali questioni ci portano direttamente al problema del valore dell'autoinganno nella vita umana. [...]

 

            Meravigliosi suggerimenti, intuizioni, affermazioni che precorrono di molti secoli persino la nostra "recente"  attenzione all'ascolto di sé, alle forme dell'autoinganno, alle... psicotrappole , all' humus del ruolo di counselor.

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

 

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