aspetti inestricabili dell' unicità...

 

 

 

 

 aspetti inestricabili dell' unicità...

 

            I bisogni della sfera emotiva di ciascuno di noi, in qualsiasi condizione e di qualsiasi età, credo, etnia, cultura...sono enunciati, direi gridati, insistentemente in  questo nostro mondo. Sempre più spesso, esperti e non solo ci suggeriscono di porre attenzione a ciò che proviamo in ogni circostanza, nelle relazioni interpersonali, al lavoro, in famiglia, nel divertimento, ci invitano a dare spazio alla nostra emotività a rispettarla ed ascoltarla, altrimenti non saremo in grado di evitare che, proprio quando meno ce lo aspettiamo, la nostra emotività compressa, con insidiosi attacchi, comprometta l'equilibrio di tutta la nostra vita.

È un invito tra i più suadenti, che soprattutto all'inizio (direi solo all'inizio) ci comunica uno stato di benessere, come se avessimo scoperto all'improvviso di poter realizzare la vera libertà: basta sentire ciò che desideriamo, ciò che proviamo di fronte alle prove della vita e in base a quel nostro sentire possiamo, potremo fare scelte più adatte a noi. Ci sentiamo finalmente al centro delle nostre attenzioni, capaci di enucleare tutto ciò che avvertiamo emotivamente lontano da noi (comportamenti, situazioni, persone...).

 

            Così, proprio come eufrici neofiti, estendiamo ad altri la nostra meravigliosa ricetta: fai quello che senti, scegli quello che è meglio per te e...da qui al fai quello che al momento ti va di fare il passo non è poi così lontano. Persino nell'educare i bambini, l'educatore attento ai loro desideri, alle loro inclinazioni e attitudini  finisce per farsi guidare, per adeguarsi alle richieste "sentite" del bimbo, mettendo in secondo piano l'elemento essenziale dell'educazione stessa, cioè l'aiutare il bambino ad ottenere da sé il meglio (educare = ex ducere ad).

Diffusi nel circuito mediatico, ottimi documentati risultati confortano la nostra benevolenza verso questa modalità di vita e numerosi esempi di persone che finalmente si scoprono assertive ci rassicurano che anche noi, volendolo, lo diventeremo.

            In realtà, dopo i primi entusiastici nostri tentativi, tutt'intorno percepiamo cambiamenti nelle situazioni e negli altri che non vanno nella ... direzione che avevamo ipotizzato e mentre rafforziamo la nostra aggressività o autorità (quando e se l'abbiamo) l'assertività, che sembrava così avvicinabile, diventa... miraggio.

            Anziché andare alla ricerca dei possibili errori,  vorrei qui  aprire una caccia al tesoro.

Quale tesoro? quello che, tutti presi dalla novità, abbiamo dimenticato e che ci apparteneva già con molta naturalezza: la nostra unicità irripetibile, la nostra identità che si fonda sulla nostra sfera emotiva certamente su quella cognitiva e comportamentale.

Come non possiamo escludere la nostra emotività, allo stesso modo non possiamo escludere la nostra mente.

È complicato vivere in armonia con noi stessi? Certamente sì, anzi complicatissimo, ma non sarà mai una soluzione funzionale quella di far pace con una sola parte di noi, e a  convincerci può forse bastare un dato di fatto: l'emisfero destro e quello sinistro del nostro  cervello ciascuno deputato ad abilità diverse e selettive comunica con l'altro e la comunicazione tra cognizione ed emozione, tra informazione e vita è quella che sola ci permette di avere consapevolezza di noi, conoscenza, ecellenze...

Se teniamo presente questo elemento peculiare e formidabile che ci caratterizza come essere umano, saremo in grado di far decantare ogni  messaggio esterno, per quanto forte e urlato, per quanto lusinghiero quanto i canti delle sirene e nel rispetto completo di noi mente-emozioni-comportamenti-valori-bisogni-sogni... coglieremo quel messaggio, in parte, completamente o lo modificheremo, lo vivremo aperti anche al divenire di noi, al cambiamento, per noi  come per coloro che nel nostro mondo vogliamo accogliere.

            Nulla di più facile che scrivere un  elenco di qualità e abilità o competenze da possedere e mettere in atto per realizzarsi. Ad ogni angolo troviamo maestri pronti a offrirci strategie infallibili e strade da percorrerre con passi sicuri e in accelerazione, per vivere la vita come vogliamo.

Eccone un esempio proposto a persone che vogliono vivere felicemente le relazioni con l'altro, con gli altri:

-  individuare la vera amicizia

- accettare l'altro così come è e non cercano di cambiarlo

- concentrarsi sui lati positivi dell'altro,  apprezzarli e ringraziare anche per piccole gentilezze

- rispettare l'altro e con naturalezza,  aspettarsi e ottenere rispetto

- nel gruppo, sono evidenziare ciò su cui si può trovare accordo, i  valori di base e gli obiettivi da raggiungere

- gestire i conflitti. Accettando di non essere d'accordo su tutto, essere disponibili  alla negoziazione

- esprimere l'aggressività in un modo costruttivo

- rispettare gli spazi dell'altro

- considerare la relazione con l'altro la  priorità rispetto a situazioni, attività, ecc...e avere/ mostrare disponibilità ad investire tempo ed energia per viverla al meglio.

            Troveremo mai qualcuno che non voglia sottoscrivere?

Dunque, sottoscriviamo tutti provando l'esaltante sensazione di trovarci tutti , una volta almeno, d'accordo, e consideriamo che nulla più di questo elenco è  lontano da quella  libertà che seguire la mia sfera emozionale mi promette.

 

 

Cordialissimamente

Giancarla Mandozzi

                                                                       

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