a noi spetta ri-attivare le nostre risorse...

         

 a noi spetta ri-attivare le nostre risorse...

            *** Carissima, 

 

nel tuo accorato messaggio ho colto motivi di ansia per la tua famiglia e in particolare per te legati alla salute del nonno, ai tuoi stati d'animo, difficoltà e contrattempi nella tua preparazione per l'esame di ottavo anno di pianoforte ed anche ho trovato tante positive sollecitazioni e su queste mi soffermo volentieri. Aver compreso che i malesseri fisici sono una realtà connessa al tuo stato emotivo è una conquista, come l'aver riconosciuto l'attacco di panico; certo, aver compreso il nodo non equivale a saperlo sciogliere tuttavia tieni conto di un dato di fatto: nessuno al di fuori di te può darti la forza di vivere come vuoi la tua vita, ogni situazione intendo che la vita, anche sorprendendoti, ti presenta. Nessuno, ti ripeto, può sostituirsi a te e agire al tuo posto per ciò che spetta a te e questo vale per ciascuno di noi.

 

          Bene hai fatto a prenderti una pausa con la tua tata e tuttavia solo se farai di tutto per mantenere l'energia che lei ti ha trasmesso, quella pausa avrà per te un significato. Solo se decidi tu e da subito che tornare nella tua casa, ora, non è come prima, potrai vederla con occhi diversi e con animo diverso potrai relazionarti con i tuoi, con il nonno, con l'animo di chi ha compreso che annientarsi per aiutare l'altro significa arrivare inevitabilemente al punto in cui non solo non si è più di aiuto, ma addirittura si ha bisogno di essere aiutati. Così, la tua condizione emotiva si modificherà in meglio. Tua madre, tuo padre, tuo zio, tuo fratello, la tata... sono in tanti ad offrirti aiuto a modo loro: a te il compito di scegliere se, quale, come e quando accettarlo.

Il tuo amico psicologo può con competenza darti le linee guida per sentirti libera e serena, per acquistare il necessario ottimismo che è alla base di ogni nostra azione, ma neppure lui, psicologo, potrà sostituirsi a te e solo tu puoi rallentare o accelerare i tempi per riuscire ad accettare il cambiamento che desideri, perché in fondo di questo si tratta: tu, persona sana, sanissima e affaticata, stai cercando di cambiare il tuo rapporto con alcuni aspetti della realtà che finora troppo ti hanno condizionato e oppressa.

        Posso ricordarti che assistere una persona malata (come tu hai fatto con il nonno) alla quale siamo molto affezionati ci induce a sentire angoscia, a vedere nero nel futuro, a perdere ogni energia perché tutto di fronte alla malattia e al progressivo venir meno dell'efficienza appare futile, e la vita nel suo insieme ci appare sterile e senza senso, mentre i nostri pensieri si affastellano sempre più carichi di umor nero e ci inducono all'inerzia?

Ciò che tu provi è ciò che ogni persona sana e affezionata ai suoi familiari proverebbe; proprio per questo è fondamentale che tu ora ti concentri sulle tue risorse interiori e apprenda a guardare ogni cosa da un diverso punto di vista: pensare/riflettere non è la sola facoltà di cui siamo fortunati possessori e soprattutto perde il suo profondo significato se non è finalizzata alla AZIONE. Da quanto tempo le tue giornate scorrono indaffarata dietro esigenze di altri, per faccende e impegni che non sono mai risolutori né definiti? Organizzarsi la giornata vuol dire viverla in modo che abbia per ciascuno di noi un senso, una direzione verso... Vuoi tu andare verso la serenità, la gioia di vivere? Sarà bene che TU recuperi serenità e gioia di vivere nella realtà, nelle condizioni in cui ti trovi, semplicemente scoprendole diverse da come le hai viste fino ad ora.

L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi.

Marcel Proust

 

Ti abbraccio con tanto affetto 

 

***da uno scambio epistolare tra couselor e una giovane affaticata e stanca.

 

Cordialissimamente

Giancarla

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