La resilienza, ovvero come affrontare con efficacia le difficoltà

 

Il termine resilienza è stato inizialmente utilizzato in psicologia da Werner e Smith come una metafora di un fenomeno misurabile in fisica, ovvero dell’attitudine di un corpo a resistere senza rotture in seguito a sollecitazioni esterne brusche o durature di tipo meccanico (Devoto, 1971).
Quando si parla di metalli, la resilienza è il contrario della fragilità. In campo psicologico: la persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile

Etimologicamente «resilienza» viene fatta derivare dal latino «resalio», iterativo di «salio». Qualcuno propone un collegamento suggestivo tra il significato originario di «resalio», che connotava anche il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare. Sembrerebbe che entrambi i termini indichino l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.

 

La resilienza è il processo di riadattamento di fronte a eventi traumatici,  o anche  fonti  di stress importanti – come problemi familiari e relazionali, seri problemi di salute, o pesanti situazioni finanziarie e lavorative

La resilienza consiste nell'esercitare il  “potere del pensiero positivo” accompagnandolo all’azione con costanza e determinazione, anche nelle situazione più complicate. Si può definire resiliente chi apprende dalle difficoltà senza la pretesa di risolvere subito i problemi e chi ha un’elevata soglia di resistenza alle frustrazioni. Queste persone sono determinate nel raggiungimento del proprio obiettivo. Chi è resiliente è un ottimista e tende a considerare gli eventi negativi come situazione momentanea e circoscritta ad un dato periodo, di fronte alle sconfitte o alle frustrazioni non si arrende; ha la convinzione di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; ha una  forte motivazione a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; percepisce il cambiamento come una sfida e  un’opportunità, anzichè come una minaccia.

Chi è scarsamente resiliente, invece, utilizza schemi poco flessibili e comporamenti non funzionali al qui e ora che stanno affrontando. Una volta costruito uno schema della realtà, queste persone, rifiutano di variarlo anche quando risulta impedire equilibrio e realizzazione personale. Un basso livello di resilienza può essere correlata ad elevati livelli di conflittualità interpersonale e sofferenza psicologica, oltre che a scarsa capacità di realizzare le proprie attitudini.

Nella vita noi non possiamo scegliere tutto e a volte ci capitano situazioni in cui ci sentiamo imprigionati di cui volentieri avremmo fatto a meno. La resilienza, se attivata, è una risorsa "miracolosa" perché fa leva sul pensiero che ci traghetta verso l'azione, che in pratica è rappresentato da quell'obiettivo che decidiamo di raggiungere.

La resilienza è una caratteristica che appartiene già a ciascuno di noi e può essere potenziata.

Il counseling è uno degli strumenti che possono essere di supporto per il potenziamento della resilienza, infatti aiuta a:

- definire obiettivi

- crare motivazione

- nutrire una visione positiva di sè e delle proprie possibilità di intervento nella realtà

- prendere decisioni

- prendersi cura di sè.

Elisabetta Ghezzi

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