Concordia insegna…

spettro-luce

 

Concordia insegna…

 

            Per comprometterla sono stati sufficienti pochi attimi  e l’iniziativa di pochi, ma per porre almeno qualche rimedio a conseguenze comunque devastanti sono occorsi tempi lunghissimi con impegno profuso e competente di tanti, team di lavoro a livello di eccellenza, accordo e sforzo comune.

Parliamo della nave Concordia?

Sì e no, prendiamo uno spunto eloquente dalla vicenda di cui i mass media hanno offerto tutti i particolari e anche di più, per riflettere su una realtà che con leggerezza e faciloneria preferiamo ignorare e che riguarda ogni azione umana, in particolare quando coinvolge noi nel ruolo di attori e altri in quello di possibili utenti, destinatari o vittime.

            È dunque così fragile la concordia?

 

Leggiamo in http://www.treccani.it,  Concòrdia: s. f. dal lat. concordia, der. di concors -ordis «concorde» – 1. Conformità di sentimenti, di voleri, di opinioni fra due o più persone, per lo più non disgiunta da reciproco affetto; armonia spirituale: fratelli vissuti sempre nella c. più perfetta; regnava grande c. fra i cittadini; esortare a c.; mantenere la c. nella famiglia. 2. ant. Accordo, convenzione, riconciliazione; anche accordo, armonia in senso fig.: una certa gioconda c. di colori (B. Castiglione).

            La consapevolezza che non sia desueto solo il nome, ma piuttosto il mondo che sottintende è immediata, trovate anche voi?

Quando e come, abituati alla competizione ci accade di vivere esempi di conformità, armonia e armonia spirituale, di accordo o riconciliazione. Già!

Il termine accordo, ad esempio, ci rimanda subito al mondo degli affari, del commercio e della finanza, magari della politica e così si intreccia con …interessi sotterranei, personali, ricatti, ecc.

            Che il nostro mondo sia laico non è una giustificazione sufficiente a comprendere come siamo riusciti a perdere il profondo significato del vivere con e non contro gli altri.

La concordia è indubbiamente molto complessa, ma, chiedo, esiste qualche cosa di valore che possa essere ottenuta e mantenuta senza impegno, sforzo, convinzione, conoscenza e competenza?

Facciamoci guidare da qualcuno… al di sopra delle parti: Orazio (Epistole I, 12, 19) quid velit et possit rerum concordia discors («quale sia il significato e il potere dell’armonia discorde delle cose»)

Appunto, concordia discors (propr. «concordia discordante»). Parole che si riferiscono alle teorie di Empedocle, che concepiva l’universo come perpetua lotta fra due principî contrarî, l’Amore e la Discordia. L’espressione è usata quasi proverbialmente per significare un’armonia che risulti da una discordanza di pareri, da un positivo contrasto d’idee o sentimenti, ecc. [ibidem].

            Quale armonia, quale concordia se tra i due elementi che in equilibrio dovrebbero concedercela, ne ignoriamo sistematicamente uno? E non è la discordia ad essere ignorata…

Non si tratta di cercare a tutti i costi l’omologazione, piuttosto significa avere il coraggio e la naturalezza di esprimersi disposti ad accettare la diversità di pareri, di modalità di essere, disposti ad arrivare ad una posizione terza (non completamente mia né completamente dell’altro) negoziata, si tratta in definitiva di nutrire ogni giorno, in ogni occasione la convinzione che la realtà è comunque sempre il risultato di innumerevoli componenti, diverse per lunghezza d’onda e frequenza proprio come lo spettro della luce.

Mettiamoci al lavoro!

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

 

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