Family

Inviato da Luciano Berti

familyIl genitore ha un compito difficile, reso ancor più complesso da un mondo che non è a misura di bambino. Politiche serie e non di facciata che sostengano realmente le famiglie non rientrano nei piani dei politici i quali, pensano che il sostegno dipenda dalla quota di detrazioni alla denuncia dei redditi. Esempio un figlio inferiore ai 3 anni consente una detrazione di 1220 € pari a 3,3 € al giorno con riduzione progressiva in base al reddito. D’altra parte se andiamo a vedere i redditi dei Ministri si spiega questa carente sensibilità del mondo politico...

Pochi ricordano che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo recita all’art. 16 comma 3: “La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”.

Nel caso di figli disabili la situazione è ancor più vergognosa perché ti fanno la guerra sul posto di lavoro se ti assenti per esigenze assistenziali. I tre giorni a cui da diritto la Legge 104 non sono certo la panacea. Servono politiche serie sulla famiglia, vero pilastro della costruzione sociale. La famiglia si configura infatti come una forma sociale primaria poichè svolge funzioni fondamentali come la procreazione, l’allevamento ed accudimento dei figli, la protezione della comunità.

Protezione perché molti problemi di natura sociale derivano da famiglie problematiche. Proteggere l’istituzione familiare funge da assicurazione sociale. La funzione riproduttiva della famiglia ha uno scarso riconoscimento da parte delle istituzioni. Non è un caso che molte coppie evitano di procreare per problemi di natura economica (disoccupazione, elevato costo delle abitazioni, impossibilità ad accedere ad un mutuo…). La nascita di un figlio deve rimodellare in qualche modo la coppia. Il rischio è lo sfaldamento della stessa se non si transita da un modello di convivenza duale ad uno “familiare”. Nel momento in cui si crea una famiglia si strutturano dinamiche diverse, più complesse che tengono conto delle esigenze del nuovo nato. Non raccontiamo la favola che tutto è come prima perché non lo è e non lo sarà più. Come il bambino deve elaborare il lutto dell’abbandono dell’infanzia, lo stesso avviene per una coppia che assume su di sé l’onore e l’onere di divenire coppia genitoriale, elaborando il lutto dell’abbandono della fase “duale”. Non solo, i genitori sono a loro volta figli e quindi è necessario impedire l’intrusione delle famiglie d’origine. L’intrusione potrebbe determinare una Ai genitori un tempo erano attribuiti precise funzioni: normativo il padre, affettivo la madre. Oggi tale dicotomia non esiste più. L’autorità paterna si è progressivamente stemperata in una dimensione relazionale di tipo egualitario. Molte madri hanno assunto su di sé tale ruolo normativo. Le coppie vivono una situazione di abbandono istituzionale. Spesso non c’è nemmeno la libertà di scegliere un pediatra di famiglia perché vi sono vincoli burocratici che impongono scelte obbligate. In tale quadro molti genitori, catturati dal vortice dei ritmi lavorativi faticano a trovare adeguate dimensioni educative, delegandole agli asili nido prima ed alle scuole dopo. Si innesca un meccanismo che porta la famiglia ad una perdita di “potere” e controllo sociale. Ormai c’è persino confusione sul concetto di famiglia, evoluto e riformulato più volte nel corso degli anni. L’unica istituzione che ha mantenuto una coerenza di fondo sul concetto di famiglia è stata la Chiesa, coerenza che condivido, non per motivazioni di ordine religioso, ma di natura antropologica. Scardinare la famiglia “tradizionale” per introdurre nuove definizioni di famiglia (es. la famiglia gay) è folle e, se non fosse per la gravità di tale scelta, persino ridicolo. Nel pensare alle rivendicazioni di alcune lobby si è perso di vista il vero senso costruttivo, protettivo e comunitario della struttura familiare, unica istituzione in grado di salvare il mondo. Mondo che si sta avviando alla decadenza. Laddove non esistono più valori, certezze e simbologie c’è il nulla, il vuoto, ben rappresentato dal relativismo che concede un’apertura di credito alle ideazioni più assurde e grottesche camuffate da concessioni di diritti civili. Nemo plus iuris in alium trasferre potest quam ipse habet

 

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