ll più difficile da superare è il tradimento di…sé

Quando il tradimento esplode nella vita della coppia, dal momento stesso in cui è conosciuto, svelato, confidato o scoperto, casualmente o dopo inseguimenti e sospettose indagini…niente potrà essere più come prima.

Da quel momento i due partner saranno sottoposti ad uno stress emotivo devastante, da un senso di distruzione di sé, della propria immagine, delle proprie aspettative, del disegno di vita noi; ciascuno –chi ha tradito, come chi è stato tradito- proverà un’angosciante  sensazione di impotenza  a gestire la situazione, a spiegarsi o a spiegare, a motivare o ad ottenere risposte che non arrivano o, quando arrivano, sono diverse da come le si desiderava.

Chi ha tradito fa esperienza di quanto sia difficile sostenere le sue ragioni, la sua legittima richiesta di autonomia e ad ogni ora avvertirà più pesante il legame di coppia, lo avvertirà come una catena che va spezzata e per trovare maggior forza, per dare alla sua condizione una maggiore credibilità insisterà a lamentarsi di tutto ciò che finora ha taciuto …perché  -dirà a se stesso- capace di tollerare, di sopportare in silenzio, ma d’ora in avanti si ripromette che sarà inflessibile.

 

Chi è stato tradito ha il vantaggio (sic!) di essere la vittima e si sentirà autorizzato a provare sentimenti di rivalsa, di aggressività, di vendetta, si sentirà legittimato ad inquisire, a ribadire ossessivamente che non può fidarsi più, MAI più dell’altro, che ha perso ogni fiducia nei suoi confronti; vorrà conoscere, indagare e non si dichiarerà mai soddisfatto, perché –ripete continuamente a se stesso- chi ha mentito evidentemente può continuare a farlo e dunque non è credibile; diventerà sospettoso anche se mai lo era stato in passato per poi deprimersi a considerare come è potuto accadere che si sia abbassato a simili azioni.

È così che il tradimento si rafforza e si autoalimenta al punto che se per magìa la terza persona di questo drammatico triangolo non esistesse più, litigi, rivalse e sfoghi e lamentele nella coppia continuerebbero identiche.

Il tempo può essere amico e potrà attutire il turbinio di sentimenti e risentimenti, si potrà decidere di comune accordo di separarsi o di restare separati-in casa per motivi economici, si potrà ricorrere al tribunale, si potrà tentare di perseguire la strada del perdono e di una seconda chance, si potranno usare i figli a proprio vantaggio o si cercherà di proteggerli come meglio si può da una situazione che è comunque conflittuale …, chi ha tradito potrà persino decidere di troncare la sua relazione perché tutto torni …come prima,  ma il vero nodo problematico è proprio questo: solo se e quando ciascuno si confronterà con ciò che il tradimento ha portato, e non solo tolto, allora ci si potrà avviare a superare l’evento.

Consideriamo il significato di tradire: dal verbo trado, ere, composto di due morfemi, trans e do (= dare). Il prefisso trans implica un passaggio e, infatti, i significati originari di trado indicano l’atto di consegnare in mano a qualcuno (in custodia, protezione, castigo), affidare il comando, l’insegnamento, ma anche consegnare con inganno, attentare alla vita di qualcuno (di qui un’ambiguità di fondo che il verbo tradere latino mutua da due verbi della lingua greca; si veda Cortelazzo Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana) o tramandare.

È così che tradimento e tradizione paradossalmente si avvicinano: tradizione che è sinonimo di continuità e si usa quando ci si richiama ad  un valore ancorato al passato, o al patrimonio di conoscenza collettiva, o semplicemente alla prassi costruttiva consolidata, è il peso delle cose del passato tradotte nel presente,  è la storia dei tradimenti passati. Il processo evolutivo, necessario ed ineluttabile, si compie all'interno della dinamica tradizione-tradimento, attraverso l'abbandono dell'ultima "consegna" ereditata dalla storia, che verrà tradita in nome della prossima.  Senza tradizione non c'è cambiamento.

 Nella forma riflessiva se tradere il verbo sta a significare l’abbandonarsi a una persona, dedicarsi ad una attività.

Il traditore consegna l’altro al nuovo, uccidendolo simbolicamente alla vecchia identità, - e lo uccide perché ha già ucciso se stesso essendosi egli stesso consegnato al nuovo - e l’altro, il tradito, il consegnato, che accetta la nuova consegna, l’accoglie e, in ciò facendo, riconosce come necessaria l’uccisione che il traditore gli ha procurato. Il traditore ci costringe a fare i conti con noi stessi, a buttar giù i nostri pregiudizi, ci lascia nudi e morti, e possiamo rinascere di nuovo ricercando, reinterrogandoci su cosa è l’amore, sul punto a cui siamo giunti. Egli ci restituisce alla nostra povertà, ci spoglia di tutto anche del nostro amore di noi stessi. E’ capacità e disponibilità del tradito a farsi fecondare da vicenda così dolorosa. E il "buono" è nuova conoscenza che in lui si dispiega e che lo catapulta in una nuova dimensione relazionale in cui le parole amore e tradimento saranno accolte con un nuovo significato. Quando il tradito salta in questo nuovo mondo s’accorge che ha tradito se stesso, le sue vecchie convinzioni. (Ada Cortese, www.geagea.com).

Insomma, il tradito può rinunciare al copione della vittima passiva e questo indipendentemente dagli atteggiamenti, dalle intenzioni e dalla coscienza del traditore e dal superamento di questo atteggiamento si determina la possibilità di riflettere sulla relazione, su cosa ha scatenato il tradimento, sul suo significato e su quello che veramente si vorrebbe dal “sistema coppia”.

L’elaborazione della crisi, consente di prendere decisioni rispetto alla situazione in modo più oggettivo e non solo come reazione impulsiva all’evento.

Soffermiamoci  su  “traditor” che significa sia "traditore" sia "colui che insegna", dunque se il tradito ha la forza e la volontà di comprendere il senso del tradimento, riuscirà a tornare a sé e non per recuperare ciò che è stato o che era, bensì per vivere pienamente ciò che ORA SENTE DI ESSERE.

Prossimamente una riflessione sul come questa esperienza possa essere vissuta pienamente, anche grazie alla Relazione di Aiuto.

Cordialissimamente.

Giancarla Mandozzi

 

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