Effetti magici o quasi delle competenze…

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effetti magici o quasi delle competenze…

 

Esibite o testardamente affinate di giorno in giorno, le competenze sono le protagoniste indiscusse nel nostro efficientissimo mondo tecnologico. Sia che si parli di competenze nell’alta finanza, sia di quelle indispensabili ad accogliere l’avventore, il cliente al bar o in un qualsiasi esercizio commerciale, nessuno osa affermare che si possono –o si possano- eludere le competenze. Da qualche anno se ne discute copiosamente nel mondo della scuola dove le definizioni di competenza, simili ma non identiche e sempre più circostanziate e precise, si rincorrono accompagnate da schemi esercizi tabelle tassonomiche predisposte da autorevoli maestri della comunicazione, pedagogisti, esperti di didattica, ecc…, a sostegno dell’attività docente.

Proprio sulle competenze docenti mi soffermo, sollecitata da un testo gradevolissimo che vi invito a leggere: Marco Vinicio Masoni, Studiare bene senza averne voglia, Erickson, 2011.  Si  tratta di una ristampa, e la prima edizione risale al 2001, dunque è una proposta non recente e tuttavia, vi assicuro, di evidentissima attualità. Il sottotitolo recita: Come superare l’alibi della mancanza  di volontà, naturalmente alludendo all’alunno e in 133pagine si susseguono esempi concreti, basati su episodi reali, di come sia non solo possibile, ma anche in tempi relativamente brevi, consentire all’alunno svogliato, la cui vita scolastica è punteggiata da insuccessi ripetuti, di sentire una autentica motivazione, a realizzare il meglio per sé, a trovare o ri-trovare il senso della tenacia e costante applicazione.

Gli esempi sono riferiti ad alunni della secondaria di II grado (non anticipo troppo per non sminuire la vostra curiosità) e tratteggiano, nello sfondo, situazioni che ciascun docente o educatore genitore o formatore ha conosciuto ed anche  sofferto quando non si è sentito in grado di intervenire con efficacia, con strategie corrette e risolutive sul problema.

“Il trucco? Rendere i ragazzi svogliati nello studio consapevoli della fatica psicologica sostenuta nel difendere e mantenere il loro status. Uno sforzo che risulta decisamente superiore a quello affrontato regolarmente e ottenendo risultati sufficienti e gratificazioni scolastiche e familiari” ibidem, pag. 75.

Una sola precisazione: le competenze e abilità dell’ autore, psicologo, amo immaginare che possano essere anche quelle del docente agevolatore, magari counselor…

Buona lettura!

 

Cordialissimamente,

Giancarla Mandozzi

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