Dopo lo...stress della vacanza, è bello tornare alla routine

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Dopo lo...stress della vacanza, è bello tornare alla routine

 

Più di una volta mi sono sorpresa a pensare e sarà accaduto, credo, anche a voi che la vacanza, breve o lunga, riuscita come la immaginavamo o deludente nasconde un prodigioso tesoro: restituirci con gioia alla routine dalla quale eravamo fuggiti.

È un’ennesima contraddizione, un paradosso che si aggiunge a quelli che costellano oggi più che mai la nostra vita, ma che forse ne sono un’espressione connaturata e imprenscindibile. Che cosa sarebbe evidentemente la vita umana se ciascun uomo e ciascuna donna non fosse, in un modo tutto suo, di tanto in tanto incoerente e illogico, se mai si facesse scuotere da un’indomata emotività, se al contrario non finisse a volte per esasperare gli altri con una sorta di ipersuperrazionalità quanto mai irritante e contraria alla comunicazione? Ancora una volta nitide e uniche balzano alla mia memoria le immagini con cui alcuni poeti tra quelli che più amiamo ci hanno presentato il mondo, la vita, il destino dell’uomo sulla terra, insegnandoci che la felicità e la verità non abitano nell’impertubabilità e nella staticità, bensì sono  frammenti di un vorticoso movimento che non ci è dato controllare.

 

È così che noi transitiamo con naturalezza dal rifiuto della routine alla voglia di riprenderla, dopo un quid di tempo in cui abbiamo potuto e saputo tenerla lontana. Probabilmente ciò che ci affanna e stanca è la quantità, la dose massiccia di affanni che la routine ci propina ad allontanarcene, così come è l’intensità della fatica della vacanza che ci fa desiderare di tornare alle occupazioni di sempre.

Ed è questa anche la nostra fortuna, altrimenti per chi non ha possibilità di andare mai in vacanza, per tutti coloro cioè che non possono chiudere il capitolo lavoro, non possono neppure mentalmente staccarsi dalle incombenze familiari non ci sarebbe scampo. Invece esiste almeno la possibilità di ...controllare ogni giorno, ad ogni ora lo stress che la vita quotidiana ci induce, riducendone o azzerandone il rigetto.

È vera saggezza quella di chi ha imparato a sentirsi in vacanza qualche minuto ogni giorno, la stessa saggezza che anche il più fortunato dei vacanzieri sarebbe bene esercitasse, se non vuole ritrovarsi a vacanza quasi conclusa, sfinito da esperienze sovradimensionate alle sue capacità di ricezione e, di conseguenza, terribilmente inquieto con se stesso per non aver conquistato quel benessere totale che aveva –illusoriamente– affidato a giorni di convulse varie e modaiole attività.

                         Ma quando ci si protegge dallo stress e come? Sicuramente ogni giorno, curando il rapporto con se stessi, con il proprio ambiente, con le persone che abbiamo intorno, con il lavoro, con i minuti o i secondi di tempo libero, mai demandando a dopo o ad altre esperienze la serenità interiore o quel minimo di positività che anche da esperienze difficili si può trarre.

 

E se non riusciamo a riconoscere e cogliere le nostre risorse, sarà bene per noi che qualche agevolatore ci aiuti.

 

 

Cordialissimamente

Giancarla Mandozzi

 

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