La televisione?...un “curriculum”

 

 

 

 

La televisione?...un “curriculum”

 

                   Che la TV sia un concorrente audace e spesso, molto spesso, vincente rispetto alle occupazioni “serie” della giornata, in particolare della scuola dei nostri bambini , ragazzi, giovani è un dato di fatto e mi piace parlarne in giorni in cui, a vacanze estive iniziate quasi per tutti, campionati europei di calcio, di atletica e giochi olimpici si impongono come gli unici appuntamenti, discussioni preferite, gioie e delusioni, rigurgiti di patriottismo, ecc... 

Tuttavia...

Tuttavia esistono, come per ogni processo di conoscenza, approfondimento e analisi, diversi approcci con cui fare chiarezza e finalmente comprendere –noi adulti, formatori e counselor in particolare- i termini esatti del problema.

 

Uno spunto di osservazione in particolare mi appare succulento e lo suggerisco: N. Postman, Ecologia dei media. L’insegnamento come attività conservatrice, (1979), Roma, Armando, 1999:

“Tutto, nella scuola, ha un effetto, intenzionale o meno, sulla formazione del giovane, e un “corso di studi” include di sicuro tutte le condizioni in cui ha luogo l’apprendimento. [...] Non si suole ammettere che la televisione abbia un suo curriculum o sia essa medesima un curriculum, ed è probabilmente per questa ragione che i genitori non prestano all’educazione televisiva dei loro figli l’attenzione che rivolgono invece all’educazione scolastica. Molti genitori, così come molti educatori, sembrano credere che la televisione sia “un divertimento” col quale ben poco si può insegnare e dal quale ben poco si può imparare.

Ma tutto ciò lo si può vedere in una luce chiarificatrice se solo definiamo un  curriculum  come un sistema particolare d’informazioni, avente, nella sua totalità, lo scopo d’influire, insegnare, addestrare, coltivare la mente e il carattere della nostra gioventù. Per questa definizione la televisione e la scuola non soltanto hanno un curriculum, ma sono un curriculum; ossia, si tratta di due sistemi di apprendimento totale. Ciascuna ha un modo tutto suo di organizzare il tempo e lo spazio; i loro messaggi sono codificati in forme speciali e mossi a differente velocità; ciascuna ha un suo modo di definire il sapere, le sue convinzioni sul processo educativo, le sue richieste sul come tener dietro a quanto va accadendo. Inoltre, ognuno ha una sua materia, un ambiente e uno stile caratteristici, che riflettono il contesto singolare entro cui si sperimenta ciò che sta accadendo.[...]

La prima cosa che un curriculum deve operare è l’impegnare l’attenzione dei suoi studenti per un certo periodo di tempo. Qui ci sono due domande da porre: per quanto tempo, e in che modo attirare la loro attenzione? […] Il curriculum televisivo occupa quindi il primo posto nel tempo utilizzato dagli studenti, ed occupa anche, come vedremo, il primo posto nel loro cuore. Il perché di questo fatto è connesso col modo in cui ognuno dei due curriculi s’impone all’attenzione. Sia il curriculum scolastico che quello televisivo usano la coercizione: la scuola direttamente, con mezzi legali, la televisione indirettamente, con mezzi psicologici. […]. Mentre il curriculum scolastico esige attenzione servendosi della legge e magari della necessità occupazionale, il curriculum televisivo non richiede tali controlli. La televisione è un curriculum incentrato sull’interesse. In un certo senso non ha altro scopo che mantenere l’attenzione dei propri studenti. A differenza della scuola che prima sceglie le sue materie e poi va in cerca di metodi per attirare l’interesse, la televisione prima sceglie i modi per attirare l’interesse, facendovi poi adattare opportunamente il contenuto.”

La segnalazione del grassetto, per termini e frasi, è mia. Condivido e come insegnante ho potuto sperimentare la veridicità di quanto ho riportato e vorrei aggiungere due osservazioni:

1) il problema riguarda anche (e non meno pesantemente) gli adulti che spesso fanno delle preferite trasmissioni alla TV una priorità assoluta del loro tempo “libero” e non solo, anche a scapito delle relazioni interpersonali e familiari

2) conoscendo come la TV opera in modo così preciso e attento riuscendo ad ottenere il “cuore” dei giovani, sarà bene che anche la scuola si adoperi per attirare, per conquistarsi l’attenzione e il coinvolgimento dei giovani (un curriculum incentrato sull’interesse). Come docente e come counselor ho verificato più volte il successo di simili iniziative.

Un obiezione (in due tempi), modesta e appena sussurrata, sollevo per la frase che qui di seguito riporto, sempre dalla stessa pagina di N. Postman:

“La scuola è, in larga parte, un curriculum a base di punizioni, così come, a quanto pare, lo è la vita stessa. La televisione no. Non c’è punizione se non si seguono le trasmissioni televisive, e non si ha bisogno di nulla. Tale fatto circonda l’esperienza di chi assiste alla televisione d’una favorevole atmosfera psicologica che la scuola non potrà mai raggiungere.”

-  Non concordo sulla scuola come curriculum a base di punizioni: l’esito sfavorevole di una prova, l’insuccesso scolastico non sono una punizione, sono il risultato, la definizione di una situazione/condizione in cui il ragazzo si trova e dalla quale il docente ha il compito di aiutarlo ad uscire. Qualora il risultato negativo venga presentato –dagli adulti genitori e docenti e, di conseguenza, venga interpretato da ciascun ragazzo- come punizione vorrà dire che la scuola sta fallendo o ha già fallito il suo scopo primario: imparare dagli errori.

Se l’atmosfera psicologica che circonda il guardare la TV è favorevole, ciò è principalmente e indiscutibilmente legato al fatto che essa, la TV, è avvertita come uno svago, come un divertimento. Noi adulti educatori dobbiamo essere ben consapevoli che non lo è e allo stesso tempo dobbiamo riconoscere il come viene avvertita dai ragazzi: su questo dobbiamo e possiamo operare. Proviamo a sentire prima di tutti noi la gioia dell’apprendere, del conoscere insieme e riusciremo a comunicare al bambino, al ragazzo, al giovane e persino all’adulto (magari costretto al corso di Formazione, perché cassaintegrato) la stessa gioia di conquista.

La scuola può essere sentita come una bella, avvincente sfida con se stessi e la TV come un’opportunità da cui scegliere centellinando contributi: è possibile e attuabile ogni volta che ... i giovani incontrano nel loro cammino adulti “veraci”, non solo tali per condizione anagrafica.

Cordialissimamente

Giancarla Mandozzi

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